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Ricusazione

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618 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Perdita di chance: guida al risarcimento danni
Una dipendente comunale ha impugnato la revoca di un incarico di responsabilità, lamentando un demansionamento e richiedendo il risarcimento dei danni. Mentre il tribunale di primo grado aveva riconosciuto il danno quantificandolo come perdita di chance al 100%, la Corte d'Appello aveva negato ogni ristoro ritenendo che tale specifica domanda non fosse stata formulata correttamente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che il giudice ha il dovere di qualificare correttamente la domanda risarcitoria. La Suprema Corte distingue nettamente tra la perdita di chance, intesa come probabilità, e il danno da mancata promozione, inteso come certezza del risultato, imponendo una nuova valutazione del merito.
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Ricusazione: guida ai requisiti formali e termini
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione presentata contro un giudice monocratico. Il ricorrente non aveva allegato il verbale d'udienza necessario a verificare il rispetto dei termini di legge, rendendo l'istanza carente sotto il profilo formale. La decisione ribadisce che la ricusazione è un atto rigorosamente formale e che l'onere della prova circa la tempestività della richiesta spetta interamente alla parte istante. Il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rimessione del processo: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione del processo presentata da un imputato in relazione a un procedimento di ricusazione. La Suprema Corte ha chiarito che la rimessione del processo non è applicabile a procedimenti di natura incidentale, poiché questi non sono destinati a una pronuncia di merito. Inoltre, i motivi addotti sono stati giudicati manifestamente infondati, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Rimessione del processo: quando l’istanza è tardiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione del processo presentata da un imputato. La decisione è scaturita dal mancato rispetto dei termini perentori stabiliti dall'articolo 46 del codice di procedura penale. Oltre al profilo temporale, i giudici hanno rilevato che le motivazioni addotte erano eccessivamente vaghe e generiche, non riuscendo a dimostrare l'esistenza di una reale situazione ambientale idonea a turbare il corretto svolgimento del procedimento penale.
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Ricusazione del giudice: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che differiva l'udienza preliminare in attesa della decisione sulla ricusazione del giudice. Il provvedimento impugnato è stato ritenuto meramente interlocutorio e privo di natura decisoria, non essendo quindi autonomamente ricorribile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Diffamazione del magistrato: limiti al diritto di critica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni per la diffamazione del magistrato operata da un avvocato attraverso atti processuali ed esposti. Il legale aveva accusato il giudice di parzialità e mancanza di equilibrio, superando i limiti della continenza e della verità. La Suprema Corte ha ribadito che il danno non patrimoniale è risarcibile anche se la condotta non integra un reato, purché leda diritti costituzionali come l'onore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su contestazioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità.
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Opposizione all’esecuzione: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a un'opposizione all'esecuzione immobiliare. La controversia nasce dal mancato pagamento di somme dovute a titolo di coercizione indiretta tra proprietari di terreni confinanti. La Suprema Corte ha ribadito che l'eventuale incompatibilità del giudice deve essere contestata tempestivamente tramite ricusazione e che le norme sull'impignorabilità dei beni mobili non sono estensibili automaticamente ai beni immobili senza prova specifica del legame con l'attività aziendale.
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Ricusazione del giudice e imparzialità in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso delicato riguardante la ricusazione del giudice relatore in un procedimento civile. La parte ricorrente ha contestato l'imparzialità del magistrato poiché quest'ultimo aveva già redatto una proposta di decisione accelerata, manifestando un preventivo convincimento sull'esito del ricorso. Data la rilevanza della questione, che tocca i principi costituzionali del giusto processo, la Corte ha sospeso il giudizio e rinviato la decisione in attesa di un chiarimento definitivo da parte delle Sezioni Unite sulla compatibilità tra il ruolo di estensore della proposta e quello di membro del collegio giudicante.
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Ricusazione del giudice: effetti della rinuncia
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una dichiarazione di inammissibilità relativa a una istanza di ricusazione del giudice. Il ricorrente aveva inizialmente contestato l'imparzialità di un magistrato che, in sede di appello, aveva disposto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la difesa ha depositato una rinuncia formale al ricorso. Tale rinuncia ha determinato la cessazione dell'interesse alla decisione, ma ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, non essendo emerse ragioni di esenzione.
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Errore revocatorio: i limiti fissati dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso proposto da un imprenditore individuale contro la sentenza che rigettava la richiesta di revocazione del proprio fallimento. Il ricorrente sosteneva la sussistenza di un **errore revocatorio** derivante dalla violazione del giudicato interno sulla natura agricola dell'impresa e lamentava la mancata astensione dei giudici. La Suprema Corte ha chiarito che la violazione del giudicato costituisce un errore di diritto e non di fatto, e che l'eventuale incompatibilità del giudice deve essere fatta valere tempestivamente tramite ricusazione, pena la decadenza.
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Sovraindebitamento: validità dell’asta immobiliare
Un professionista ammesso alla procedura di sovraindebitamento ha impugnato l'aggiudicazione del proprio studio professionale, sostenendo la nullità della vendita. Le doglianze riguardavano la presunta sospensione automatica del processo per ricusazione del giudice e la natura non competitiva dell'asta. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la ricusazione non sospende ipso iure il procedimento e che la vendita all'incanto, se adeguatamente pubblicizzata, soddisfa i requisiti di competitività richiesti dalla normativa sul sovraindebitamento.
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Ricusazione e imparzialità del giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso relativo alla **ricusazione** di un collegio giudicante in un procedimento di prevenzione patrimoniale. Il ricorrente lamentava l'incompatibilità dei giudici che avevano precedentemente restituito gli atti al Pubblico Ministero per integrazioni probatorie. La Suprema Corte ha stabilito che tale attività non è pregiudicante, in quanto il procedimento di prevenzione è unitario e la valutazione sulla sufficienza degli atti non anticipa il giudizio finale sulla confisca dei beni.
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Ricusazione del giudice: oneri e prove documentali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione del giudice proposta da un imputato che lamentava la mancanza di imparzialità di un magistrato. Il ricorrente sosteneva che il giudice avesse già espresso giudizi sulla sua colpevolezza in un precedente processo. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'istanza era priva della documentazione necessaria a dimostrare sia il fondamento della causa di ricusazione, sia il rispetto dei termini temporali per la presentazione. La decisione ribadisce che spetta esclusivamente alla parte istante l'onere di allegare i documenti a supporto, non potendo il giudice supplire a tale carenza informativa.
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Ricusazione e sospensione termini custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sospensione dei termini di custodia cautelare in seguito a una istanza di ricusazione. Il caso riguarda un imputato che ha presentato la richiesta immediatamente prima della discussione nell'udienza preliminare. La Corte ha stabilito che, in tale fase, la sospensione del processo è obbligatoria per legge, comportando automaticamente il blocco dei termini di durata della misura cautelare per evitare finalità dilatorie.
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Ricusazione del giudice: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla ricusazione del giudice presentata da un imputato. Il ricorrente lamentava la mancanza di imparzialità di un magistrato che aveva precedentemente manifestato la volontà di astenersi e aveva partecipato a un collegio che aveva deciso su questioni correlate. La Suprema Corte ha stabilito che il decreto sull'astensione non è impugnabile e che una precedente decisione di rito, non entrando nel merito dei fatti, non costituisce un'anticipazione di giudizio idonea a giustificare la ricusazione del giudice.
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Licenziamento illegittimo: onere prova e risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento intimato da una società a una dipendente, rigettando il ricorso datoriale. La controversia riguardava principalmente l'asserita incompatibilità di un giudice e la richiesta di riduzione del risarcimento per mancata ricerca di nuova occupazione da parte della lavoratrice. La Suprema Corte ha stabilito che l'incompatibilità del giudice deve essere fatta valere tramite ricusazione e che l'onere della prova sull'aliunde percipiendum grava esclusivamente sul datore di lavoro. Il licenziamento illegittimo comporta dunque il risarcimento pieno, entro i limiti di legge, se l'azienda non prova la negligenza della dipendente.
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Rimessione del processo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rimessione del processo presentata da un imputato che lamentava presunte violazioni procedurali e parzialità del giudice. La Corte ha stabilito che la rimessione del processo non può essere utilizzata per censurare singoli atti del magistrato o vizi del procedimento, ma richiede una grave situazione locale esterna alla dialettica processuale che coinvolga l'intero ufficio giudiziario. L'istanza è stata giudicata manifestamente infondata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Incompatibilità del giudice e validità degli atti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'**incompatibilità del giudice** non determina la nullità automatica dei provvedimenti emessi. Il caso riguardava un imputato che contestava la validità di un'ordinanza cautelare poiché decisa da un magistrato che aveva già svolto funzioni di GIP nello stesso procedimento. La Suprema Corte ha chiarito che tali vizi devono essere sollevati esclusivamente tramite l'istituto della ricusazione, poiché non incidono sulla capacità professionale del magistrato ma solo sulla sua specifica posizione nel processo.
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Risarcimento danni stalking: la decisione civile
La Corte di Cassazione chiarisce che il risarcimento danni stalking in sede civile può basarsi sulle prove del processo penale senza necessità di rinnovare l'istruttoria. Il giudice civile gode di piena autonomia valutativa e applica le regole del 'più probabile che non', distinte dal rigore penalistico.
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Incompatibilità del giudice e validità sentenza
La Corte di Cassazione chiarisce che l'incompatibilità del giudice derivante da precedenti funzioni svolte nello stesso procedimento non causa la nullità della sentenza. Tale vizio deve essere eccepito tramite ricusazione, pena l'inammissibilità del ricorso.
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