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Ricusazione — Anno 2023

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171 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricusazione

Provvedimenti

Ricusazione del giudice tardiva: imparzialità negata per un vizio di forma
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che dichiarava inammissibile, perché presentata in ritardo, la richiesta di ricusazione del giudice avanzata da un imputato. L'imputato sosteneva che due giudici non fossero imparziali, avendo già valutato il contesto criminale in un altro procedimento collegato. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il termine perentorio di tre giorni per la ricusazione del giudice non era stato rispettato. La richiesta è stata presentata ben oltre la data in cui l'imputato era venuto a conoscenza dei motivi di presunta incompatibilità. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto per un vizio puramente procedurale, senza entrare nel merito della questione di imparzialità.
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Nega i domiciliari: non è pregiudizio, ricusazione del giudice K.O.
Un imputato presenta istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che questi avesse anticipato un giudizio di colpevolezza nel negargli gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione sulla pericolosità sociale di un imputato, fatta al solo fine di decidere su una misura cautelare, non costituisce un'anticipazione del giudizio di merito. Tale valutazione serve unicamente a prevenire il rischio di reiterazione del reato e non compromette l'imparzialità del magistrato. La richiesta di ricusazione del giudice è stata quindi ritenuta infondata.
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Ricusazione del giudice: nome in altra sentenza non crea pregiudizio
Un imputato chiedeva la ricusazione del giudice, sostenendo che il collegio fosse prevenuto. I giudici, infatti, lo avevano menzionato in una precedente sentenza emessa in un processo contro altre persone per fatti simili. L'imputato riteneva che questo costituisse un pregiudizio. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: la semplice menzione del nome di una persona in un'altra sentenza non è sufficiente a rendere un giudice parziale. Per giustificare la ricusazione, è necessario che il giudice abbia già espresso una valutazione concreta e di merito sulla responsabilità dell'imputato, cosa che in questo caso non era avvenuta. Di conseguenza, il processo proseguirà con gli stessi giudici.
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Ricusazione del Giudice: la decisione annulla gli atti, non la motivazione
Un imputato ottiene la ricusazione dei giudici del suo processo perché questi avevano già emesso una sentenza sugli stessi fatti in un altro procedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla ricusazione del giudice: l'imparzialità viene meno non dal momento del deposito delle motivazioni scritte della precedente sentenza, ma dal momento della lettura pubblica della decisione (il 'dispositivo'). Di conseguenza, la Corte ha annullato il provvedimento precedente, imponendo una nuova valutazione su quali atti processuali, compiuti dai giudici dopo quella lettura, debbano essere considerati invalidi. La decisione sposta indietro nel tempo l'inizio della 'contaminazione' del giudice, con effetti potenzialmente dirompenti sul processo in corso.
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Ricusazione del giudice: no se la sua valutazione è provocata
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un imputato di concorso esterno in associazione mafiosa volta a ottenere la ricusazione del giudice. L'imputato sosteneva che il magistrato, nel negare la revoca di una misura cautelare, avesse anticipato un giudizio sulla sua colpevolezza. Secondo la Suprema Corte, però, la valutazione del giudice non costituisce un'anticipazione di giudizio se è una risposta necessaria e funzionale agli argomenti presentati dalla difesa stessa. In questo caso, l'imputato aveva introdotto il tema del suo presunto ruolo di vittima, costringendo il giudice a valutarlo. Pertanto, la richiesta di ricusazione del giudice è stata dichiarata inammissibile.
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Ricusazione del giudice tardiva: processo di mafia non si ferma
Un imputato in un processo per associazione mafiosa chiedeva la ricusazione del giudice, sostenendo la sua parzialità per aver già giudicato un coimputato in un procedimento separato. La richiesta è stata respinta perché presentata in ritardo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio chiave: il termine per la ricusazione del giudice decorre da quando la parte viene a conoscenza della causa di incompatibilità, non da eventi successivi. Inoltre, aver giudicato un complice non rende automaticamente il giudice incompatibile, a meno che nella precedente sentenza non sia stata valutata specificamente la posizione dell'attuale imputato. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Giudici si astengono: ricorso inammissibile per carenza di interesse
Un imputato presenta ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua richiesta di ricusare due giudici. Successivamente, però, gli stessi magistrati decidono di astenersi volontariamente dal processo. Questo evento soddisfa l'obiettivo iniziale dell'imputato, che quindi rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'impugnazione inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché la rinuncia è stata causata da un fatto non imputabile all'imputato (l'astensione dei giudici), la Corte decide di non condannarlo al pagamento delle spese processuali. La sentenza chiarisce un importante principio procedurale.
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Ricusazione del Giudice tardiva: commento in aula costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati per minaccia che avevano chiesto la ricusazione del giudice. La richiesta era nata da un commento del magistrato durante un'udienza, percepito come segno di parzialità. Tuttavia, la dichiarazione di ricusazione è stata presentata in un'udienza successiva e quindi fuori tempo massimo. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: se la causa di ricusazione sorge in udienza, la parte deve manifestare la sua volontà di ricusare il giudice prima della fine di quella stessa udienza. La tardività della richiesta ha reso impossibile esaminarla nel merito, con conseguente condanna degli imputati al pagamento delle spese.
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Ricusazione del giudice: no se ha già giudicato il clan mafioso
Un imputato per associazione mafiosa ha chiesto la ricusazione del giudice, sostenendo la sua parzialità per aver già giudicato, in un altro processo, l'esistenza dello stesso clan. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la precedente valutazione sull'esistenza di un'associazione criminale non comporta un automatico pregiudizio verso un altro imputato in un processo separato. La ricusazione del giudice è valida solo se, nel primo giudizio, è stata valutata la responsabilità penale personale e diretta del nuovo imputato, cosa che in questo caso non era avvenuta. L'istanza è stata inoltre respinta per genericità, non avendo l'imputato provato di averla presentata tempestivamente.
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Ricusazione del Giudice: mozione tardiva, processo valido
Un imputato per associazione mafiosa presenta un'istanza di ricusazione del giudice, sostenendo una mancanza di imparzialità. I magistrati avevano infatti già giudicato altri membri dello stesso clan in un processo separato. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile per tardività. Il principio sancito è che l'istanza deve essere presentata entro tre giorni dalla conoscenza del motivo di ricusazione. L'imputato non è riuscito a dimostrare di aver rispettato questo termine perentorio, rendendo la sua richiesta inefficace. La sentenza sottolinea che l'onere di provare la tempestività della dichiarazione di ricusazione del giudice spetta a chi la propone.
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Ricusazione del Giudice: Pregiudizio Negato dalla Cassazione
Un imputato in un processo per associazione mafiosa chiedeva la ricusazione del giudice, sostenendo una sua mancanza di imparzialità. I magistrati, infatti, avevano già emesso una sentenza in un altro procedimento, riconoscendo l'esistenza del clan a cui l'imputato era accusato di appartenere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La richiesta è stata ritenuta tardiva, poiché l'imputato non ha provato di averla presentata entro tre giorni dalla scoperta del presunto motivo di incompatibilità. Inoltre, la Corte ha stabilito un principio importante: il fatto che un giudice abbia già accertato l'esistenza di un'associazione criminale in un processo non crea automaticamente un pregiudizio verso un altro presunto membro in un processo diverso, se la sua posizione personale non era stata valutata in precedenza.
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Ricusazione del Giudice: No al Dubbio Tardivo sull’Imparzialità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la ricusazione del giudice per presunta parzialità. I magistrati avevano già giudicato in un processo connesso, ma la richiesta è stata presentata oltre i termini di legge. La Corte ha stabilito che il termine per la ricusazione decorre da quando si ha conoscenza della causa di incompatibilità, non da quando viene decisa una richiesta simile di un coimputato. Aver partecipato a un processo collegato non implica automaticamente un pregiudizio che giustifichi la rimozione del giudice.
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Ricusazione del Giudice: Richiesta Tardiva e Senza Pregiudizio
Un imputato in un processo per associazione mafiosa ha presentato istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che la sua imparzialità fosse compromessa. Il giudice, infatti, aveva già emesso una sentenza in un altro procedimento connesso, valutando la stessa organizzazione criminale. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile perché presentata in ritardo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che la semplice partecipazione di un giudice a un processo contro coimputati non è motivo sufficiente per la ricusazione. È necessario dimostrare che il giudice abbia già espresso una valutazione diretta sulla responsabilità penale dell'imputato che presenta l'istanza, cosa che in questo caso non è avvenuta. L'imputato ha quindi perso il ricorso.
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Ricusazione del Giudice: No all’effetto domino tra co-imputati
Un imputato in un maxi-processo per associazione mafiosa ha chiesto la ricusazione del giudice. La richiesta si basava sul fatto che lo stesso giudice era stato già ricusato da un co-imputato, ritenuto un capo, in quanto aveva espresso valutazioni in un altro processo. L'imputato sosteneva che tale incompatibilità dovesse estendersi anche a lui. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: la ricusazione del giudice è strettamente personale. Non si estende automaticamente ai co-imputati. L'incompatibilità va provata caso per caso, dimostrando che il giudice ha espresso un giudizio anticipato sulla posizione specifica e individuale dell'imputato che presenta l'istanza, e non solo sull'esistenza del gruppo criminale.
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Giudice giudica la cosca: non basta per la ricusazione del boss
Un imputato per associazione mafiosa chiede la ricusazione del giudice, sostenendo che la sua imparzialità sia compromessa. Il giudice, infatti, aveva già giudicato un altro procedimento, accertando l'esistenza della stessa organizzazione criminale di cui l'imputato era accusato di far parte. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che aver accertato l'esistenza di un'associazione criminale non significa aver anticipato il giudizio sulla responsabilità del singolo. La posizione di ogni imputato va valutata autonomamente. La ricusazione del giudice è un'eccezione e richiede la prova di un concreto pregiudizio, non solo teorico.
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Termine Ricusazione Giudice: Richiesta Tardiva, Ricorso Perso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che avevano presentato una richiesta di ricusazione contro un giudice. Il motivo della decisione è il mancato rispetto del termine per la ricusazione del giudice. La Corte ha stabilito che il termine di tre giorni per presentare la richiesta decorre non da quando la parte invita il giudice ad astenersi, ma dal momento in cui viene a conoscenza del rigetto della dichiarazione di astensione del giudice stesso. Aver depositato la richiesta oltre questa scadenza perentoria ha reso l'istanza irricevibile, confermando la decisione precedente.
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Scelta del Consulente Tecnico: Fratello Perde Causa Ereditaria
Una controversia ereditaria tra due fratelli arriva in Cassazione. Uno dei due, sfavorito dal testamento materno, ne contesta la validità per presunta incapacità della madre e critica la competenza dell'esperto nominato dal tribunale. La Corte Suprema ribadisce un principio fondamentale: la scelta del consulente tecnico rientra nel potere ampiamente discrezionale del giudice. Questa decisione non deve essere specificamente motivata e non è sindacabile, a meno di gravi vizi. Il giudice può nominare un professionista anche se non iscritto in un albo specifico per la materia. Di conseguenza, il ricorso del fratello è stato dichiarato inammissibile, confermando la validità del testamento.
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Contratti Pubblica Amministrazione: fornitura senza scritto, niente paga
Un'impresa edile ha fornito del materiale a un Comune senza un contratto scritto, basandosi su un ordine verbale e una bolla di consegna. Quando il Comune non ha pagato, l'impresa ha chiesto un ordine di pagamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale per i contratti Pubblica Amministrazione: è sempre necessaria la forma scritta per la validità dell'accordo. Un ordine verbale o la semplice consegna della merce non sono sufficienti a creare un obbligo di pagamento per l'ente pubblico. Di conseguenza, la richiesta dell'impresa è stata respinta.
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Ricusazione del Giudice: richiesta tardiva, imparzialità negata
Un imputato presenta una richiesta di ricusazione del giudice, sostenendo che due magistrati non fossero più imparziali per aver già valutato la posizione di un coimputato in un altro procedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, non perché il motivo fosse infondato, ma perché la richiesta è stata presentata in ritardo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la parte che intende chiedere la ricusazione del giudice deve agire immediatamente, non appena viene a conoscenza della causa di incompatibilità. L'attesa rende l'istanza inammissibile, chiudendo la questione sul piano procedurale.
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Ricusazione del Giudice: Giudizio su Clan non crea Pregiudizio
Un imputato in un processo per associazione mafiosa chiedeva la ricusazione del giudice, sostenendo una sua presunta parzialità. I magistrati, infatti, avevano già emesso una sentenza in un altro procedimento, riconoscendo l'esistenza dello stesso clan mafioso. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha stabilito un principio fondamentale: aver giudicato altri membri dello stesso gruppo criminale in un processo separato non costituisce un'automatica causa di ricusazione del giudice. È necessario che nella precedente sentenza il giudice abbia già espresso una valutazione sulla responsabilità penale specifica dell'imputato che oggi lo ricusa, cosa che in questo caso non era avvenuta.
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