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Ricorso Straordinario Per Errore Materiale O Di Fatto

35 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un rimedio eccezionale previsto dall'art. 625-bis c.p.p. che consente di impugnare una decisione della Corte di Cassazione solo per correggere sviste percettive evidenti (es. aver letto una cosa per un'altra) o errori materiali, non per rimettere in discussione la valutazione giuridica del caso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso straordinario per errore materiale: assolto non può ricorrere
Il Ricorrente, precedentemente assolto dall'accusa di ingiuria, ha presentato un ricorso straordinario per errore materiale contro una sentenza della Cassazione che aveva annullato la condanna del Querelante al pagamento delle spese legali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che il ricorso straordinario per errore materiale è riservato solo ai "condannati", e il Ricorrente, essendo stato assolto, non aveva la legittimazione. Gli errori lamentati erano di valutazione, non materiali. Il Ricorrente è stato condannato alle spese e a una somma per la Cassa delle ammende.
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Ricorso Straordinario: Inammissibilità per l’Indagato in Misure Cautelari
Un Indagato ha presentato un ricorso straordinario contro un'ordinanza che confermava la sua custodia in carcere, basata su intercettazioni. L'Indagato contestava l'utilizzabilità delle prove e la valutazione degli indizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso straordinario. Ha stabilito che questo strumento è riservato solo al Procuratore Generale e ai condannati, non all'indagato, e non è utilizzabile contro provvedimenti sulla libertà personale che non sono definitivi. L'Indagato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso straordinario per cassazione: no al taglio delle garanzie
La Suprema Corte ha accolto il ricorso straordinario per cassazione presentato da un imputato. Una precedente ordinanza aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso senza formalità, equiparando erroneamente la sua posizione a quella di un coimputato che aveva concordato la pena in appello. L'imputato non aveva mai concluso alcun concordato né rinunciato integralmente ai motivi di impugnazione. I giudici hanno chiarito che l'omesso avviso al difensore ha violato il principio del contraddittorio. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto la rinnovazione del giudizio di legittimità.
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Ricorso straordinario: la Cassazione conferma l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi straordinari per errore materiale o di fatto presentati da quattro imputati. Essi contestavano la precedente sentenza della Cassazione che aveva confermato le loro condanne per reati come frode informatica, gioco d'azzardo illecito ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso straordinario non serve a riesaminare errori di valutazione o di giudizio, ma solo sviste evidenti. I motivi addotti dagli imputati non rientravano in questa casistica, risultando generici e volti a una nuova valutazione del merito. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Archiviazione e condanna: contrasto tra giudicati
Un condannato chiedeva la revoca della propria condanna definitiva per spaccio di sostanze stupefacenti sostenendo l'esistenza di un contrasto tra giudicati rispetto a una precedente archiviazione penale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso straordinario presentato dall'interessato. I giudici hanno chiarito che il decreto di archiviazione non costituisce una decisione definitiva idonea a creare un conflitto con una sentenza irrevocabile. Inoltre, i due provvedimenti riguardavano episodi cronologicamente distinti, escludendo l'identità del fatto materiale.
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Ricorso straordinario per cassazione senza avvocato: sanzione dura
Un cittadino ha presentato personalmente un ricorso straordinario per cassazione contro una precedente pronuncia di legittimità, omettendo la firma di un avvocato abilitato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'istanza. A seguito delle riforme processuali, l'imputato non può mai agire in sede di legittimità in forma autonoma. L'atto deve recare necessariamente la sottoscrizione di un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, i giudici hanno respinto l'istanza e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Legittimità dell’ergastolo: pena perpetua o misura riducibile
Un condannato alla pena perpetua ha presentato un ricorso straordinario davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Il detenuto contestava la legittimità dell'ergastolo, sostenendo che tale misura violasse la Costituzione e la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo poiché non garantirebbe una tempestiva valutazione del suo percorso rieducativo. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. La Corte ha ribadito la piena conformità costituzionale e convenzionale della sanzione a vita: l'ordinamento italiano non prevede un isolamento perpetuo irrevocabile, ma consente l'accesso alla liberazione condizionale dopo ventisei anni di reclusione effettiva. Tale correttivo trasforma, di diritto e di fatto, la misura in una detenzione temporanea qualora il condannato dimostri il proprio ravvedimento.
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Ricorso Straordinario Inammissibile: la Cassazione non cambia idea
Un imputato, dopo aver visto respinto un primo ricorso straordinario, ne presenta un secondo basato sullo stesso presunto errore di lettura di un documento da parte dei giudici. La Corte di Cassazione stabilisce un importante principio sull'inammissibilità del ricorso straordinario: non è possibile riproporre un secondo ricorso basato sui medesimi errori di fatto già esaminati e respinti in precedenza. Questa regola serve a garantire la definitività delle decisioni e a evitare un uso strumentale dei mezzi di impugnazione. Di conseguenza, il secondo ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44673/2023, ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Un imputato aveva presentato ricorso straordinario evidenziando come la Corte, pur riconoscendo in motivazione la fondatezza della censura su un'aggravante, l'aveva omessa nel dispositivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, estendendo l'annullamento all'aggravante dimenticata e correggendo d'ufficio la posizione di un altro coimputato. Questo caso sottolinea l'importanza dello strumento del ricorso per errore materiale in sentenza per garantire la coerenza delle decisioni.
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Ricorso de plano: quando è inammissibile l’appello?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro un precedente provvedimento di inammissibilità. Il caso verteva sull'utilizzo della procedura di ricorso de plano, applicata a un'impugnazione contro una sentenza decisa con 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che tale procedura semplificata non prevede un'udienza camerale e, di conseguenza, nessuna notifica al difensore, respingendo la tesi della violazione del diritto di difesa. Il ricorso straordinario è stato ritenuto inammissibile perché non mirava a correggere un errore materiale o di fatto, ma a contestare una scelta procedurale corretta.
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Ricorso straordinario: chi può proporlo? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto dalla madre di un condannato per la restituzione di un immobile confiscato. La Corte chiarisce che tale strumento processuale è riservato esclusivamente al soggetto condannato, escludendo i terzi interessati, anche se vantano diritti sui beni in sequestro.
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Ricorso straordinario: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da un imputato condannato per omicidio aggravato. La sentenza chiarisce che tale rimedio non può essere utilizzato per contestare la valutazione delle prove o presunti errori di diritto, come la violazione del vincolo di rinvio, ma solo per correggere errori percettivi evidenti. Il caso evidenzia i rigidi confini del ricorso straordinario, che non può trasformarsi in un ulteriore grado di giudizio.
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Errore di fatto: quando è inammissibile il ricorso?
Un uomo, condannato all'ergastolo per omicidio, ha presentato un ricorso straordinario per un presunto errore di fatto da parte della Corte di Cassazione. Sosteneva che la Corte avesse ignorato testimonianze a suo favore. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione di una prova come 'generica' è un errore di giudizio, non un errore di fatto percettivo, e quindi non può essere contestata con questo strumento.
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Errore di fatto: quando il ricorso straordinario è nullo
Un individuo, condannato per associazione di tipo mafioso, presenta ricorso straordinario alla Corte di Cassazione lamentando un errore di fatto nel precedente giudizio. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo la distinzione fondamentale tra errore di fatto, inteso come svista percettiva, e errore di giudizio, che attiene alla valutazione delle prove. La sentenza sottolinea che il disaccordo con l'interpretazione dei giudici non rientra nei casi previsti per questo rimedio eccezionale, confermando la condanna.
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Ricorso straordinario inammissibile: serve l’avvocato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34219/2024, ha dichiarato un ricorso straordinario inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato cassazionista. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, qualsiasi ricorso per cassazione, inclusi quelli straordinari, deve essere sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità, per garantire la tecnicità del giudizio di legittimità.
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Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
Un imputato, condannato per falso, ha presentato ricorso straordinario sostenendo che la Corte di Cassazione avesse commesso un errore di fatto nel valutare il suo contributo al reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il ricorso per errore di fatto serve a correggere sviste materiali nella lettura degli atti, non a contestare il ragionamento o la valutazione delle prove operata dai giudici. Questo strumento non può essere utilizzato per ottenere un nuovo giudizio di merito.
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Errore percettivo Cassazione: prescrizione e revoca
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un errore percettivo. La Corte aveva omesso di valutare l'intervenuta prescrizione per un capo di imputazione in materia di reati fiscali, pur avendo ritenuto il ricorso non inammissibile. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata limitatamente a quel reato e la pena finale è stata rideterminata.
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Ricorso straordinario errore di fatto: i limiti fissati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30051 del 2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. La Corte ha stabilito che tale rimedio non può essere utilizzato per contestare valutazioni giuridiche, come un'errata dichiarazione di inammissibilità, che costituiscono al più un errore di diritto. Il caso riguardava una serie di impugnazioni in materia di reati fiscali, dove i ricorrenti tentavano di rimettere in discussione decisioni precedenti attraverso uno strumento processuale non appropriato, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Errore di fatto: Cassazione annulla per pena errata
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore di fatto. Inizialmente, la Corte aveva erroneamente ritenuto inammissibile un motivo di ricorso relativo alla determinazione della pena, credendo non fosse stato sollevato in appello. Accertato l'errore percettivo tramite ricorso straordinario, la Suprema Corte ha revocato la sua precedente decisione, annullando la sentenza d'appello limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviando il caso per una nuova valutazione. La vicenda sottolinea l'importanza del rimedio dell'errore di fatto per correggere sviste decisive nei giudizi di legittimità.
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Ricorso straordinario: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22759/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato contro una sua precedente decisione. La Corte ha chiarito che tale strumento non può essere utilizzato per contestare la logica del ragionamento della sentenza, ma solo per correggere errori materiali o di fatto, intesi come vizi di percezione. Poiché il ricorrente criticava la coerenza argomentativa della pronuncia, e non un errore percettivo, il ricorso è stato respinto, riaffermando i rigidi confini di questo rimedio processuale.
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