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Ricorso Straordinario: Inammissibilità per l’Indagato in Misure Cautelari

Un Indagato ha presentato un ricorso straordinario contro un’ordinanza che confermava la sua custodia in carcere, basata su intercettazioni. L’Indagato contestava l’utilizzabilità delle prove e la valutazione degli indizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso straordinario. Ha stabilito che questo strumento è riservato solo al Procuratore Generale e ai condannati, non all’indagato, e non è utilizzabile contro provvedimenti sulla libertà personale che non sono definitivi. L’Indagato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 35961 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso: Inammissibilità del ricorso straordinario per l’indagato

Questa sentenza chiarisce i limiti e le condizioni per l’utilizzo del ricorso straordinario per errore materiale o di fatto. Un Indagato ha presentato questo tipo di ricorso contro un’ordinanza che confermava la sua custodia in carcere. La misura cautelare si basava su intercettazioni telefoniche. L’Indagato contestava l’utilizzabilità di queste prove e la correttezza della valutazione dei gravi indizi di colpevolezza. La Corte di Cassazione ha però dichiarato l’inammissibilità del ricorso straordinario, evidenziando principi fondamentali della procedura penale.

La vicenda giudiziaria e la misura cautelare

La vicenda inizia con l’applicazione di una misura cautelare, la custodia in carcere, nei confronti dell’Indagato. Questa decisione era stata confermata da un Tribunale, in una fase successiva a un precedente annullamento da parte della stessa Corte di Cassazione. L’accusa si fondava principalmente sui risultati di intercettazioni. L’Indagato ha sostenuto che i decreti che autorizzavano le intercettazioni non fossero utilizzabili e che, di conseguenza, il quadro indiziario (l’insieme degli elementi che facevano pensare alla sua colpevolezza) non fosse sufficiente per mantenere la misura cautelare.

Cos’è il ricorso straordinario e chi può usarlo

Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è un mezzo di impugnazione molto particolare. Serve a correggere errori evidenti e oggettivi presenti in una sentenza già definitiva, cioè non più modificabile. Non è un modo per riesaminare il merito della decisione o per contestare la valutazione delle prove. La legge stabilisce in modo molto preciso chi può presentare questo tipo di ricorso: solo il Procuratore Generale e la persona già condannata in via definitiva. Questo strumento non è a disposizione di chi si trova ancora nella fase delle indagini o del processo e non ha ancora una condanna definitiva.

Perché il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso straordinario per due ragioni principali. Primo, l’Indagato non rientrava tra i soggetti che la legge autorizza a presentare questo tipo di impugnazione. La norma è chiara e non prevede eccezioni per gli indagati. Secondo, il ricorso era diretto contro un’ordinanza che riguardava la libertà personale (una cosiddetta “ordinanza de libertate”). Questi provvedimenti, per loro natura, non sono definitivi; possono essere modificati o revocati se emergono nuovi elementi. Il ricorso straordinario, invece, è pensato per decisioni irrevocabili, che non possono più cambiare. Un provvedimento sulla libertà personale non ha questa caratteristica di irrevocabilità.

Le motivazioni: i limiti del ricorso straordinario

Le motivazioni della Corte di Cassazione hanno ribadito un principio fondamentale del diritto processuale penale. Il ricorso straordinario, disciplinato dall’articolo 625-bis del Codice di procedura penale, ha un ambito di applicazione molto ristretto. Non è un’alternativa ai ricorsi ordinari (come l’appello o il ricorso per Cassazione) e non può essere utilizzato per aggirare i limiti imposti dalla legge. La sua funzione è specifica: correggere errori materiali o di fatto in sentenze definitive. Le ordinanze che riguardano le misure cautelari, essendo per definizione provvisorie e modificabili, non possono essere oggetto di un ricorso straordinario. Questo assicura la certezza del diritto e il rispetto delle procedure stabilite.

Le conclusioni sul ricorso straordinario

La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso dell’Indagato inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, perché non rispettava i requisiti procedurali. Di conseguenza, l’Indagato è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, la Corte ha imposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, tenendo conto dei profili di colpa legati alla presentazione di un ricorso chiaramente non conforme alle norme. Questo esito sottolinea l’importanza di conoscere e rispettare i limiti di ogni strumento processuale.

Cos’è un ricorso straordinario per errore materiale o di fatto?
È un mezzo eccezionale per correggere errori evidenti in una sentenza già definitiva, ma ha regole molto specifiche su chi può usarlo e in quali casi.

Un indagato può presentare un ricorso straordinario contro una misura cautelare?
No, la legge riserva questo tipo di ricorso solo al Procuratore Generale e alle persone già condannate in via definitiva. Inoltre, non si può usare contro provvedimenti provvisori sulla libertà personale.

Quali sono le conseguenze se un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Se un ricorso è inammissibile, il giudice non lo esamina nel merito. Spesso, chi lo ha presentato viene condannato a pagare le spese legali e, in alcuni casi, una somma aggiuntiva allo Stato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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