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Ricorso Incidentale — Anno 2025

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712 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
Un professionista ha agito in giudizio contro una società per il pagamento di onorari. Dopo essere risultata soccombente in primo e secondo grado, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia, rinunciando a sua volta al proprio controricorso. Sulla base dell'accordo tra le parti anche sulle spese, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Opposizione liquidazione compensi: onere della prova
Un avvocato ha impugnato un decreto di liquidazione dei compensi per gratuito patrocinio. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito di una opposizione a liquidazione compensi, è onere del ricorrente produrre il provvedimento impugnato, pena il rigetto per carenza di prova. La Corte ha inoltre accolto il motivo relativo alla condanna alle spese, affermando che se la controparte ne chiede la compensazione, il giudice non può condannare la parte soccombente al pagamento.
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Legittimazione socio unico e sequestro quote: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30202/2025, ha stabilito che il socio unico di una S.r.l. non ha la legittimazione a impugnare un avviso di accertamento fiscale notificato alla società, qualora le sue quote siano state sottoposte a sequestro preventivo e sia stato nominato un amministratore giudiziario che assume anche la carica di amministratore unico. Secondo la Corte, la nomina del nuovo amministratore comporta una totale sostituzione nella rappresentanza legale della società, escludendo qualsiasi potere in capo al socio. L'azione del socio è stata quindi dichiarata inammissibile sin dall'origine, con conseguente cassazione senza rinvio della sentenza impugnata e condanna al raddoppio del contributo unificato.
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Inquadramento superiore e pubblico impiego: la decisione
Una lavoratrice ha richiesto il riconoscimento di un inquadramento superiore per mansioni svolte. I tribunali di merito hanno accolto parzialmente la domanda. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha riscontrato la presenza di complesse questioni giuridiche sollevate dall'amministrazione pubblica in un ricorso incidentale, relative alla successione tra enti e alla responsabilità per debiti pregressi. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per approfondire il dibattito, sospendendo la decisione finale sull'inquadramento superiore.
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Controcredito contestato: quando è inammissibile
Una società condannata a pagare canoni di locazione si opponeva eccependo un controcredito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che un controcredito contestato e già oggetto di un altro giudizio non può essere utilizzato in compensazione, data la sua incertezza. L'ordinanza sottolinea anche i rigorosi oneri processuali per denunciare l'omessa pronuncia del giudice d'appello.
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Rinuncia ricorso incidentale: niente sanzioni
Una società, dopo aver presentato un controricorso e un ricorso incidentale, vi rinuncia formalmente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30151/2025, dichiara estinto il giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso incidentale non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità e non può essere applicata per analogia.
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Minimi tariffari: la Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro la liquidazione delle spese legali, ritenuta inferiore ai minimi tariffari stabiliti per legge. La Corte d'Appello aveva erroneamente liquidato compensi inferiori al dovuto in una causa previdenziale vinta dal contribuente. La Cassazione ha annullato la parte della sentenza relativa alle spese e ha rinviato il caso per una nuova e corretta determinazione, confermando l'importanza del rispetto inderogabile dei minimi tariffari. L'appello incidentale dell'ente previdenziale è stato invece dichiarato inammissibile.
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Ricavi extra budget: quando tassarli? La Cassazione
Una società sanitaria contestava un avviso di accertamento che tassava i ricavi per prestazioni "extra budget" nell'anno in cui erano state fornite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale sui ricavi extra budget. Ha chiarito che tali ricavi non sono imponibili finché l'ente sanitario pubblico non ne riconosce formalmente il diritto al pagamento, poiché solo in quel momento diventano "certi e determinabili" secondo il principio di competenza fiscale. La Corte ha invece respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate su altre questioni, come la deducibilità di alcuni costi.
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Rimborso IVA agenzie viaggi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il rimborso IVA per agenzie viaggi con sede fuori dall'UE non è dovuto per i pacchetti turistici. La Corte ha disapplicato una norma nazionale che faceva salvi i rimborsi passati, ritenendola in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il caso è stato rinviato per verificare se l'agenzia vendesse pacchetti turistici o singoli servizi, unico caso in cui il regime speciale non si applica.
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Rimborso IVA agenzie di viaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul tema del rimborso IVA per agenzie di viaggio non stabilite nell'UE. Con l'ordinanza in esame, ha chiarito che spetta all'agenzia stessa, e non all'amministrazione finanziaria, l'onere di provare di non aver venduto 'pacchetti turistici', bensì singoli servizi, al fine di ottenere il rimborso. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, basato su elementi presuntivi, e ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente addossato l'onere della prova all'ufficio fiscale.
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Oneri comunali: locali per Consiglio di Leva e limiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha definito i confini degli oneri comunali relativi alla fornitura di locali per le attività del Consiglio di Leva. La Corte ha stabilito che l'obbligo di un Ente Locale di sostenere i costi per l'utilizzo di immobili statali si limita esclusivamente agli spazi usati per le sedute ufficiali del Consiglio, escludendo quelli destinati agli organi di supporto tecnico, come il Gruppo Selettori. La decisione rigetta sia il ricorso dell'amministrazione statale, che chiedeva un'interpretazione estensiva della norma, sia quello del Comune, che mirava a negare l'obbligo di pagamento.
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Responsabilità appaltatore: vizi e riparto delle colpe
Un ente pubblico ha citato in giudizio un'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per gravi difetti nella realizzazione di un'opera pubblica. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha escluso la risoluzione del contratto ma ha confermato la condanna al risarcimento dei danni e ha disposto una riduzione del corrispettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, consolidando i principi sulla responsabilità dell'appaltatore, sulla distinzione tra riduzione del prezzo e risarcimento, e sul riparto interno delle colpe tra appaltatore e direttore dei lavori.
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Litisconsorzio necessario: compenso custode e nullità
Una società custode di veicoli sequestrati ha agito in giudizio contro il Ministero della Giustizia e quello dell'Economia per ottenere il pagamento delle proprie spettanze. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale dei Ministeri, ha dichiarato la nullità del procedimento per violazione del litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che, in cause di questo tipo, devono essere citati in giudizio tutti i soggetti potenzialmente obbligati al pagamento, inclusi il Pubblico Ministero e gli originari aventi diritto alla restituzione dei beni, per garantire l'integrità del contraddittorio.
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Ricorso per cassazione inammissibile: la redazione
Una società impugnava un avviso di rettifica del valore di un immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile a causa di una tecnica di redazione errata, definita "assemblaggio", che viola il principio di autosufficienza. La Corte ha ritenuto che la motivazione della corte d'appello, basata su elementi fattuali come i costi di ristrutturazione, non fosse meramente apparente, rendendo la sua valutazione insindacabile in sede di legittimità.
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Probatio Diabolica: la prova della proprietà è d’obbligo
In una disputa ereditaria su beni immobili, la Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della cosiddetta probatio diabolica attenuata. La Corte ha stabilito che, anche quando la controparte non contesta la titolarità originaria del bene, chi agisce in rivendica per ottenere il rilascio di un immobile deve comunque produrre in giudizio il titolo di proprietà, come l'atto notarile di acquisto. La mancata produzione di tale prova fondamentale rende la domanda di rivendica non accoglibile. La sentenza ha quindi cassato la decisione d'appello, che aveva erroneamente esonerato i rivendicanti da tale onere probatorio.
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Responsabilità aggravata: quando è inammissibile?
Una società immobiliare, pur vincitrice in appello, ricorre in Cassazione per ottenere il risarcimento per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. a carico della controparte. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo due principi fondamentali: la valutazione sulla mala fede o colpa grave è un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità, e la richiesta di condanna per responsabilità aggravata è incompatibile con la decisione del giudice di merito di compensare le spese di lite.
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Obblighi informativi banca: doveri dopo l’acquisto
La Corte di Cassazione stabilisce che gli obblighi informativi della banca non cessano con la vendita di un prodotto finanziario. In un caso riguardante obbligazioni poi fallite, la Corte ha sancito che l'intermediario ha il dovere di comunicare al cliente ogni aggravamento del rischio, specialmente in presenza di garanzie contrattuali specifiche che implicano un monitoraggio post-vendita. La sentenza chiarisce che il dovere di diligenza e trasparenza persiste anche dopo l'acquisto.
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Rinuncia al ricorso: quando è valida in Cassazione
Una controversia su un contratto d'appalto, iniziata con un'ingiunzione di pagamento e proseguita fino in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. Le parti hanno formalizzato una reciproca rinuncia al ricorso, atto ritenuto valido dalla Suprema Corte in quanto i legali erano muniti di mandato speciale idoneo a concludere la lite.
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Responsabilità della banca per promotore: il caso
Un istituto di credito è stato ritenuto responsabile per le azioni fraudolente di un suo ex promotore finanziario. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, sottolineando che la banca non aveva adeguatamente informato la cliente della cessazione del rapporto con il promotore. Tuttavia, il risarcimento è stato dimezzato a causa del concorso di colpa della risparmiatrice, che aveva fornito al promotore i propri codici di home banking. Questa decisione chiarisce i confini della responsabilità della banca e l'importanza della prudenza del cliente.
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Agevolazione prima casa: stop lavori non è forza maggiore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la sospensione dei lavori di ristrutturazione di un immobile acquistato, dovuta a un imprevisto ritrovamento archeologico, non costituisce causa di forza maggiore per giustificare il mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi. Per ottenere l'agevolazione prima casa, l'obbligo è trasferire la residenza nel Comune in cui si trova l'immobile, non necessariamente all'interno dell'abitazione acquistata. Di conseguenza, il beneficio fiscale è stato legittimamente revocato.
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