Un Lavoratore, condannato per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, aveva patteggiato la pena. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva disposto la confisca prezzo del reato di una somma di denaro pari a 11.830 euro, trovata in suo possesso. Il Lavoratore ha contestato la confisca, sostenendo che il denaro non fosse il compenso per il trasporto della droga, dato l'importo elevato rispetto alla quantità di stupefacente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la confisca. Ha ritenuto che il Lavoratore non avesse fornito prove valide per giustificare il possesso del denaro, né una spiegazione alternativa credibile.
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