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Determinazione della Pena: Ricorso Inammissibile anche con Sconto

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato che contestava la determinazione della pena e la mancata concessione delle attenuanti generiche da parte della Corte d’Appello. L’Imputato lamentava un vizio di motivazione, sostenendo che la pena fosse stata fissata oltre il minimo e che le attenuanti fossero state negate senza giustificazione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la Corte d’Appello aveva già applicato una pena inferiore al minimo edittale (sei mesi anziché un anno), tenendo conto delle attenuanti. L’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23903 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Determinazione della Pena: Quando un Ricorso è Inammissibile

La determinazione della pena è un momento cruciale in ogni processo penale. Essa stabilisce la sanzione che un individuo dovrà affrontare dopo una condanna. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fornito importanti chiarimenti su come viene valutata la congruità di una pena e quando un ricorso contro tale decisione può essere considerato inammissibile. Questo articolo esplora i dettagli di questa pronuncia, rendendoli accessibili a tutti.

Il Caso: Contestazione sulla Determinazione della Pena

Un Imputato aveva presentato ricorso contro una sentenza della Corte d’Appello. Egli contestava la decisione del giudice di secondo grado riguardo alla determinazione della pena. In particolare, l’Imputato sosteneva che la pena fosse stata fissata in una misura superiore al minimo previsto dalla legge. Inoltre, lamentava che la Corte d’Appello non avesse concesso le attenuanti generiche, o che, se le avesse considerate, non avesse fornito una motivazione adeguata per tale scelta. Questo vizio della motivazione era il fulcro della sua impugnazione.

Il Vizio della Motivazione e le Attenuanti Generiche

Il ricorso si basava sull’accusa di un “vizio della motivazione”. Questo significa che, secondo l’Imputato, la Corte d’Appello non aveva spiegato in modo chiaro e logico le ragioni della sua decisione. In particolare, la mancanza di una motivazione sulla concessione o meno delle attenuanti generiche era un punto chiave. Le attenuanti generiche sono circostanze non specificamente previste dalla legge, ma che il giudice può considerare per ridurre la pena, basandosi su elementi favorevoli all’imputato. La loro applicazione è a discrezione del giudice, ma deve essere sempre motivata.

La Valutazione della Corte di Cassazione sulla Determinazione della Pena

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso dell’Imputato. I Giudici Supremi hanno ritenuto il motivo di ricorso manifestamente infondato. Hanno osservato che la Corte d’Appello aveva già determinato la pena in una misura inferiore al minimo edittale. Il minimo edittale è il limite più basso della pena stabilito dalla legge per un determinato reato. Nel caso specifico, la pena era stata fissata a sei mesi, mentre il minimo edittale era di un anno.

L’Inammissibilità del Ricorso e le Sue Ragioni

La Cassazione ha chiarito che la Corte d’Appello, nel fissare la pena a sei mesi, aveva implicitamente tenuto conto delle attenuanti generiche. Se la pena era già stata ridotta al di sotto del minimo legale, non era necessario fornire una motivazione specifica sulla concessione delle attenuanti. La riduzione della pena stessa dimostrava che le attenuanti erano state considerate. Per questo motivo, il ricorso dell’Imputato è stato dichiarato inammissibile. Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge, impedendo alla Corte di esaminarne il merito.

Le Motivazioni: La Corretta Applicazione della Determinazione della Pena

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che la sentenza d’appello aveva già operato una riduzione significativa della pena. La determinazione della pena a sei mesi, a fronte di un minimo edittale di un anno, rappresentava di per sé un’applicazione favorevole all’Imputato. Questo implicava che le attenuanti generiche erano state, di fatto, considerate e applicate dal giudice di merito. Non era quindi ravvisabile alcun vizio di motivazione, poiché la riduzione della pena era la prova tangibile dell’attenzione del giudice verso le circostanze attenuanti. Il ricorso, pertanto, non presentava elementi nuovi o fondati per una revisione della sentenza.

Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità del Ricorso sulla Determinazione della Pena

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo significa che l’impugnazione dell’Imputato non è stata accolta e la sentenza della Corte d’Appello è diventata definitiva. L’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, è stato condannato a versare una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Questo esito ribadisce l’importanza di presentare ricorsi fondati e ben motivati, specialmente quando si contesta la determinazione della pena, per evitare costi aggiuntivi e la conferma della decisione precedente.

Cos’è un ricorso inammissibile in Cassazione?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge, impedendo alla Corte di esaminarne il merito. Questo può accadere, ad esempio, se i motivi addotti sono manifestamente infondati o non specifici.

Come influiscono le attenuanti generiche sulla determinazione della pena?
Le attenuanti generiche permettono al giudice di ridurre la pena base prevista per un reato, anche se non sono circostanze specifiche previste dalla legge. Il giudice valuta elementi favorevoli all’imputato per applicarle.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
Se un ricorso viene dichiarato inammissibile, la parte che lo ha proposto è solitamente condannata a pagare le spese processuali e, in ambito penale, una somma in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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