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Ricorso Contro Concordato In Appello

21 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato in Appello: Accordo Blindato, Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di appello basata su un accordo con la Procura. La decisione stabilisce un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è consentito solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso (es. un consenso non libero) o per pene palesemente illegali. Non è possibile utilizzare questo strumento per rimettere in discussione la valutazione del giudice o l'entità della pena concordata. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro concordato in appello: accordo violato, no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di appello basata su un accordo (il cosiddetto 'concordato'). La Corte ha ribadito un principio fondamentale: chi accetta un concordato sulla pena rinuncia alla possibilità di contestare la decisione, tranne che per vizi molto specifici, come un difetto nella formazione della volontà o una pena illegale. Poiché le lamentele della ricorrente non rientravano in queste eccezioni, il suo tentativo di rimettere in discussione l'accordo è fallito. La decisione sottolinea i limiti del ricorso contro concordato in appello, che non può essere usato per un ripensamento. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro concordato in appello: l’accordo che blocca la Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (il cosiddetto 'concordato'), presenta ricorso in Cassazione. Egli lamenta che i giudici non abbiano motivato a sufficienza la concessione solo parziale delle attenuanti. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso contro concordato in appello inammissibile. I giudici supremi stabiliscono un principio chiaro: l'accordo sulla pena è un 'negozio processuale' che vincola le parti. Il controllo del giudice si limita alla legalità dell'accordo e non può essere oggetto di ricorso per vizi di motivazione sulla misura della pena. L'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso contro concordato in appello: Patto Fatto, Causa Chiusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza che aveva ratificato il suo stesso accordo sulla pena (concordato in appello). L'imputato, dopo aver raggiunto un'intesa con la Procura, ha tentato di rimettere in discussione la propria responsabilità e la pena. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi specifici e tassativi, come un difetto di volontà nell'accordo. Non si possono contestare aspetti di merito, come la valutazione della colpevolezza o l'entità della pena, poiché si considerano rinunciati con l'accordo stesso. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese e una multa.
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Concordato in appello: accordo firmato, ricorso bloccato
Un imputato, dopo aver ottenuto una pena più mite tramite un 'concordato in appello', presenta ricorso in Cassazione. Egli lamenta la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello non può basarsi su motivi a cui si è implicitamente rinunciato con l'accordo, come la determinazione della pena. L'impugnazione è permessa solo per vizi specifici, come un difetto nel consenso all'accordo stesso, e non per rimettere in discussione il merito della pena concordata.
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Ricorso contro concordato in appello: accordo fatto, niente ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati contro una sentenza basata su un accordo sulla pena (il cosiddetto 'concordato in appello'). Gli imputati, dopo aver accettato la pena, avevano tentato di contestarne la determinazione e la qualificazione giuridica dei reati. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi specifici, come un difetto nella formazione della volontà di accordarsi, e non per rimettere in discussione punti sui quali si è implicitamente rinunciato a contestare, come la natura del reato o le aggravanti. Accettare l'accordo significa rinunciare a tali contestazioni. Di conseguenza, gli imputati hanno perso il ricorso e sono stati condannati a pagare le spese processuali e un'ammenda.
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Ricorso contro concordato in appello: la Cassazione lo blocca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'concordato in appello'. L'uomo, condannato per ricettazione, aveva prima raggiunto un accordo con la Procura sulla pena da scontare, ma in seguito ha tentato di impugnare la decisione contestando la sua responsabilità e la mancata concessione di attenuanti. I giudici hanno stabilito che il ricorso contro concordato in appello non è possibile se mette in discussione la colpevolezza, poiché l'accordo stesso implica una rinuncia a farlo. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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Ricorso contro concordato in appello: Patto firmato, ricorso negato
Un imputato, condannato per rapina aggravata, aveva raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un 'concordato in appello'. Nonostante l'accordo, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione di un'attenuante e un calcolo della pena pecuniaria a suo dire sfavorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione inammissibile. Il principio sancito è che il ricorso contro concordato in appello non è permesso per contestare elementi che facevano parte dell'accordo stesso, a meno che la pena finale non sia palesemente illegale. L'imputato ha quindi perso e ha dovuto pagare le spese processuali e una multa.
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Ricorso contro concordato in appello: la Cassazione lo blocca
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti del ricorso contro concordato in appello. Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in Corte d'Appello, ha tentato di impugnare la sentenza in Cassazione chiedendo il proscioglimento. I Giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestare la colpevolezza. È possibile impugnare il concordato solo per vizi specifici, come un difetto di volontà o una pena illegale, ma non per rimettere in discussione il merito della vicenda. L'imputato ha quindi perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso contro concordato in appello: Accordo sulla pena, poi il ripensamento
Un imputato per furto aggravato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello, presenta ricorso in Cassazione. Sostiene che il giudice avrebbe dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi formali dell'accordo (es. difetto di volontà) o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione la colpevolezza. L'accordo sulla pena, una volta raggiunto, preclude un ripensamento basato sul merito della vicenda.
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Patto in Appello e poi Ricorso: la Cassazione nega il ripensamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'concordato in appello'. L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo con la Procura sulla pena, ha tentato di impugnare la decisione lamentando il mancato riconoscimento di un'ipotesi di reato più lieve. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello non è consentito per rimettere in discussione il merito della pena pattuita. Tale accordo è un negozio processuale che, una volta concluso, non può essere modificato unilateralmente, salvo casi eccezionali di illegalità della pena o vizi nella formazione della volontà, non presenti in questa vicenda.
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Ricorso contro concordato in appello: Accordo sulla pena è finale
Un imputato, condannato per rapina aggravata, ottiene una riduzione della pena grazie a un accordo con la Procura (concordato in appello). Non soddisfatto, presenta ricorso alla Corte di Cassazione lamentando unicamente l'entità della pena concordata. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito il principio secondo cui il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi specifici (come un difetto nel consenso) e non per rimettere in discussione la pena pattuita. L'imputato perde quindi il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore sanzione economica.
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Ricorso contro concordato in appello: prima l’accordo, poi il no
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'concordato in appello'. L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo con la Procura sulla pena in secondo grado per reati di droga, ha tentato di impugnare tale accordo davanti alla Cassazione, lamentando generiche violazioni di legge e difetti di motivazione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo in casi eccezionali, come un vizio nella formazione della volontà di accordarsi o una palese illegalità della pena. Non è ammesso per rimettere in discussione l'accordo liberamente raggiunto. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato a pagare le spese.
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Ricorso contro concordato in appello: accordo fatto, niente ripensamenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza di 'concordato in appello'. Gli imputati, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena, avevano tentato di contestare la loro colpevolezza davanti alla Suprema Corte. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta un concordato rinuncia a rimettere in discussione i fatti. Il ricorso contro concordato in appello è ammesso solo per vizi procedurali dell'accordo o per illegalità della pena applicata, non per ottenere un'assoluzione nel merito. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e gli imputati condannati al pagamento delle spese.
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Ricorso contro concordato in appello: Accordo sulla pena, poi il ricorso. Cassazione dice no.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati contro una sentenza di appello basata su un accordo sulla pena (il cosiddetto 'concordato'). Dopo aver accettato la pena concordata, gli imputati avevano tentato di impugnarla, lamentando la mancata concessione di attenuanti o l'assenza di un proscioglimento. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso o per pene illegali, non per rimettere in discussione punti ai quali si è rinunciato. Di conseguenza, gli imputati hanno perso il ricorso e sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso contro concordato in appello: Patto Rifiutato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per un reato minore legato agli stupefacenti. L'imputato aveva precedentemente accettato la pena tramite un 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito un principio chiaro: non è possibile presentare un ricorso contro concordato in appello per contestare la propria colpevolezza o la misura della pena. Accettando l'accordo, infatti, si rinuncia a questi motivi di impugnazione. Il ricorso è ammesso solo per vizi procedurali specifici, come un difetto nella volontà di accordarsi, che in questo caso non erano presenti. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Concordato in Appello: Accetta la Pena ma fa Ricorso, Condannato
Un imputato, condannato per lesioni stradali, raggiunge un accordo sulla pena in appello. Successivamente, presenta ricorso in Cassazione lamentando una carenza di motivazione nella sentenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello è consentito solo per motivi eccezionali, come un vizio nella formazione della volontà di accordarsi o una pena palesemente illegale. Non è possibile contestare l'accordo per una generica critica alla motivazione. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese e una pesante sanzione.
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Ricorso contro concordato in appello: Accordo Blindato, No Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello emessa a seguito di un accordo sulla pena. La sentenza stabilisce un principio chiaro: accettare un 'concordato in appello' equivale a rinunciare a futuri ricorsi. Un'impugnazione successiva è possibile solo in casi eccezionali, come l'applicazione di una pena palesemente illegale, circostanza non verificatasi nel caso di specie. Di conseguenza, il ricorso contro concordato in appello è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro concordato in appello: l’accordo chiude la partita
Un imputato per un reato di lieve entità legato agli stupefacenti accetta un accordo sulla pena in appello (concordato). Successivamente, tenta di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione chiedendo il proscioglimento. La Corte dichiara l'impugnazione inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è consentito solo per vizi specifici e tassativi, come errori nella formazione della volontà o illegalità della pena. Non è possibile utilizzare questo strumento per rimettere in discussione la colpevolezza, poiché l'accordo sulla pena implica una rinuncia a tali contestazioni. L'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese.
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Ricorso contro concordato in appello: Patto firmato, appello negato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di appello emessa a seguito di un 'concordato' sulla pena. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il ricorso contro concordato in appello è possibile solo per vizi specifici, come un difetto nella formazione della volontà di accordarsi o una pena illegale. Non è ammesso, invece, per contestare aspetti a cui si è rinunciato con l'accordo stesso, come la valutazione delle prove o la congruità della pena pattuita. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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