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Ricorrente

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5873 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Occupazione abusiva: restare in casa popolare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato che l'occupazione abusiva di un immobile di edilizia popolare si configura anche quando un parente, ospitato dal legittimo assegnatario, vi permane dopo il decesso di quest'ultimo comportandosi come proprietario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo la responsabilità penale per la condotta ai sensi dell'art. 633 del codice penale.
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Società estinta: notifica ai soci per un processo valido
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso fiscale riguardante una società sanzionata per una fattura inesistente. Durante il processo, è emerso il dubbio che la società fosse estinta. Con un'ordinanza interlocutoria, la Corte ha sospeso il giudizio, ordinando alla cancelleria di verificare la cancellazione della società dal registro delle imprese. Se la società risulterà estinta, l'avviso di udienza dovrà essere notificato ai soci, unici legittimati a proseguire il contenzioso, garantendo così il loro diritto di difesa.
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Occultamento doloso debito e quadro RR: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale non viene sospeso se l'ente non fornisce prove concrete dell'intento fraudolento del contribuente. Il debito è stato quindi dichiarato prescritto.
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Iscrizione gestione separata: reddito e abitualità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'obbligo di iscrizione gestione separata per i professionisti iscritti ad un albo. Il caso riguardava un avvocato con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che un reddito basso non è di per sé sufficiente a escludere l'obbligo contributivo. L'elemento decisivo è l'abitualità dell'esercizio professionale, che l'INPS deve dimostrare. La Corte ha cassato la decisione precedente che si era basata unicamente sulla soglia di reddito, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e tariffe minime
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino contro una decisione del Tribunale che aveva liquidato le spese legali in misura inferiore ai minimi tariffari in una causa previdenziale. La Suprema Corte ha ribadito che la corretta liquidazione spese legali deve basarsi sul valore della causa, calcolato su due annualità della prestazione richiesta, e deve rispettare i parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova determinazione degli onorari.
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Pensione minima anticipata: legittima l’esclusione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della delibera di una Cassa di previdenza privata che esclude l'integrazione al minimo per i professionisti che optano per la pensione minima anticipata. Tale opzione, essendo un nuovo istituto, comporta l'accettazione integrale delle sue regole, inclusa l'esclusione del beneficio. La Corte ha chiarito che il principio del pro-rata riguarda il calcolo della pensione e non i requisiti di accesso, e che la scelta di anticipare la pensione deve essere bilanciata con la necessità di garantire la stabilità finanziaria dell'ente previdenziale.
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Errore di fatto revocatorio: quando è implicito?
La Cassazione accoglie un ricorso per revocazione, riconoscendo un errore di fatto revocatorio. La precedente decisione aveva erroneamente ritenuto ammissibile un ricorso dell'ente previdenziale, ignorando la prova documentale della notifica della sentenza d'appello che rendeva il ricorso tardivo. La Corte stabilisce che l'errore può essere anche implicito, derivante da una falsa percezione degli atti processuali.
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Responsabilità soci società cancellata: la guida
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità soci società cancellata. Il caso riguarda un agente che, non avendo ricevuto commissioni e indennità, ha agito contro i soci della società mandante, ormai estinta. La Suprema Corte ha chiarito che il creditore deve provare che i soci abbiano effettivamente riscosso somme dal bilancio finale di liquidazione per poter agire nei loro confronti. In assenza di tale prova, la domanda non può essere accolta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Patto star del credere: nullo l’accordo che aggira la legge
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un accordo che, simulando una cessione di merci, trasferiva di fatto il rischio di insolvenza dei clienti sull'agente. Questa pratica è stata considerata un'elusione del divieto di patto star del credere. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame. Sono stati invece respinti gli altri motivi di ricorso, relativi alla giusta causa di recesso, alla validità del patto di non concorrenza senza corrispettivo e al compenso per l'attività di incasso.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui un soggetto privato aveva impugnato un decreto del Tribunale in una controversia contro una società in fallimento. La decisione si fonda sulla semplice dichiarazione di rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente, atto che, per legge, determina la fine del processo senza un esame del merito.
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Rinuncia al ricorso: niente spese con l’accordo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti sulla rinuncia, il giudice non si pronuncia sulla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Licenziamento per scarso rendimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento per scarso rendimento di una dipendente di un'azienda di trasporti. La Corte ha stabilito che lo scarso rendimento, se causato da assenze per malattia risultate simulate, costituisce un inadempimento colpevole che giustifica il recesso del datore di lavoro. L'accertamento della simulazione della malattia è una valutazione di merito che non può essere riesaminata in sede di legittimità, se la motivazione della corte d'appello è logica e coerente.
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Inammissibilità ricorso generico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per danneggiamento seguito da incendio. Il motivo risiede nella genericità delle censure mosse alla sentenza d'appello, che non permettevano di individuare con precisione i presunti vizi logici o giuridici. La sentenza sottolinea il principio per cui i motivi di ricorso devono essere specifici e non limitarsi a contestazioni vaghe, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese e di una sanzione.
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Carta del Docente anche ai precari: la sentenza
Una recente sentenza del Tribunale di Milano ha affermato il diritto di un insegnante con contratto a tempo determinato a ricevere la Carta del Docente. Il giudice ha stabilito che negare il bonus di 500 euro ai docenti precari costituisce una discriminazione ingiustificata, contraria ai principi costituzionali italiani e al diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il Ministero è stato condannato a corrispondere l'importo per gli anni scolastici richiesti, riconoscendo che la necessità di formazione e aggiornamento è identica per tutto il personale docente, a prescindere dalla natura del contratto.
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Onere della prova bancaria: a chi spetta produrlo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova in materia bancaria. Se il cliente richiede la documentazione contrattuale e la banca si rifiuta di fornirla, la mancata produzione in giudizio è addebitabile alla banca stessa, non al cliente. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto del cliente a ottenere copia dei contratti non è soggetto al limite temporale decennale previsto per i documenti contabili. Questa decisione rafforza la tutela del correntista, specificando che l'onere della prova può essere invertito in caso di comportamento non collaborativo dell'istituto di credito.
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Maggiorazione imposta pubblicità: stop agli aumenti
Una società operante nel settore pubblicitario ha contestato un avviso di accertamento relativo all'imposta comunale sulla pubblicità per l'anno 2014, sostenendo l'illegittimità della maggiorazione tariffaria applicata dal Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la facoltà dei Comuni di applicare la maggiorazione imposta pubblicità è venuta meno con l'abrogazione della norma di riferimento nel 2012. Di conseguenza, le proroghe tacite degli aumenti per gli anni successivi sono illegittime. La sentenza annulla la decisione precedente e rinvia la causa al giudice di secondo grado per ricalcolare il dovuto senza le maggiorazioni.
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Posizione economica ATA: corso non basta, serve ranking
Una lavoratrice del personale ATA, dopo aver superato un corso di formazione, ha citato in giudizio il Ministero per ottenere la prima posizione economica. La Corte d'Appello le aveva dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che per ottenere la progressione economica ATA non basta superare il corso, ma è necessario anche risultare in posizione utile nella graduatoria finale, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Progressione stipendiale: quando scatta l’aumento?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1004/2026, ha chiarito un punto cruciale sulla progressione stipendiale nel comparto Scuola. Il caso riguardava la richiesta di una dipendente di ottenere l'aumento di stipendio immediatamente dopo aver completato 24 mesi di servizio. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il passaggio alla fascia retributiva successiva non avviene al compimento esatto degli anni della fascia precedente (es. 2 anni), ma solo al termine completo del periodo previsto (es. 2 anni, 11 mesi e 29 giorni). La decisione si basa su un'interpretazione combinata dell'art. 79 del CCNL e della relativa tabella stipendiale.
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Fondo di Garanzia TFR: quando interviene l’INPS?
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso sul Fondo di Garanzia TFR. La Corte d'Appello aveva negato l'intervento del fondo perché, a seguito di cessione d'azienda, il rapporto di lavoro era continuato. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia della ricorrente, lasciando irrisolta nel merito la questione principale ma confermando la decisione di secondo grado.
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Querela di falso: firma falsa e rinvio del processo
Un'avvocatessa presenta ricorso in Cassazione in una causa di risarcimento danni. Solleva una querela di falso, contestando l'autenticità della firma di una controparte sul controricorso. La Corte di Cassazione, rilevata l'ammissibilità della querela, sospende la decisione sul merito e rinvia la causa a pubblica udienza per gli accertamenti necessari.
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