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Ricorrente — Anno 2026

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184 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Patto commissorio: la Cassazione sulla vendita simulata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per identificare un patto commissorio vietato, mascherato da una serie di atti leciti come una compravendita immobiliare, è necessario valutare l'operazione nel suo complesso. In un caso riguardante un debito e una successiva vendita di un immobile dal debitore al creditore (tramite un familiare), la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva esaminato gli atti in modo isolato. Ha invece affermato il principio secondo cui bisogna guardare al collegamento funzionale tra i vari negozi giuridici per svelare l'eventuale scopo di garanzia illecita, indipendentemente dalla preesistenza del debito o dalla forma dei contratti utilizzati.
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Cessata la materia del contendere: accordo tra le parti
Una controversia di lavoro tra un dipendente e un'azienda giunge in Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo di conciliazione. La Corte, preso atto dell'accordo, dichiara la cessata la materia del contendere, estinguendo il processo senza una pronuncia nel merito, in quanto la lite non ha più ragione di esistere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, durante un contenzioso tributario pendente in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata prevista dal D.L. 193/2016. Avendo dimostrato il pagamento integrale delle somme dovute, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restino a carico di ciascuna parte.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
Una contribuente, socia di una società a ristretta base cancellata dal registro imprese, ha impugnato un avviso di accertamento per IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili della società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la cancellazione della società non incide sulla validità dell'accertamento verso il socio. La Corte ha ribadito la legittimità della presunzione distribuzione utili, ponendo a carico del socio l'onere di provare la mancata percezione dei maggiori redditi.
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Giudicato tributario: effetti su annualità successive
La Cassazione ha chiarito l'efficacia del giudicato tributario. Un contribuente ha ottenuto l'annullamento di un accertamento IRPEF per il 2013 su canoni di locazione non percepiti, poiché una precedente sentenza definitiva aveva già accertato la cessazione del contratto di locazione nel 2011. La Corte ha stabilito che la fine del contratto è un fatto permanente, il cui accertamento in un giudicato tributario si estende alle annualità successive, facendo venire meno il presupposto stesso dell'imposta.
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Procura speciale cassazione: quando il ricorso è nullo
Una società di diagnostica per immagini ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione tributaria regionale. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un vizio insanabile nella procura speciale cassazione: mancava la firma del legale rappresentante della società. Il documento era stato firmato digitalmente solo dall'avvocato per l'autentica. Di conseguenza, l'avvocato è stato condannato a pagare personalmente le spese legali.
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Esenzione Irpef vittime terrorismo: spetta su tutto il TFR
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24/2026, ha chiarito l'ambito di applicazione dell'esenzione Irpef per le vittime del terrorismo e i loro superstiti. Il caso riguardava un genitore superstite a cui l'Agenzia delle Entrate aveva limitato l'esenzione sulla buonuscita alla sola quota derivante dall'aumento figurativo di dieci anni di contributi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che l'esenzione Irpef vittime terrorismo copre l'intera prestazione, sia essa pensione o trattamento di fine rapporto, e non solo la parte incrementale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice può agire
La Corte di Cassazione interviene con una procedura di correzione errore materiale per sanare un'omissione nel dispositivo di una sentenza. L'ordinanza chiarisce che, a fronte di un errore puramente formale, è possibile integrare il provvedimento per includere la condanna alla rifusione delle spese civili, originariamente prevista ma non trascritta. La decisione conferma che tale procedura non modifica la sostanza della sentenza e non comporta l'addebito di nuove spese legali.
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Massimale pensionistico: illegittimo per le vecchie pensioni
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità dell'applicazione di un massimale pensionistico a un professionista la cui pensione è iniziata prima del 1° gennaio 2007. La Corte ha ribadito che, prima della L. 296/06, le Casse non avevano il potere di imporre tetti alle pensioni. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per i ratei arretrati.
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Occultamento doloso del debito: Cassazione fa il punto
Una società cooperativa è stata accusata di aver evaso contributi previdenziali qualificando erroneamente i propri dipendenti. La Corte d'Appello ha ritenuto tale condotta un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza sistemica della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza. L'obiettivo è definire con precisione i confini dell'occultamento doloso e stabilire quando esso comporti una reale impossibilità per l'ente creditore di agire, distinguendola da una mera difficoltà di accertamento.
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Rinnovo notifica ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha ordinato il rinnovo notifica ricorso in un contenzioso tributario. La società ricorrente non aveva fornito la prova di aver correttamente notificato l'atto a una delle parti, la Camera di Commercio. Per garantire il principio del contraddittorio, la Corte ha sospeso il giudizio sul merito, imponendo alla ricorrente di notificare nuovamente l'atto entro 60 giorni.
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Credito d’imposta teleriscaldamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 366/2026, ha stabilito che in una filiera di teleriscaldamento con più gestori, il credito d'imposta previsto dalla L. 448/1998 ha un tetto massimo unico e non può essere cumulato da ciascun operatore. Il caso riguardava una società agricola che, in qualità di gestore di rete e utente finale, si era vista negare il credito poiché già usufruito dal fornitore di energia a monte. La Corte ha confermato che il beneficio, una volta applicato dal primo gestore tramite sconto in fattura, si considera trasferito all'utente finale, esaurendo così l'incentivo fiscale per quella specifica fornitura.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un contribuente aveva provato il pagamento di ritenute fiscali, ma la Corte di Giustizia Tributaria aveva dato ragione all'Agenzia delle Entrate basandosi su un presunto errato abbinamento dei versamenti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di motivazione apparente, ritenendo il ragionamento del giudice di secondo grado contraddittorio e incomprensibile, e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ritenendolo un atto elusivo di una precedente ordinanza di reintegra. Il datore di lavoro aveva licenziato una dipendente per soppressione del posto, ma la Corte ha accertato che le mansioni erano state affidate ad altri lavoratori assunti a termine, dimostrando la non veridicità del motivo addotto e l'intento fraudolento di aggirare la decisione del giudice.
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Sopravvenienza attiva: tassabile la cancellazione debiti
Una società di trasporti ha beneficiato della cancellazione parziale dei debiti contributivi in seguito a una legge per le aree colpite da un sisma. L'Agenzia delle Entrate ha tassato tale beneficio come 'sopravvenienza attiva'. La Corte di Cassazione ha confermato la tassabilità, rigettando il ricorso dell'impresa. La Corte ha stabilito che l'annullamento di passività dedotte in esercizi precedenti genera reddito imponibile. L'imponibilità sorge nell'anno in cui il diritto al beneficio diventa certo e determinabile, ovvero quando l'azienda presenta la domanda di adesione, applicando il principio di competenza.
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APE sociale: requisiti e onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice per il riconoscimento dell'APE sociale. La decisione si fonda sulla mancanza dei requisiti legali al momento della domanda, in particolare perché la normativa allora vigente non includeva la cessazione per scadenza di contratto a termine. La Corte ha inoltre sottolineato che l'autocertificazione non è una prova sufficiente e che l'onere di dimostrare i requisiti spetta al richiedente.
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Rendita vitalizia: la Cassazione e il caso complesso
Un Ente Previdenziale ricorre contro una sentenza che riconosceva a un lavoratore il diritto alla costituzione di una rendita vitalizia. La Cassazione, rilevando che la stessa sentenza era già stata cassata in un altro procedimento, emette un'ordinanza interlocutoria per sollecitare il contraddittorio tra le parti sulla complessa situazione processuale venutasi a creare.
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Interpretazione nomofilattica: Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato una causa a pubblica udienza. La decisione è motivata dalla necessità di risolvere una questione di interpretazione nomofilattica relativa a una norma comunitaria (Reg. CEE 1393/2007), la cui applicazione non è uniforme. Il caso vede contrapposti un'agenzia di riscossione e il fallimento di una società contro altre entità societarie.
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Fondo spese concordato: il mancato versamento è grave
La Corte di Cassazione ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale di una S.r.l. dopo aver dichiarato inammissibile la sua domanda di concordato preventivo. La decisione si fonda sul mancato deposito del fondo spese concordato, ritenuto un inadempimento assorbente e sufficiente a giustificare la revoca dell'autorizzazione, rendendo irrilevanti le altre censure sollevate dal ricorrente.
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Scorrimento graduatoria: quando è un obbligo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento della graduatoria di un concorso pubblico non costituisce un diritto soggettivo per il candidato idoneo quando il posto si rende vacante dopo essere stato occupato dal vincitore. Un ricercatore, classificatosi quarto in un concorso, aveva chiesto l'assunzione dopo che la vincitrice, assunta da anni, aveva rinunciato all'incarico. La Corte ha chiarito che, una volta coperto il posto, il concorso esaurisce i suoi effetti. La decisione di coprire la nuova vacanza attingendo alla vecchia graduatoria rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione e non è un atto dovuto.
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