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Ricettazione Denaro

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione denaro: sequestro senza prova del reato
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per ricettazione denaro, stabilendo che il possesso di una notevole somma di contanti, privo di giustificazioni plausibili e accompagnato da elementi indiziari come modalità di occultamento sospette, è sufficiente a configurare il reato. La sentenza precisa che per procedere non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto, essendo sufficiente una prova logica della provenienza illecita dei fondi. L'appello dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Ricettazione denaro: quando il possesso è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46132/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto trovato in possesso di quasi 30.000 euro in contanti, di cui non sapeva giustificare la provenienza. La Corte ha confermato che per configurare il reato di ricettazione denaro non è necessario provare il delitto specifico da cui i soldi provengono, essendo sufficienti indizi logici come le modalità di occultamento e la mancanza di redditi leciti per desumerne l'origine illecita.
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Ricettazione denaro: il contante nascosto è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di 35.000 euro in contanti, trovati sotterrati in barattoli di vetro nel giardino di un indagato. Secondo la Corte, il reato di ricettazione denaro può essere presunto non solo dalle anomale modalità di occultamento, ma anche dai gravi precedenti penali dell'interessato, come in questo caso la partecipazione a un'associazione mafiosa. La Corte ha ritenuto che tali elementi, nel loro insieme, costituiscano un 'fumus commissi delicti' sufficiente a giustificare la misura cautelare, anche senza una precisa individuazione del reato presupposto.
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Ricettazione denaro: quando scatta il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro probatorio di oltre 81.000 euro. La somma, rinvenuta occultata in un'intercapedine e confezionata in buste sottovuoto, è stata ritenuta di provenienza illecita. La Corte ha stabilito che la ricettazione denaro può essere presunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come le modalità di occultamento e l'assenza di una giustificazione plausibile, legittimando così il provvedimento cautelare.
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Ricettazione denaro: quando il possesso è reato
La Cassazione conferma il sequestro di una cospicua somma di denaro, ritenendo configurabile il reato di ricettazione denaro anche in assenza di prova diretta della provenienza delittuosa. La detenzione ingiustificata di contanti e altri indizi sono sufficienti a integrare il fumus commissi delicti. Irrilevante l'eventuale illegittimità della perquisizione domiciliare.
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Ricettazione denaro: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18420/2024, ha rigettato il ricorso di due soggetti contro il sequestro di ingenti somme di denaro. La Corte ha stabilito che per configurare la ricettazione denaro non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto, potendo la provenienza illecita essere desunta da prove logiche come l'incapacità di fornire giustificazioni plausibili, la cospicua quantità di contante e la presenza di una macchinetta contasoldi. Anche un'eventuale perquisizione illegittima non invalida il sequestro di beni che costituiscono corpo del reato.
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Ricettazione denaro: la Cassazione sul sequestro
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di oltre 160.000 euro in contanti, ritenendolo provento di narcotraffico. La sentenza chiarisce che per configurare il reato di ricettazione denaro, sono sufficienti gravi indizi come l'ingente somma, l'occultamento sospetto e l'assenza di una giustificazione plausibile, senza la necessità di provare in dettaglio il reato presupposto.
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Ricettazione denaro: la Cassazione sulla prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di ricettazione denaro. L'imputato era stato trovato in possesso di 700.000 euro, nascosti in un doppio fondo dell'auto. La Corte ha stabilito che l'ingente somma, le modalità di occultamento, la reazione di un cane antidroga e l'assenza di una spiegazione plausibile costituiscono un quadro probatorio sufficiente a confermare la provenienza illecita del denaro e la colpevolezza per il reato contestato.
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