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Revoca — Anno 2022

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164 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Revoca

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: due avvocati e addio beneficio
Un avvocato ha chiesto la liquidazione del proprio compenso per aver difeso in un giudizio civile un cliente inizialmente ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La Corte d'Appello ha rifiutato la richiesta poiché il cliente aveva nominato un secondo difensore di fiducia, rinunciando così implicitamente al beneficio. L'avvocato ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la nomina di un secondo difensore esclude il patrocinio a spese dello Stato anche nei processi civili. Inoltre, l'avvocato non ha la legittimazione ad impugnare la revoca del beneficio, diritto che spetta esclusivamente al cliente. Di conseguenza, l'avvocato perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Ricorso straordinario per cassazione: vietato per i cautelari
Il Ricorrente ha presentato un ricorso straordinario per cassazione contro la decisione del Tribunale di Salerno, che aveva dichiarato inammissibile la revoca di una misura cautelare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per gravi difetti di forma e di sostanza. L'atto non conteneva l'esposizione sommaria dei fatti e i motivi specifici di impugnazione. Inoltre, i provvedimenti di natura cautelare non sono impugnabili tramite ricorso straordinario per cassazione, poiché privi dei caratteri di definitività e decisorietà. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Patrocinio a spese dello Stato: la convivenza cancella il bonus
Una cittadina richiede l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per una causa di divorzio, dichiarando un reddito iniziale molto basso. Successivamente, durante l'udienza presidenziale, dichiara di aver iniziato a convivere con un nuovo compagno che percepisce un reddito mensile stabile. Il Tribunale revoca l'ammissione al beneficio poiché il cumulo dei redditi dei conviventi supera la soglia di legge. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che per il patrocinio a spese dello Stato si deve tenere conto di ogni variazione di reddito avvenuta dopo la domanda e per tutta la durata del processo, compreso il reddito del convivente di fatto.
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Inammissibilità del ricorso: condanna senza prescrizione
L'Imputato, condannato per ricettazione, proponeva ricorso per Cassazione lamentando la mancata escussione di un testimone durante il giudizio abbreviato. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché il motivo era manifestamente infondato: il giudice di merito aveva legittimamente revocato l'audizione del teste ritenendola non più indispensabile. La difesa sosteneva inoltre l'avvenuta prescrizione del reato. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che l'inammissibilità del ricorso impedisce la costituzione di un valido rapporto processuale. Di conseguenza, la Corte non ha potuto rilevare la prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. L'Imputato perde la causa e viene condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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