Una cittadina, ammessa al beneficio statale per affrontare una causa di separazione conclusasi nel 2011, si è vista notificare nel 2022 un provvedimento di revoca del gratuito patrocinio. Il Tribunale riteneva la procedura ancora aperta poiché l'avvocato non aveva ancora incassato i propri compensi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: nel processo civile, il potere del giudice di disporre la revoca si esaurisce nel momento in cui il giudizio principale si conclude definitivamente. Il fatto che l'avvocato debba ancora essere pagato dallo Stato non prolunga i termini per revocare il beneficio alla parte assistita. La Suprema Corte ha quindi annullato il provvedimento, tutelando l'affidamento della cittadina e garantendo la certezza del diritto.
Continua »