L'Agenzia delle Entrate ha rettificato la categoria catastale di un immobile da C/3 (laboratorio artigiano) a C/1 (negozio). I proprietari hanno impugnato l'atto, evidenziando che il locale, adibito a centro estetico, si trova al primo piano di un condominio, è privo di vetrine su strada e ha un normale accesso interno. La Corte di Giustizia Tributaria ha annullato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che il corretto classamento catastale deve basarsi sulle caratteristiche fisiche e costruttive dell'immobile e sulla sua conformità urbanistica, e non sul mero uso concreto. Di conseguenza, l'immobile mantiene la categoria C/3, poiché privo dei requisiti strutturali tipici di un negozio commerciale.
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