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Responsabilità Solidale — Anno 2026

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189 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Responsabilità Solidale

Provvedimenti

Responsabilità solidale tributaria: guida pratica
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti della responsabilità solidale tributaria del legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica. Anche in caso di cessazione dell'ente, chi ha esercitato l'attività gestionale e firmato le dichiarazioni fiscali risponde personalmente dei debiti d'imposta e delle sanzioni, indipendentemente da una specifica motivazione aggiuntiva nell'avviso di accertamento.
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Responsabilità solidale rappresentante legale: guida
La Corte di Cassazione ha statuito sulla responsabilità solidale rappresentante legale di un'associazione sportiva dilettantistica per debiti d'imposta. La Corte ha chiarito che, per le obbligazioni tributarie, il rappresentante legale risponde dei tributi e delle sanzioni se ha diretto la gestione dell'ente nel periodo di riferimento. La firma di dichiarazioni fiscali e contratti di sponsorizzazione costituisce prova del ruolo gestorio, superando le eccezioni di difetto di motivazione dell'accertamento.
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Responsabilità solidale presidente associazione: guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale presidente associazione per debiti fiscali non richiede il rispetto del termine di 60 giorni se l'ispezione non ha riguardato direttamente il soggetto. Inoltre, chi ricopre la carica risponde delle sanzioni per omessa dichiarazione anche senza ingerenza nella gestione.
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Responsabilità solidale tributaria: chi paga i debiti?
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti della responsabilità solidale tributaria per i rappresentanti di associazioni non riconosciute. Il caso riguarda un ex presidente chiamato a rispondere di debiti fiscali per anni in cui non era formalmente in carica. La Corte ha stabilito che l'Amministrazione deve provare l'effettiva gestione nel periodo d'imposta specifico.
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Responsabilità solidale rappresentante associazione
La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità solidale rappresentante per i debiti tributari di un'associazione non riconosciuta sussiste anche in mancanza di una notifica personale preventiva dell'accertamento. Il diritto di difesa è garantito dalla possibilità di contestare il merito della pretesa impositiva al momento dell'impugnazione della cartella di pagamento.
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Responsabilità per gravi difetti: guida completa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per gravi difetti a carico sia del venditore-costruttore che del progettista per vizi di isolamento termico e acustico. La decisione chiarisce che la natura extracontrattuale della tutela ex art. 1669 c.c. permette di chiamare in causa tutti i soggetti che hanno contribuito al danno, superando le distinzioni tra contratti di appalto, vendita o prestazione professionale.
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Associazione estinta: impugnazione ricorso tributario
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione estinta non può impugnare avvisi di accertamento fiscali. Poiché l'ente ha perso la capacità giuridica al momento dello scioglimento, il ricorso è improponibile. La responsabilità dei debiti tributari ricade sull'ultimo rappresentante legale, che deve agire in proprio come successore e responsabile solidale.
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Cessione verbale di azienda: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria riguardante una presunta cessione verbale di azienda. I giudici hanno riscontrato una motivazione apparente da parte della Corte d'appello e un'omessa pronuncia sulla reale estensione della responsabilità solidale del cessionario per i debiti fiscali pregressi.
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Responsabilità solidale tributaria: il gestore paga
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale tributaria del gestore di fatto di un'associazione sportiva non riconosciuta per debiti IRES, IRAP e IVA. Anche in caso di estinzione dell'ente, l'accertamento notificato al rappresentante effettivo resta valido, poiché egli risponde dei debiti fiscali maturati durante il periodo della sua gestione.
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Responsabilità costruttore: vizi e infiltrazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna solidale di un'impresa costruttrice e del direttore dei lavori per gravi vizi in un'autorimessa. L'ordinanza chiarisce che infiltrazioni diffuse, anche in locali non abitativi come i garage, costituiscono un grave difetto ai sensi dell'art. 1669 c.c. in quanto compromettono la funzionalità e la conservazione dell'immobile. Viene ribadito il principio della responsabilità del costruttore e la sua estensione solidale al progettista quando le rispettive mancanze concorrono a causare il danno.
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Cessione del quinto: a chi spetta il credito?
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, l'appaltatore e il committente poiché il datore di lavoro, dopo aver trattenuto le rate per un prestito con cessione del quinto, non le aveva versate all'istituto finanziario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, chiarendo che con la cessione, il credito si trasferisce all'istituto finanziario, che diventa l'unico creditore. Di conseguenza, il lavoratore non può rivendicare tali somme per sé, e la responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore non si applica a questo specifico debito.
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Responsabilità solidale associazioni: onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i principi sulla responsabilità solidale nelle associazioni non riconosciute per i debiti tributari. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a un'associazione sportiva dilettantistica e a uno dei suoi soci fondatori. La Corte ha stabilito che grava sull'amministratore l'onere di provare la propria estraneità alla gestione che ha generato il debito, e non sull'Agenzia delle Entrate dimostrare il suo coinvolgimento attivo, ribaltando la decisione di secondo grado.
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Responsabilità solidale amministratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità solidale amministratori di associazioni non riconosciute. Con una recente ordinanza, ha cassato la sentenza di merito che aveva esonerato un'amministratrice dal pagamento dei debiti tributari dell'ente, affermando che spetta all'amministratore stesso provare la propria estraneità alla gestione che ha generato il debito, e non all'Agenzia delle Entrate dimostrarne il coinvolgimento. Viene inoltre ribadito l'elevato valore probatorio del processo verbale di constatazione.
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Responsabilità solidale amministratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema della responsabilità solidale amministratori di associazioni non riconosciute. Con un'ordinanza, ha stabilito che la responsabilità per i debiti tributari si presume in capo a chi riveste cariche sociali, invertendo l'onere della prova. Spetta all'amministratore dimostrare la propria estraneità alla gestione che ha generato il debito. La sentenza impugnata è stata cassata anche per non essersi pronunciata sulla richiesta di deduzione dei costi.
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Responsabilità legale rappresentante e debiti fiscali
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per contestare la responsabilità legale rappresentante per i debiti tributari di un'associazione non riconosciuta. Con un'ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso del presidente di un'associazione sportiva contro un'iscrizione ipotecaria, stabilendo che ogni contestazione sulla responsabilità personale e solidale doveva essere sollevata impugnando gli avvisi di accertamento originari, ormai divenuti definitivi.
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Danno da restringimento: prova e responsabilità
Un proprietario, condannato per aver causato un danno da restringimento di un canale di scolo, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la tardività dell'azione, la valutazione delle prove e la mancata considerazione di una transazione con un terzo. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'azione di risarcimento è autonoma da quella cautelare e che la responsabilità non può essere suddivisa con soggetti estranei al processo.
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società estera di scommesse e il suo intermediario italiano (CTD) hanno contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per il 2015, sostenendo che la normativa fosse discriminatoria e incostituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'imposta anche per gli operatori privi di concessione nazionale. La Corte ha ribadito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il CTD, in quanto entrambi partecipano all'attività di raccolta delle scommesse sul territorio italiano, che costituisce il presupposto del tributo. La decisione chiarisce che l'imposta non ha natura sanzionatoria ma fiscale, e si applica a chiunque gestisca giochi in Italia, garantendo parità di trattamento.
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Regime fiscale ASD: quando si perde l’agevolazione?
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava il suo status di ente non profit. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per beneficiare del regime fiscale ASD agevolato non basta la qualifica formale, ma è necessario dimostrare che l'attività svolta non sia di natura prevalentemente commerciale. L'onere della prova ricade sull'associazione. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità solidale del legale rappresentante per i debiti tributari, in virtù del suo ruolo direttivo.
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Imposta di registro e spese: chi paga con la PA?
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per il pagamento dell'imposta di registro in caso di compensazione delle spese legali in un giudizio contro la Pubblica Amministrazione. Con l'ordinanza n. 1275/2026, la Suprema Corte ha stabilito che la parte privata è tenuta a versare la sua quota di imposta in via esclusiva, senza poter invocare la responsabilità solidale dell'ente pubblico. La decisione si fonda sulla normativa speciale che deroga al principio generale, escludendo la solidarietà passiva per la quota di imposta di registro e compensazione spese a carico del privato.
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Responsabilità solidale presidente: quando si applica?
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti della responsabilità solidale del presidente di un'associazione non riconosciuta per i debiti verso i lavoratori. La sentenza analizza un caso in cui un'educatrice ha ottenuto il riconoscimento del lavoro subordinato. La Corte ha rigettato il ricorso del presidente, confermando che la sua responsabilità non deriva dalla mera carica, ma dall'aver agito concretamente in nome dell'ente, assumendo personale e impartendo direttive. Il ricorso dell'associazione è stato dichiarato inammissibile perché basato su questioni nuove.
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