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Responsabilità Personale E Solidale

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'obbligo per una persona fisica, come un presidente, di rispondere dei debiti di un'entità (ad es. un'associazione) con il proprio patrimonio personale. Il creditore può chiedere l'intero pagamento indifferentemente all'entità o alla persona fisica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Amministratore di Associazione: paga i debiti fiscali anche senza firma?
La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità dell'amministratore di un'associazione non riconosciuta per i debiti fiscali dell'ente. Un'erede si opponeva alla richiesta di pagamento dell'Agenzia delle Entrate, sostenendo che la semplice carica nel direttivo non fosse sufficiente a fondare la responsabilità personale. La Corte ha stabilito un principio chiave: per i debiti tributari, che nascono 'ex lege' (dalla legge), la responsabilità dell'amministratore è presunta. Spetta quindi all'amministratore stesso dimostrare la propria totale estraneità alla gestione dell'associazione per liberarsi dall'obbligo di pagamento. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la richiesta dell'Agenzia delle Entrate confermata.
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Responsabilità associazione: firma per l’ente, paga di persona
La Corte di Cassazione ha chiarito la portata della responsabilità per associazione non riconosciuta. Un direttore di un'associazione aveva firmato due contratti di finanziamento con una banca. Quando l'ente è diventato insolvente, la banca ha chiesto il pagamento direttamente al direttore. La Corte ha stabilito che la responsabilità personale e solidale, prevista dall'art. 38 del codice civile, non dipende dalla carica formale ricoperta, ma dall'aver svolto l'attività negoziale concreta che ha generato il debito. Avendo richiesto e firmato i finanziamenti, il direttore è stato ritenuto personalmente responsabile. La sua difesa, basata sul fatto di essere un semplice esecutore, è stata respinta. Chi agisce e crea l'obbligazione, risponde con il proprio patrimonio.
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Fallimento associazione non riconosciuta: l’amministratore rischia?
Un centro di formazione professionale, organizzato come associazione non riconosciuta, viene dichiarato fallito. Di conseguenza, anche la persona che agiva in suo nome e per suo conto viene dichiarata fallita 'in estensione'. L'interessato si oppone, sostenendo che la sua responsabilità personale non giustifica una misura così grave. La Corte di Cassazione, investita della questione, non emette una decisione finale. Riconosce la complessità del problema e rinvia la causa a una pubblica udienza per stabilire se la responsabilità di chi agisce per un'associazione possa portare al **fallimento associazione non riconosciuta** in estensione. La questione rimane aperta.
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Responsabilità associazione non riconosciuta: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale di un amministratore di fatto per sanzioni IVA relative a un'associazione sportiva non riconosciuta, anche dopo la sua cessazione. La decisione sottolinea che per la responsabilità associazione non riconosciuta conta l'attività concreta svolta in suo nome. L'avviso di accertamento è stato ritenuto legittimamente notificato all'individuo che gestiva l'ente, considerato responsabile solidale per i debiti fiscali ai sensi dell'art. 38 del Codice Civile.
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Responsabilità rappresentante legale: quando si risponde
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità rappresentante legale di un'associazione non riconosciuta per i debiti fiscali dell'ente non deriva solo dalla carica formale, ma dall'effettiva gestione. In un caso riguardante un'associazione sportiva, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità del presidente, sottolineando che i giudici avrebbero dovuto considerare tutte le prove di un suo coinvolgimento gestionale, come contratti di sponsorizzazione e verbali di assemblea. Per i debiti tributari, sorti 'ex lege', vige una presunzione di coinvolgimento del rappresentante, a differenza dei debiti contrattuali dove è richiesta la prova di aver agito 'in nome e per conto'.
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Responsabilità presidente associazione: quando si esclude
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un accertamento fiscale notificato al presidente di un'associazione sportiva dilettantistica. La Corte ha stabilito che la responsabilità del presidente di un'associazione può essere esclusa se questi riesce a dimostrare la sua totale estraneità alla gestione dell'ente. Nel caso di specie, il presidente, pur ricoprendo formalmente la carica, ha provato di essere stato un mero prestanome, superando così la presunzione di responsabilità per i debiti tributari dell'associazione.
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Responsabilità associazioni: quando il presidente non paga
La Corte di Cassazione ha esaminato la responsabilità delle associazioni non riconosciute, specificando che il legale rappresentante non risponde dei debiti fiscali dell'ente se dimostra la sua completa estraneità alla gestione. Nel caso di specie, un presidente di un'associazione sportiva dilettantistica è stato esonerato dalla responsabilità solidale dopo aver provato, tramite evidenze di un processo penale, di non aver mai partecipato all'attività gestoria, superando così la presunzione legale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la responsabilità non deriva dalla mera carica formale, ma dall'effettiva ingerenza nell'amministrazione.
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Responsabilità legale rappresentante: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità legale rappresentante di un'associazione non riconosciuta per debiti fiscali. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento per IVA non versata nei confronti del legale rappresentante di un'associazione sportiva. La Corte ha stabilito che, a differenza delle obbligazioni negoziali, per i debiti tributari che sorgono per legge, la responsabilità del rappresentante non è legata alla prova di una sua concreta attività di gestione. Egli è responsabile in solido con l'ente in virtù della sua carica, a meno che non dimostri di aver adempiuto a tutti gli obblighi fiscali. La sentenza di secondo grado, che poneva l'onere della prova a carico dell'Ufficio, è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità Presidente ASD: quando si esclude?
La Corte di Cassazione ha chiarito che la responsabilità del presidente di un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) per i debiti fiscali dell'ente non è automatica. Sebbene esista una presunzione di responsabilità per chi agisce in nome dell'associazione, questa può essere superata. Nel caso esaminato, il presidente ha dimostrato con prove concrete, provenienti anche da un processo penale, di essere stato totalmente estraneo alla gestione, un mero prestanome. La Corte ha quindi confermato la decisione che lo esonerava dalla responsabilità personale e solidale, stabilendo che la carica formale non è sufficiente a fondare l'obbligazione tributaria se viene provata la completa non ingerenza nell'attività sociale.
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