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Responsabilità Del Preponente

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La responsabilità di un datore di lavoro o committente per i danni causati dai propri dipendenti o preposti nell'esercizio delle loro funzioni, come previsto dall'art. 2049 c.c.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Certificato di deposito falso: la banca non paga il portatore
Un risparmiatore ha agito contro un istituto di credito chiedendo il pagamento di 180.000 euro incorporati in un titolo al portatore. La banca ha rifiutato l'adempimento eccependo la nullità dell'operazione. Le verifiche tecniche hanno accertato che il documento recava la firma contraffatta del direttore ed era stato rilasciato fuori sede senza alcuna registrazione dell'incasso. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dell'ordine di pagamento e la condanna del richiedente alla restituzione delle somme percepite. Di fronte a un certificato di deposito falso, l'istituto finanziario può opporre l'eccezione reale di difetto di sottoscrizione. La totale assenza della provvista economica e la mancanza di buona fede dell'acquirente escludono sia l'obbligazione cartolare sia qualsiasi risarcimento per fatto del dipendente.
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Responsabilità del preponente e truffa dell’agente assicurativo
Una cliente ha versato 115.000 euro a un agente assicurativo per sottoscrivere diverse polizze. L'agente, pur utilizzando la modulistica ufficiale della società, ha trattenuto illecitamente le somme. L'erede della vittima ha quindi agito in giudizio per ottenere la restituzione integrale del capitale. I giudici d'appello hanno ridotto il risarcimento a 45.000 euro, sostenendo che mancava la prova dell'incasso per la restante quota, pur ammettendo la buona fede della risparmiatrice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede e respinto quello della società. Gli Ermellini hanno ribadito il principio sulla responsabilità del preponente, censurando la sentenza impugnata per grave contraddittorietà e difetto di motivazione nella quantificazione economica del danno. La causa torna alla Corte d'appello per un nuovo e completo esame.
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Responsabilità del preponente: spetta la rivalutazione
Alcuni investitori affidano il proprio denaro a un agente di una compagnia assicurativa per effettuare investimenti. L'agente si appropria indebitamente delle somme invece di investirle. Gli investitori agiscono in giudizio contro la compagnia assicurativa chiedendo il risarcimento dei danni. La responsabilità del preponente scatta quando il collaboratore commette un illecito nell'esercizio delle sue mansioni. La Corte d'Appello nega la rivalutazione monetaria considerando l'obbligazione un semplice debito di valuta. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e chiarisce che il debito derivante da fatto illecito ha natura di debito di valore. Di conseguenza, gli investitori hanno diritto alla rivalutazione monetaria della somma fino alla data della sentenza.
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Responsabilità del preponente: polizze false e cliente negligente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un risparmiatore che chiedeva il rimborso di tre polizze assicurative rivelatesi false, emesse da un agente infedele. Il giudice ha escluso la responsabilità del preponente (la compagnia assicurativa) a causa della grave negligenza del cliente. Quest'ultimo, infatti, non ha fornito alcuna prova dei pagamenti effettuati, come matrici di assegni o estratti conto bancari, e ha accettato polizze con date palesemente incoerenti rispetto alla reale operatività della compagnia. La decisione conferma che la responsabilità della società mandante viene meno se il comportamento del cliente agevola l'illecito o manca della necessaria buona fede.
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Agente infedele, paga l’assicurazione: la responsabilità del preponente
Un cliente affida quasi 500.000 euro a un agente assicurativo per la sottoscrizione di polizze vita, ma l'agente si appropria illecitamente del denaro. La Corte di Cassazione interviene sul caso, confermando il principio della responsabilità del preponente, secondo cui l'azienda di assicurazioni risponde direttamente per il danno causato dal proprio agente. Anche se l'azienda non ha commesso materialmente la truffa, è tenuta a risarcire il cliente perché ha messo l'agente in condizione di nuocere, sfruttando il suo ruolo e la fiducia dei clienti. La sentenza finale è stata rinviata per includere formalmente l'agente nel processo di appello, data l'inscindibilità delle due posizioni.
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Responsabilità del preponente e prova del pagamento
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una compagnia assicurativa invocando la Responsabilità del preponente per l'operato di un agente che avrebbe incassato 80.000 euro per una polizza vita mai attivata. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso poiché la prova del pagamento non era stata fornita in modo rigoroso nei gradi di merito. La dichiarazione dell'agente è stata ritenuta non vincolante per la società in quanto resa al di fuori dei poteri conferiti e priva di riscontri documentali certi.
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Responsabilità del preponente: la Cassazione decide
Una società estera ha citato in giudizio una compagnia assicurativa e la sua agenzia generale per i danni derivanti da polizze fideiussorie false emesse da un sub-agente. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha ribadito che la responsabilità del preponente, in questo caso la compagnia assicurativa, è di natura oggettiva ai sensi dell'art. 2049 c.c. e si fonda sul nesso di 'occasionalità necessaria' tra le mansioni affidate al sub-agente e l'illecito commesso, a prescindere da una colpa diretta della compagnia o dal fatto che la vittima non avesse verificato i poteri del sub-agente. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità del preponente: l’agenzia paga sempre?
Un sub-agente di una società di intermediazione assicurativa ha indotto una cliente a compiere operazioni finanziarie, sottraendole poi oltre 100.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del preponente (l'agenzia) per il danno, stabilendo che è sufficiente il "nesso di occasionalità necessaria": l'incarico affidato al sub-agente gli ha fornito l'opportunità di commettere l'illecito, anche se le azioni fraudolente andavano oltre l'attività assicurativa pattuita. La Corte ha anche confermato che la polizza RC dell'agenzia non operava, in quanto escludeva i danni da promozione finanziaria.
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Responsabilità promotore finanziario: i limiti
Un risparmiatore ha perso il suo investimento in prodotti finanziari di terzi, non offerti dalla società di intermediazione per cui lavorava il suo promotore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, escludendo la responsabilità del promotore finanziario in capo alla società preponente. La Corte ha ritenuto assente il "nesso di occasionalità necessaria", poiché l'attività illecita del promotore era del tutto estranea e personale, non collegata alle mansioni affidategli dall'intermediario.
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Responsabilità del preponente: banca paga per il dipendente
Una risparmiatrice ha citato in giudizio un istituto di credito e un suo dipendente per la restituzione di ingenti somme di denaro che aveva affidato a quest'ultimo e che erano state indebitamente sottratte. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha affermato la responsabilità del preponente (la banca) per il fatto illecito del proprio dipendente. Ha chiarito che la responsabilità sussiste quando le mansioni lavorative, anche indirettamente, hanno agevolato o reso possibile l'illecito, a prescindere dal fatto che il dipendente abbia agito per fini personali e al di fuori dei suoi compiti specifici.
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Responsabilità del preponente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità del preponente. Un'impresa nautica è stata ritenuta responsabile per l'affondamento di un'imbarcazione, causato da un incendio durante il trasferimento ad opera di marinai da essa incaricati. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'impresa, confermando che chi si avvale dell'opera di terzi, anche non dipendenti, ne assume il rischio e risponde dei danni causati, in base al principio di 'occasionalità necessaria'.
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Responsabilità intermediario: il promotore di fatto
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità dell'intermediario finanziario per le azioni di un cosiddetto "promotore di fatto". In un caso di sottrazione di fondi da un conto corrente, la Corte ha escluso la responsabilità della banca, poiché non è stato provato alcun rapporto di preposizione, né formale né di fatto, tra l'autore dell'illecito e l'istituto di credito. La decisione sottolinea che la semplice presenza di una persona nei locali della banca non è sufficiente a stabilire un legame che giustifichi il risarcimento a carico dell'intermediario.
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Responsabilità del preponente: quando si risponde
La Corte d'Appello di Roma ha stabilito la responsabilità del preponente (una concessionaria) per gli atti illeciti commessi da un suo agente, anche se privo di rappresentanza formale. La sentenza analizza un caso di risoluzione contrattuale per grave inadempimento, derivante dalla presentazione di richieste di incentivi fraudolente. La Corte ha ritenuto che, in base al principio di occasionalità necessaria dell'art. 2049 c.c., la concessionaria risponde dell'operato dell'agente, poiché l'illecito si inseriva nelle finalità aziendali. Di conseguenza, ha confermato la legittimità della risoluzione del contratto e ha condannato la concessionaria a restituire gli incentivi indebitamente percepiti.
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