Il caso riguarda il danneggiamento di un'autovettura di pregio rimasta in custodia giudiziaria all'aperto per sei anni, subendo gravi infiltrazioni d'acqua. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, ritenendo sufficiente la conservazione in un luogo recintato all'aperto. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la responsabilità del custode giudiziario ha natura contrattuale ai sensi dell'articolo 1218 del Codice Civile. Il custode ha l'obbligo specifico di conservare il bene nello stato in cui lo ha ricevuto, preservandone la funzionalità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato in solido gli eredi del custode e il Ministero della Giustizia (di cui il custode è ausiliario) a risarcire i danni subiti dal proprietario del veicolo, quantificati in oltre seimila euro oltre a rivalutazione e interessi.
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