Un uomo, assolto in primo grado dal reato di atti persecutori, era stato condannato dalla Corte d'Appello al solo risarcimento dei danni civili. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla responsabilità civile da reato. Se l'assoluzione penale è diventata definitiva, il giudice che valuta la richiesta di risarcimento non può più usare i criteri del diritto penale. Deve, invece, applicare esclusivamente le regole dell'illecito civile (art. 2043 c.c.), verificando se la condotta, a prescindere dalla sua qualificazione come reato, ha causato un danno ingiusto. La valutazione della responsabilità civile deve essere autonoma e distinta da quella penale.
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