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Responsabile D'Imposta

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Per responsabile d'imposta si intende un soggetto che è tenuto, per legge, al pagamento di un tributo insieme ad altri, per fatti e situazioni riferibili a questi ultimi, ed ha diritto di rivalsa. Questa definizione è stata data dallo stesso legislatore in più occasioni: da questa si trae innanzitutto che il responsabile d'imposta è una figura la cui istituzione non può avvenire se non per legge o con atti pari ad essa; è un'obbligazione che nasce ex-lege (cioè è la legge stessa a determinare che questa obbligazione debba sorgere, a differenza di quanto avviene ad esempio nel contratto, in cui l'obbligazione sorge ex voluntate partorum ovvero dalla volontà delle parti) così come d'altronde l'obbligazione tributaria. In secondo luogo dalla locuzione "insieme ad altri" si evince la solidarietà dipendente che caratterizza questo istituto. È chiaro anche come il responsabile d'imposta non ponga in essere il presupposto, ovvero non è il soggetto che pone in essere la condizione manifestando capacità contributiva, anche se spesso ha un ruolo importante nella creazione dello stesso. Infine ha diritto di rivalsa: ovvero ha il diritto, la possibilità, di rivalersi con i principali obbligati dell'obbligazione tributaria per il pagamento dei tributi che nascono da fatti e situazioni riferibili a questi soggetti, che invece hanno posto in essere il presupposto manifestando capacità contributiva. Differentemente da quanto avviene nella figura del Sostituto d'imposta, in cui il soggetto ha l'obbligo di rivalsa, il responsabile se decide di non rivalersi sui soggetti debitori principali dell'obbligazione tributaria, può farlo e facendolo non contrasta con l'art. 53 della Costituzione per il quale tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il contrasto non nasce poiché vi è un rapporto di solidarietà dipendente fra responsabile ed obbligato principale, in forza del quale essendoci un rapporto trilatero (Amministrazione Finanziaria, Soggetto passivo principale, Responsabile d'imposta) non importa quale dei soggetti passive adempia l'obbligazione. L'amministrazione finanziaria in quanto soggetto attivo si ritiene già soddisfatta dall'adempimento, chi ha poi effettivamente pagato e la regolamentazione di questo aspetto riguarda i rapporti interpersonali dei soggetti. Esempi il cui riscontro nella vita pratica è piuttosto comune sono: lo spedizioniere, il cessionario di azienda, il notaio. Categoria:Diritto tributario

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tassazione Trust: La Cassazione chiarisce quando si pagano le imposte
La Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti sulla **tassazione Trust**. Un Notaio aveva contestato l'applicazione di imposte proporzionali (donazione, ipotecaria e catastale) all'atto di costituzione di un trust, sostenendo che solo imposte fisse fossero dovute. L'Agenzia delle Entrate riteneva invece che la costituzione del vincolo di destinazione generasse un incremento patrimoniale immediatamente tassabile. La Cassazione ha stabilito che l'atto di istituzione di un trust, che vincola i beni, non costituisce di per sé un presupposto autonomo per l'applicazione delle imposte proporzionali. Queste ultime si applicano solo al momento del trasferimento effettivo dei beni ai beneficiari finali, quando si verifica un reale arricchimento. Per la costituzione del trust, sono dovute solo imposte in misura fissa. La Corte ha così accolto il ricorso del Notaio.
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Tassazione trust immobiliare: quando l’atto conta più dell’intento
Un Notaio ha registrato un atto di conferimento di immobili in una società estera, parte di una complessa operazione di trust immobiliare. Il Professionista riteneva che le imposte dovessero essere fisse, considerando l'operazione unitaria. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto imposte ipotecarie e catastali proporzionali, vedendo un trasferimento di proprietà. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la tassazione trust immobiliare si basa sulla natura e gli effetti giuridici dell'atto, prescindendo da scopi soggettivi o atti collegati non esplicitati. Il Professionista deve pagare le imposte proporzionali e le spese legali.
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Peculato e Imposta di Soggiorno: La Decriminalizzazione Ribalta le Condanne
Un gestore di una struttura ricettiva era stato condannato per peculato a causa del mancato versamento dell'imposta di soggiorno. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna. Questo è avvenuto per effetto di nuove normative (il Decreto Rilancio e una successiva legge di interpretazione autentica) che hanno modificato la qualifica giuridica del gestore. Da "incaricato di pubblico servizio", il gestore è ora considerato un "responsabile d'imposta". Questa modifica ha comportato la *decriminalizzazione imposta di soggiorno*: il mancato versamento non è più un reato penale, ma un illecito amministrativo. La Corte ha quindi stabilito che "il fatto non sussiste".
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Depenalizzazione peculato: Albergatore non più reo per imposta di soggiorno
Un albergatore è stato condannato per peculato per non aver versato l'imposta di soggiorno raccolta dagli ospiti tra il 2017 e il 2018. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio. La sentenza ha applicato il principio di depenalizzazione peculato introdotto da una normativa successiva (D.L. 146/2021). Questa legge ha modificato retroattivamente la qualifica dell'albergatore da "agente contabile" a "responsabile d'imposta". Di conseguenza, l'omesso versamento dell'imposta di soggiorno per i fatti antecedenti al 19 maggio 2020 non costituisce più reato penale, ma un illecito amministrativo. Il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
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Imposta di soggiorno: no al danno erariale per l’albergatore
La Procura della Corte dei Conti ha citato in giudizio l'ex amministratore di una società alberghiera per presunto danno erariale, contestando il mancato versamento dell'imposta di soggiorno incassata nel 2022. L'amministratore ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo la competenza della Giustizia Tributaria. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso, dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice contabile. La Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2020, l'albergatore non è più un agente contabile che maneggia denaro pubblico, ma un responsabile d'imposta solidalmente obbligato al pagamento del tributo. Di conseguenza, le contestazioni sul mancato versamento dell'imposta di soggiorno rientrano esclusivamente nella giurisdizione tributaria e non in quella contabile per danno erariale.
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Tassa di soggiorno nel fallimento: no a restituzioni dirette
Un Comune ha richiesto la restituzione immediata delle somme incassate a titolo di tributo da un albergo poi fallito. L'ente locale sosteneva che il denaro fosse di proprietà pubblica e non un semplice credito concorsuale. I giudici di merito hanno respinto la richiesta semplificata, chiarendo la natura del rapporto obbligatorio. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso dell'ente. La gestione della tassa di soggiorno nel fallimento non consente scorciatoie restitutorie dirette sul denaro liquido. L'albergatore opera come responsabile del versamento e il Comune deve insinuarsi al passivo secondo le regole ordinarie.
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Azione di regresso: il notaio paga ma il cliente può opporsi
Un notaio ha pagato l'imposta di registro richiesta dall'Agenzia delle Entrate per un trasferimento immobiliare derivante da una separazione coniugale, agendo poi per ottenere il rimborso dai clienti. I clienti si sono opposti, sostenendo che l'atto fosse esente. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito dell'azione di regresso promossa dal notaio senza il consenso dei clienti, questi ultimi possono opporre tutte le eccezioni che avrebbero potuto far valere contro il fisco. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dei clienti, cassando la decisione d'appello che aveva negato la possibilità di contestare il tributo originario.
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Responsabilità solidale del notaio: tasse sui vecchi patti
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a un professionista il pagamento dell'imposta di registro proporzionale per l'enunciazione di alcuni finanziamenti soci infruttiferi, menzionati in un atto di donazione da lui redatto. La Corte di secondo grado aveva escluso la responsabilità del professionista, ritenendo che si trattasse di un'imposta complementare. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la tassa dovuta per gli atti enunciati, se non richiede accertamenti complessi, costituisce un'imposta principale. Di conseguenza, sussiste la responsabilità solidale del notaio per il pagamento del tributo insieme alle parti contraenti. La sentenza è stata cassata con rinvio per verificare l'effettiva identità delle parti nei due atti.
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Tassa automobilistica: paga la fiduciaria, non il proprietario
Una società fiduciaria ha impugnato l'avviso di pagamento della Regione Lombardia relativo alla tassa automobilistica per un veicolo registrato a suo nome nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). La società sosteneva di non essere la proprietaria effettiva del mezzo, amministrato per conto di un cliente terzo (fiduciante), e di essere coperta dal segreto professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'intestazione al PRA fa scattare una presunzione di responsabilità. Pertanto, la società fiduciaria è obbligata al pagamento della tassa automobilistica come responsabile d'imposta, salvo il suo diritto di rivalsa (richiesta di rimborso) nei confronti del reale proprietario. L'amministrazione finanziaria non deve cercare il proprietario effettivo, gravando sulla fiduciaria l'onere di indicarlo o pagare il tributo.
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Tassa automobilistica società fiduciaria: paga l’intestatario
Una società fiduciaria ha impugnato l'avviso di pagamento della Regione per la tassa automobilistica di un'autovettura a lei intestata al PRA. La ricorrente sosteneva di non essere la proprietaria effettiva del mezzo, ma solo l'intestataria formale per conto di un cliente terzo, e che il segreto professionale le impediva di rivelarne l'identità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'intestatario al PRA è responsabile d'imposta. Di conseguenza, per la tassa automobilistica società fiduciaria, l'amministrazione finanziaria può legittimamente richiedere il pagamento all'intestatario formale registrato. La società fiduciaria, dopo aver pagato il tributo, potrà esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del reale proprietario, senza che il patto fiduciario possa essere opposto al fisco.
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Tassa automobilistica società fiduciaria: paga chi appare al PRA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società fiduciaria contro la richiesta di pagamento della tassa automobilistica per un veicolo ad essa intestato al pubblico registro automobilistico (PRA). La società sosteneva di non essere la proprietaria effettiva del mezzo, gestito per conto di un cliente terzo. I giudici hanno stabilito che l'intestazione formale al PRA fa sorgere una presunzione di responsabilità tributaria. Pertanto, la tassa automobilistica società fiduciaria è dovuta dall'intestatario formale, che assume la veste di responsabile d'imposta. Il patto fiduciario privato non è opponibile al fisco, ma la società conserva il diritto di rivalsa per chiedere il rimborso delle somme pagate direttamente al proprietario effettivo (fiduciante).
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Responsabilità del notaio: il pagamento della società lo libera
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto all'erede di un notaio il pagamento dell'imposta di registro proporzionale per una fusione societaria degli anni Novanta. Il fisco si basava su una sentenza definitiva sfavorevole al professionista. Tuttavia, la società coinvolta aveva già interamente versato l'imposta, venendo poi rimborsata in seguito a un autonomo giudizio a lei favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando l'annullamento della cartella di pagamento. I giudici hanno chiarito che la responsabilità del notaio ha natura di garanzia dipendente. Di conseguenza, il pagamento originario effettuato dalla società ha avuto effetto liberatorio per il professionista. Il successivo rimborso ottenuto dalla società non fa rivivere il debito ormai estinto in capo al notaio o alla sua erede.
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Omesso versamento della tassa di soggiorno: addio al peculato
Un'albergatrice era stata condannata per peculato a seguito dell'omesso versamento della tassa di soggiorno riscossa dai clienti negli anni dal 2016 al 2018. Successivamente, una riforma legislativa ha qualificato l'albergatore come responsabile d'imposta, trasformando la condotta in illecito amministrativo. La Corte di Cassazione, applicando la norma di interpretazione autentica sopravvenuta, ha stabilito che la nuova disciplina si applica retroattivamente anche ai fatti precedenti al 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, trasmettendo gli atti al Comune per l'applicazione delle sanzioni amministrative.
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Contributo di sbarco: la Cassazione frena la Corte dei conti
Una compagnia di navigazione ha impugnato la richiesta della Corte dei conti di presentare il conto giudiziale per la riscossione del contributo di sbarco nel Comune di Procida. La società sosteneva di non essere un agente contabile, bensì un responsabile d'imposta. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno accolto il ricorso della compagnia, stabilendo che per il contributo di sbarco sussiste la giurisdizione del giudice tributario e non di quello contabile. I vettori marittimi non gestiscono denaro pubblico fin dall'inizio, ma riscuotono somme private assumendo una responsabilità fiscale in proprio, analogamente a quanto avviene per i gestori delle strutture ricettive con l'imposta di soggiorno. Di conseguenza, la Corte dei conti non ha il potere di giudicare su questi adempimenti.
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Responsabilità solidale del notaio: no alle tasse del trust
Un notaio ha registrato un atto di assegnazione dei beni residui di un trust al beneficiario (coincidente con il disponente), applicando l'imposta fissa di registro. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di liquidazione chiedendo l'imposta proporzionale di donazione all'8% direttamente al notaio. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto impositivo, stabilendo che la responsabilità solidale del notaio non si estende alle imposte complementari. Queste ultime derivano da complesse interpretazioni giuridiche o accertamenti extratestuali, come nel caso della tassazione del trust. Il notaio risponde solo dell'imposta principale, ossia quella determinabile immediatamente dal testo dell'atto, senza necessità di valutazioni interpretative complesse.
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Imposta di registro e responsabilità del notaio: paga il cliente
Una società acquista un immobile e versa le somme per le imposte di registro, ipotecaria e catastale al notaio. Il professionista, tuttavia, non versa il denaro allo Stato. L'Agenzia delle Entrate notifica quindi un avviso di liquidazione alla società acquirente. I giudici di merito annullano l'atto, ritenendo che il Fisco debba rivalersi sul Fondo di garanzia dei notai. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, accogliendo il ricorso dell'ufficio finanziario. I giudici chiariscono che l'imposta di registro e responsabilità del notaio non escludono il vincolo di solidarietà delle parti contraenti. Il rapporto tra cliente e notaio è di natura privata e fiduciaria; pertanto, l'inadempimento del professionista non cancella l'obbligo fiscale dell'acquirente, che resta il debitore principale verso l'Erario.
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Tassazione Atti Enunciati: Notaio Paga Tasse per Atti Altrui
La Corte di Cassazione ha stabilito che il notaio è responsabile in solido con le parti per il pagamento dell'imposta di registro su accordi non registrati, se questi vengono menzionati in un atto da lui rogato. Il caso riguardava un verbale di assemblea per un aumento di capitale che enunciava un precedente finanziamento di un socio e la sua parziale rinuncia al credito. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'imposta al notaio. La Corte ha confermato la legittimità della Tassazione atti enunciati, qualificando l'imposta come 'principale' e quindi rientrante nella responsabilità solidale del pubblico ufficiale. La decisione chiarisce che il notaio deve garantire il pagamento anche per questi atti collegati.
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Imposta di soggiorno non versata: da reato di peculato a sanzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omesso versamento imposta di soggiorno da parte del gestore di una struttura ricettiva non costituisce più reato di peculato. In passato, il gestore era considerato un 'agente contabile' che riscuoteva denaro per conto del Comune. Una recente modifica legislativa, con valore retroattivo, ha cambiato la sua qualifica in 'responsabile d'imposta'. Di conseguenza, il mancato versamento delle somme non è più un'appropriazione di denaro pubblico, ma un inadempimento fiscale. Il fatto è stato quindi depenalizzato e ora comporta solo sanzioni amministrative. La condanna penale del gestore è stata annullata in via definitiva.
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Atto menzionato, tassa dovuta: il notaio paga? La Cassazione frena
La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità solidale del notaio per il pagamento dell'imposta di registro su un atto non rogato da lui, ma semplicemente menzionato ('enunciato') in un contratto che ha redatto. Un notaio aveva stipulato un contratto di affitto d'azienda in cui si faceva riferimento a un precedente finanziamento tra le società coinvolte. L'Agenzia delle Entrate ha chiesto al notaio di pagare l'imposta anche su quel finanziamento. A causa di sentenze contrastanti sulla reale estensione di tale responsabilità, la Corte ha deciso di non decidere. Ha invece sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite, che dovranno stabilire una volta per tutte i limiti di questo obbligo fiscale per i notai.
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Obbligazione solidale notaio: paghi a lui, ma il Fisco vince
Dei contribuenti ricevono un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su una donazione, nonostante avessero già versato la somma al notaio rogante. Il professionista, però, non aveva pagato il Fisco. La Cassazione chiarisce il principio dell'obbligazione solidale notaio: il notaio è un 'responsabile d'imposta' e la sua responsabilità si aggiunge, non sostituisce, quella del contribuente. Pertanto, il pagamento fatto al notaio non libera il cittadino dal suo debito verso l'Erario. I contribuenti perdono il ricorso e sono tenuti a pagare nuovamente l'imposta, salvo potersi poi rivalere sul notaio inadempiente.
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