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Resistenza

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale a carico di un imputato che aveva presentato ricorso contro la sentenza d'appello. Il ricorrente lamentava il rigetto del giudizio abbreviato condizionato e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici e non confutavano le specifiche argomentazioni dei giudici di merito, i quali avevano correttamente evidenziato l'incompatibilità della richiesta probatoria con l'economia processuale e l'assenza di elementi positivi per la riduzione della pena.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, rigettando il ricorso di un cittadino che contestava la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta di guida pericolosa, attuata per sfuggire al controllo, ha messo a repentaglio l'incolumità pubblica e degli agenti, escludendo così i presupposti dell'art. 131-bis c.p. Inoltre, sono stati confermati il giudizio di recidiva e il bilanciamento delle attenuanti generiche, rendendo il ricorso inammissibile.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente contestava il trattamento sanzionatorio, richiedendo l'applicazione di attenuanti generiche più favorevoli. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che tali attenuanti erano già state concesse in regime di equivalenza con la recidiva. I motivi di ricorso sono stati giudicati generici e aspecifici, in quanto non si confrontavano con la logica motivazionale della sentenza di appello, portando alla conferma della condanna e al pagamento delle spese processuali.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale a carico di due imputati, dichiarando i loro ricorsi inammissibili. I ricorrenti avevano tentato di sollecitare una rilettura degli elementi probatori e avevano invocato l'esimente della legittima difesa, argomenti già ampiamente vagliati e respinti nei gradi di merito. La Suprema Corte ha ribadito che non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione: il termine non era ancora decorso al momento della sentenza d'appello, considerando anche i periodi di sospensione legati all'emergenza Covid. L'inammissibilità del ricorso ha infine impedito di rilevare eventuali prescrizioni maturate successivamente alla pronuncia di secondo grado.
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Recidiva e inammissibilità del ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La contestazione principale riguardava la mancata esclusione della **Recidiva**. I giudici di legittimità hanno stabilito che i motivi di ricorso erano aspecifici, in quanto non confutavano la logica coerente della sentenza di appello. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. Il ricorrente aveva invocato l'incapacità di intendere e volere dovuta a uno stato di ubriachezza abituale, ma i giudici hanno ribadito che tale condizione non incide sull'imputabilità. Inoltre, è stata respinta la richiesta di applicazione di una causa di giustificazione mai sollevata nei precedenti gradi di giudizio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, dichiarando inammissibile il ricorso di un cittadino che si era opposto a un controllo di polizia. L'imputato invocava l'esimente della reazione ad atti arbitrari, ma i giudici hanno stabilito che l'intervento per rumori molesti era un atto doveroso e legittimo, escludendo ogni profilo di arbitrarietà nella condotta degli agenti.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e contestava il bilanciamento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha stabilito che la presenza di lesioni fisiche e danni materiali all'auto di servizio esclude la possibilità di considerare il fatto di lieve entità, confermando la correttezza della decisione dei giudici di merito.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti perizia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale a carico di un imputato che aveva richiesto, senza successo, una perizia psichiatrica. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la richiesta di rinnovo dell'istruttoria non è proponibile in sede di legittimità se il giudice di merito ha fornito una motivazione logica e corretta. La Corte ha inoltre evidenziato che la scelta del rito abbreviato secco limita l'acquisizione di nuove prove e che le doglianze sull'elemento soggettivo erano troppo generiche.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente contestava la valutazione delle prove e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno stabilito che le doglianze sulla pena erano inammissibili perché non sollevate in appello e che il ricorso era genericamente volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Recidiva e ricorso generico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il fulcro della contestazione riguardava l'applicazione della Recidiva, ma il motivo di ricorso è stato giudicato troppo generico. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorrente non ha mosso critiche specifiche alle motivazioni della sentenza d'appello, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso in Cassazione penale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di lieve entità. La decisione evidenzia come l'impugnazione fosse basata su motivi generici, privi di un reale confronto con la motivazione della sentenza d'appello. Il ricorrente mirava a ottenere una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, oltre al rigetto, è scattata la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato da un soggetto condannato per spaccio di lieve entità, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi proposti erano eccessivamente generici e non si confrontavano con le argomentazioni della sentenza d'appello. Il ricorrente ha tentato impropriamente di ottenere una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità, determinando così il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali volontarie. Il ricorrente contestava esclusivamente la determinazione della pena, ma il motivo è stato giudicato generico. La Suprema Corte ha rilevato che la difesa non si è confrontata con le motivazioni della sentenza d'appello, la quale aveva già applicato la sanzione nel minimo edittale previsto dalla legge.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio a carico di tre soggetti. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili poiché le contestazioni relative all'oltraggio non erano state sollevate nel precedente grado di appello, risultando quindi precluse. Per quanto riguarda la resistenza a pubblico ufficiale, le doglianze sono state ritenute troppo generiche e finalizzate a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita nel giudizio di legittimità.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reato di evasione e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione sottolinea come i motivi di impugnazione fossero generici e non si confrontassero con le motivazioni della sentenza d'appello. Oltre alla conferma della responsabilità penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: minacce via WhatsApp
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della misura cautelare per il reato di resistenza a pubblico ufficiale a carico di un soggetto che aveva inviato minacce via WhatsApp a un ufficiale di polizia. L'indagato, consapevole di essere intercettato tramite un captatore informatico, ha utilizzato una chat per intimidire il militare impegnato in indagini a suo carico. La Suprema Corte ha chiarito che la competenza territoriale si radica nel luogo in cui il pubblico ufficiale percepisce la minaccia e che le intercettazioni provenienti da altri procedimenti sono pienamente utilizzabili se costituiscono il corpo del reato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello contestando il trattamento sanzionatorio, ma i motivi sono stati giudicati generici e volti a una inammissibile rivalutazione dei fatti. La Suprema Corte ha confermato la congruità della pena, motivata dai giudici di merito attraverso l'analisi della condotta aggressiva, dei precedenti penali e del comportamento post-delittuoso dell'imputato.
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Resistenza a pubblico ufficiale e identificazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale a carico di un individuo che si era opposto alle operazioni di identificazione. Il ricorrente sosteneva che l'atto d'ufficio fosse già concluso, ma i giudici hanno chiarito che l'identificazione formale è un processo distinto dal semplice riconoscimento visivo e che la condotta oppositiva durante il controllo configura il reato. È stata inoltre confermata l'esclusione delle attenuanti generiche a causa della gravità dei precedenti penali del soggetto.
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Resistenza a pubblico ufficiale: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un soggetto che aveva aggredito gli agenti durante un arresto per furto. L'imputato aveva sferrato calci e pugni, compiendo anche atti autolesionistici. La Suprema Corte ha stabilito che tali gesti non escludono la punibilità e che le contestazioni sui fatti non sono ammissibili in sede di legittimità, confermando inoltre l'applicazione della recidiva per la pericolosità sociale dimostrata.
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