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Resistenza Passiva

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111 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Resistenza passiva: quando è reato per la Cassazione
Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sua fosse una mera resistenza passiva. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che azioni come spinte e prese alle gambe degli agenti costituiscono una resistenza violenta e quindi penalmente rilevante. La decisione ribadisce che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Resistenza passiva: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva che la sua fosse mera resistenza passiva, ma la Corte ha ritenuto il ricorso generico e riproduttivo di censure già esaminate, confermando la valutazione della corte d'appello che aveva accertato l'uso di violenza e la volontà di ostacolare l'attività del pubblico ufficiale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto i motivi dell'imputato, basati su una presunta resistenza passiva, sulla richiesta di riqualificazione del reato e sulla contestazione della pena, come meramente ripetitivi, manifestamente infondati e aspecifici. Di conseguenza, la condanna è stata confermata con l'aggiunta delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è respinto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché basato su motivi che ripetevano argomentazioni già valutate e respinte in appello, introducevano censure non sollevate in precedenza e criticavano in modo infondato il trattamento sanzionatorio. La decisione sottolinea che la fuga dell'imputato non era mera resistenza passiva, ma una condotta pericolosa. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, chiarendo che divincolarsi o strattonare per fuggire a un arresto non è mera resistenza passiva, ma un uso attivo della forza. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che tale condotta è finalizzata a neutralizzare l'azione dell'agente e integra pienamente il delitto ex art. 337 c.p., distinguendolo da semplici minacce o ingiurie.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre individui condannati per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha chiarito che divincolarsi con forza per sfuggire all'arresto non è 'resistenza passiva', ma integra il reato, confermando la condanna e negando le attenuanti generiche a causa dei precedenti penali e della mancanza di pentimento.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che per commettere il reato è sufficiente usare violenza, come divincolarsi e tirare calci, per opporsi a un atto d'ufficio, anche se non si riesce a impedirlo. Tale condotta non è una semplice 'resistenza passiva' e giustifica la condanna.
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Resistenza passiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza. La difesa sosteneva si trattasse di mera resistenza passiva, ma i giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso troppo generici e infondati rispetto alla dettagliata ricostruzione dei fatti del giudice di merito, che aveva evidenziato la natura violenta della condotta. Di conseguenza, l'appello è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza passiva: la fuga in auto è reato?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra resistenza passiva e resistenza a pubblico ufficiale. Il caso riguardava un automobilista che, dopo l'alt delle forze dell'ordine, si dava alla fuga, innescando un pericoloso inseguimento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale condotta non può essere considerata resistenza passiva, ma integra pienamente il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La decisione ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dell'aggressività della condotta e di un precedente penale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a causa della genericità e aspecificità dei motivi proposti. L'imputato, condannato per condotta intimidatoria volta a ostacolare un'ispezione, non è riuscito a contestare efficacemente la motivazione della Corte d'Appello che escludeva la mera resistenza passiva. La decisione sottolinea i requisiti di specificità necessari per un ricorso e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze dell'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Resistenza passiva: quando divincolarsi è reato
La Corte di Cassazione affronta il tema della resistenza passiva durante una manifestazione. In un caso con due imputate, chiarisce che divincolarsi e dimenarsi per sottrarsi a un fermo non è resistenza passiva, ma integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza di una delle imputate è stata annullata per un vizio procedurale, ossia una discordanza tra il dispositivo letto in udienza e la motivazione scritta, con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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