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Resistenza Passiva

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111 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Resistenza passiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che invocava la configurabilità della resistenza passiva per escludere la propria responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno rilevato che il ricorso si limitava a riproporre censure già ampiamente analizzate e respinte dalla Corte d'Appello con motivazioni corrette e lineari. La Suprema Corte ha ribadito che la mera riproposizione di argomenti già disattesi nel merito non soddisfa i requisiti di specificità necessari per il vaglio di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida al reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un imputato che aveva tentato la fuga durante l'esecuzione di una misura cautelare. La sentenza chiarisce che il tentativo di sottrarsi fisicamente all'autorità, imponendo un'immobilizzazione forzata, non rientra nella resistenza passiva ma integra il reato previsto dall'art. 337 del codice penale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: fuga in auto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un imputato che, per sottrarsi a un controllo, si era dato alla fuga in auto con manovre spericolate e ad alta velocità. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che una simile condotta non costituisce mera 'resistenza passiva', ma una forma di violenza o minaccia idonea a ostacolare l'attività dei pubblici ufficiali, mettendo a repentaglio l'incolumità pubblica. La sentenza chiarisce che il criterio distintivo risiede nella pericolosità della fuga.
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Resistenza passiva: spintonare è violenza?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della resistenza passiva. Con l'ordinanza n. 42917/2023, ha stabilito che spintonare un pubblico ufficiale per divincolarsi non è resistenza passiva, ma un atto di violenza che integra il reato di resistenza. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché la sua difesa si basava su una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza 21977/2023, ha confermato la condanna per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il caso riguardava un uomo che, dopo aver deciso di non vaccinarsi, ha reagito con violenza e minacce contro una guardia giurata e i carabinieri intervenuti per identificarlo. La Corte ha stabilito che l'uso di violenza, anche se motivato da uno stato di agitazione, integra pienamente il reato di resistenza a pubblico ufficiale, escludendo l'ipotesi di una mera resistenza passiva.
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Resistenza passiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente sosteneva si trattasse di resistenza passiva, ma i giudici hanno stabilito che tentare di riesaminare i fatti, come la dinamica di uno spintone, non è consentito in sede di legittimità. L'inammissibilità ha comportato la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: resistenza e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva una mera resistenza passiva, ma i giudici hanno confermato la condotta violenta volta a impedire il sequestro di stupefacenti. Il ricorso è stato giudicato generico e non specifico rispetto alle motivazioni della sentenza d'appello, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza passiva: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha chiarito che il comportamento, caratterizzato da frasi minacciose e un atteggiamento di aperta sfida, non può essere considerato semplice resistenza passiva, ma integra pienamente il reato previsto dall'art. 337 c.p., confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32832/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che proferire plurime minacce nei confronti delle forze dell'ordine non costituisce una mera resistenza passiva, ma integra pienamente gli estremi del reato, confermando la condanna e sanzionando il ricorso con una multa.
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Calcolo pena continuazione: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34277/2024, ha annullato una condanna per un errato calcolo pena continuazione. La Corte ha stabilito che, in caso di reati puniti con sanzioni di genere diverso (detentive e pecuniarie), l'aumento per il reato satellite deve rispettare la natura della pena prevista per quest'ultimo. Inoltre, ha ribadito che la pena complessiva non può mai superare il triplo di quella prevista per il reato più grave.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due detenuti condannati per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che incendiare materassi e minacciare autolesionismo per impedire agli agenti di entrare in cella non è 'resistenza passiva', ma un reato a tutti gli effetti, poiché la violenza era strumentale a ostacolare un atto d'ufficio.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga in auto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che la fuga in auto, attuata con una guida imprudente per eludere un controllo di polizia, non può essere considerata mera resistenza passiva, ma una condotta attiva che integra pienamente il reato.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è attiva?
Un automobilista ricorre in Cassazione contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo che la sua fosse solo una condotta passiva. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non fermarsi all'alt, costringere un agente all'inseguimento e strattonarlo costituiscono una resistenza attiva e non mere doglianze. La condanna è stata confermata, insieme al pagamento delle spese e di un'ammenda, sottolineando come la condotta aggressiva mirasse a nascondere la mancanza di assicurazione del veicolo.
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Resistenza passiva: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva si trattasse di resistenza passiva, ma la Corte ha confermato che opporsi con violenza e riottosità alla notifica di un'ordinanza di custodia cautelare integra il reato previsto dall'art. 337 c.p. La decisione sottolinea che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti, ma solo per questioni di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è attiva?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Spintonare e ferire un agente prima di fuggire non è resistenza passiva, ma una condotta violenta che integra pienamente il reato.
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Resistenza passiva: quando non esclude il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che le motivazioni della Corte d'Appello erano logiche e coerenti, escludendo la configurabilità di una mera 'resistenza passiva'. La sentenza ha inoltre confermato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestare la qualificazione giuridica del fatto, precludendo un successivo ricorso per cassazione, salvo il caso di pena illegale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
Un detenuto, dopo un colloquio telefonico, tentava di aggredire una guardia carceraria. Condannato per tentata resistenza a pubblico ufficiale nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo si trattasse di mera resistenza passiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto generico e volto a una non consentita rivalutazione dei fatti, confermando la condanna.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici, in quanto mere ripetizioni di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha ribadito che manovre pericolose come zigzagare nel traffico e guidare contromano costituiscono una forma attiva di resistenza, non passiva.
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Resistenza passiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva si trattasse di mera resistenza passiva, ma la Corte ha rigettato il ricorso in quanto semplice riproposizione di motivi già esaminati e respinti in appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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