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Resistenza A Pubblico Ufficiale — Anno 2025

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138 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Resistenza A Pubblico Ufficiale

Provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga è reato
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La sua fuga in auto per eludere un controllo, mettendo a rischio la sicurezza pubblica, è stata considerata una condotta che integra pienamente il reato, non una semplice violazione del codice della strada.
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Ricorso inammissibile per droga e resistenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di eroina e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati ritenuti una mera riproposizione di argomentazioni già respinte in appello e manifestamente infondati, confermando così la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero una mera riproposizione di argomentazioni già respinte in appello e che la negazione delle attenuanti generiche fosse giustificata dai precedenti penali specifici del ricorrente. La decisione conferma che la condotta violenta, anche se consistente in spintonamenti, è sufficiente per configurare il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
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Ricorso inammissibile: genericità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità assoluta del motivo d'appello, che non contesta specificamente le motivazioni della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3000 euro.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando inizia l’atto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ribadisce che il reato si configura non solo durante l'atto d'ufficio, ma anche nelle fasi immediatamente precedenti e successive, se funzionalmente collegate. Il tentativo di ottenere un riesame delle prove è stato respinto in quanto estraneo al giudizio di legittimità.
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Resistenza a pubblico ufficiale: minaccia e pena
La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un individuo che, dopo un incidente stradale, si è rifiutato di fornire i documenti, si è divincolato per non salire sull'auto di servizio e ha minacciato un carabiniere. La Corte ha ritenuto che tale condotta, comprensiva di minaccia verbale e opposizione fisica, integri pienamente il reato, distinguendolo dalla mera disubbidienza. È stato inoltre chiarito che il reato di rifiuto di generalità non viene assorbito da quello di resistenza.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la complicità
La Corte di Cassazione conferma le condanne per il reato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata a carico di alcuni tifosi per gli scontri avvenuti durante una partita di calcio. La sentenza chiarisce che la partecipazione a un'azione collettiva violenta, anche senza compiere materialmente l'atto di aggressione, può integrare la complicità morale nel reato. La Corte ribadisce inoltre la piena validità probatoria delle copie di filmati video, considerate prova documentale a tutti gli effetti, e precisa i confini procedurali per la modifica del capo d'imputazione durante il processo.
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Ricettazione carta di credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di una carta di credito e resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza conferma che il reato di ricettazione carta di credito si perfeziona con la sola ricezione del bene, a prescindere dal fatto che la carta sia stata bloccata e non possa quindi generare un danno economico. Di conseguenza, è stata negata anche l'attenuante della particolare tenuità del fatto.
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Rapina impropria: quando il furto diventa rapina
Un individuo, dopo un furto, ha usato violenza contro le forze dell'ordine per fuggire con la refurtiva. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria e resistenza, dichiarando inammissibile il ricorso. La Corte ha sottolineato che il breve lasso di tempo tra il furto e la violenza è decisivo per qualificare il reato come rapina impropria, poiché la violenza era finalizzata a garantirsi il possesso del bene sottratto.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
Due gestori di un bar si oppongono a un controllo di sicurezza prima di un concerto, aggredendo un maresciallo. La Cassazione conferma la loro condanna per resistenza a pubblico ufficiale, escludendo la legittima reazione a un atto arbitrario, poiché le operazioni erano state disposte per la sicurezza pubblica. La Corte ha ritenuto le azioni degli agenti pienamente legittime.
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Particolare tenuità del fatto: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, stabilendo che il giudice d'appello, nel riformare un'assoluzione, deve sempre valutare l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il caso riguardava un giovane che, durante un controllo, aveva reagito con violenza contro i militari. La Cassazione ha ritenuto fondato il motivo di ricorso su questo punto, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto si limitava a riproporre censure già respinte e a offrire una lettura alternativa dei fatti, smentita dalla ricostruzione della sentenza impugnata che evidenziava le pericolose manovre di guida a rischio dell'incolumità pubblica.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati generici, manifestamente infondati e una mera riproposizione di argomentazioni già respinte. La Corte ha confermato la corretta valutazione dei fatti, delle lesioni subite dall'agente e della recidiva dell'imputato, condannandolo al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Appello inammissibile: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile perché i motivi addotti erano troppo generici. L'imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, nel suo atto di appello aveva omesso di contestare fatti cruciali, come il tentativo di colpire un agente, rendendo l'impugnazione non specifica e quindi inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
Un soggetto condannato per resistenza a pubblico ufficiale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di aver agito per una causa di giustificazione putativa, ossia la convinzione erronea di subire un atto arbitrario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte. È stato chiarito che il controllo delle condizioni di salute di una persona in sciopero della fame non costituisce un atto arbitrario che giustifichi una reazione violenta. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della valutazione sulla recidiva.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza introdurre nuovi elementi di diritto. La condanna è stata quindi confermata, comprese le aggravanti della recidiva e della minaccia, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati giudicati meramente ripetitivi di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La condanna è stata confermata sulla base della condotta oppositiva e autolesionistica dell'imputato, che aveva ferito un operante. Anche il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto giustificato dai precedenti specifici dell'imputato e dalle modalità del fatto.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 590/2025, ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale a carico di tre manifestanti. La Corte ha stabilito che partecipare attivamente a un'azione collettiva di scontro con le forze dell'ordine, anche senza compiere personalmente atti di violenza, integra il reato. È stato ritenuto sufficiente 'fronteggiare' la polizia in prima fila per configurare una condotta penalmente rilevante, rafforzando l'azione del gruppo. La sentenza ha inoltre validato l'identificazione degli imputati basata sulle testimonianze degli agenti che li avevano riconosciuti tramite video e fotografie.
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