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Residenza Fiscale Estero

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Residenza Fiscale Estero: Cassazione sul Rimborso IRPEF
Una contribuente, residente in Portogallo, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione italiana, in base alla convenzione contro la doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per la residenza fiscale estero è sufficiente dimostrare l'assoggettamento potenziale al sistema fiscale del paese straniero, senza necessità di provare l'effettivo pagamento delle imposte.
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Residenza fiscale estero: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10279/2024, ha stabilito che l'iscrizione all'AIRE non è sufficiente per provare la residenza fiscale estero. Il Fisco può legittimamente disconoscere un credito d'imposta tramite controllo automatizzato se dalle dichiarazioni non emergono prove concrete del trasferimento. L'onere di dimostrare l'effettivo spostamento del centro degli interessi vitali spetta interamente al contribuente.
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Residenza fiscale estero: la convenzione prevale
Un pensionato con residenza fiscale estero, specificamente nel Regno Unito, ha richiesto il rimborso di tasse pagate in Italia. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso basandosi sulla sua iscrizione formale nell'anagrafe italiana. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che le convenzioni internazionali prevalgono sulla legge nazionale. Il caso è stato rinviato per valutare la residenza effettiva del contribuente secondo i criteri sostanziali del trattato, superando il dato puramente formale dell'iscrizione anagrafica.
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Residenza fiscale estero: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un cittadino italiano, pur lavorando all'estero per oltre 183 giorni, resta soggetto a tassazione in Italia se mantiene qui il proprio domicilio, inteso come centro degli interessi familiari ed economici. La sentenza chiarisce che la convenzione contro le doppie imposizioni con il Kazakhstan prevede una tassazione concorrente e non esclusiva. Pertanto, il reddito estero deve essere dichiarato in Italia, con diritto al credito per le imposte già pagate all'estero.
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Residenza fiscale estero: quando paghi le tasse in Italia
La Corte di Cassazione conferma che per stabilire la residenza fiscale, la registrazione formale all'estero è irrilevante se il 'centro degli interessi vitali' si trova in Italia. Il caso riguarda un cittadino con residenza fiscale estero (in Svizzera) condannato per reati fiscali in Italia. La Corte ha ritenuto inammissibile il suo ricorso basandosi su prove oggettive come la dimora abituale, le attività economiche e la prolungata presenza fisica sul territorio italiano, che dimostravano come l'Italia fosse il vero fulcro della sua vita personale e professionale.
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Residenza fiscale estero: la convenzione prevale
Un professionista con centro degli interessi in Spagna ma iscritto all'anagrafe italiana si è visto negare un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare la residenza fiscale estero, le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni prevalgono sulla normativa nazionale. Pertanto, il criterio formale dell'iscrizione anagrafica cede il passo a quello sostanziale del 'centro degli interessi vitali' situato all'estero, accogliendo il ricorso del contribuente.
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