La Corte di Cassazione ha stabilito che un cittadino italiano, pur lavorando all'estero per oltre 183 giorni, resta soggetto a tassazione in Italia se mantiene qui il proprio domicilio, inteso come centro degli interessi familiari ed economici. La sentenza chiarisce che la convenzione contro le doppie imposizioni con il Kazakhstan prevede una tassazione concorrente e non esclusiva. Pertanto, il reddito estero deve essere dichiarato in Italia, con diritto al credito per le imposte già pagate all'estero.
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