La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14915/2024, ha rigettato i ricorsi di due amministratori condannati per bancarotta fraudolenta e reati fiscali. La Corte ha stabilito che difese generiche, come sostenere che i fondi distratti fossero compensi non provati o di agire come mera "testa di legno", sono inammissibili. Viene confermata la piena responsabilità dell'amministratore, anche di diritto, e la correttezza del calcolo della prescrizione, inclusa la sospensione per l'emergenza Covid-19.
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