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Remissione Di Querela — Anno 2026

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150 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Remissione Di Querela

Provvedimenti

Udienza segreta e condanna: scatta la nullità della sentenza
L'Imputata era stata condannata per truffa aggravata. Durante il processo d'appello, la Corte d'appello aveva disposto il rinvio dell'udienza accogliendo una richiesta congiunta delle parti, ordinando la comunicazione della nuova data ai soggetti non presenti. Tuttavia, tale comunicazione non è mai stata notificata alla difesa. L'udienza si è svolta in assenza delle parti, concludendosi con la conferma della condanna. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputata, dichiarando la nullità della sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa notifica del rinvio lede il diritto di difesa, impedendo di documentare i risarcimenti in corso per ottenere sconti di pena. Di conseguenza, la condanna è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi a un'altra sezione della Corte d'appello per un nuovo giudizio.
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Reato di ricettazione: condannato anche se risarcisce la truffa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione a carico di un soggetto che aveva ricevuto un assegno smarrito. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto e che il risarcimento del danno per una truffa collegata escludesse la condanna. I giudici hanno chiarito che il reato di ricettazione è autonomo rispetto alla truffa e si consuma nel momento dell'effettivo possesso del bene, collocato nel 2017 e non nel 2010. Di conseguenza, la prescrizione non era decorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la responsabilità penale dell'imputato e condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Allaccio abusivo all’acqua: chi risarcisce evita la condanna
Due soggetti vengono condannati per furto aggravato a causa di un allaccio abusivo all'acqua della rete pubblica. Uno dei due risarcisce il danno e la Provincia revoca la costituzione di parte civile nei suoi confronti. La Corte di Cassazione stabilisce che, a seguito della Riforma Cartabia, il reato è diventato procedibile a querela. La revoca della costituzione di parte civile equivale a una remissione della querela, rendendo il reato improcedibile. Per questo imputato la sentenza viene annullata senza rinvio. Al contrario, il ricorso del secondo imputato viene dichiarato inammissibile: la Corte ribadisce che l'allaccio abusivo all'acquedotto configura sempre il reato di furto e non un semplice illecito amministrativo, poiché l'acqua è già convogliata e offerta a pagamento.
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Uccisione di animali: reato confermato ma cade la minaccia
L'Imputato è stato condannato per il reato di uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) e minacce aggravate (art. 612 c.p.), dopo aver colpito mortalmente alla testa il cane di piccola taglia della Persona Offesa con un grosso bastone di legno e aver successivamente minacciato di morte le proprietarie dell'animale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso riguardante l'uccisione di animali, confermando la sussistenza del dolo generico desunto dalla violenza del colpo inferto, escludendo qualsiasi giustificazione legata alla difesa di un gatto randagio. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso limitatamente al reato di minaccia, dichiarato estinto per intervenuta remissione di querela accettata dall'Imputato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rideterminato la pena finale in dieci mesi di reclusione, eliminando la quota di aumento precedentemente applicata per il reato estinto.
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Remissione di querela: il furto si estingue ma restano le spese
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto. Successivamente, la persona offesa ha formalizzato la propria volontà di rimettere la querela, accettata espressamente dall'Imputata. Trattandosi di un reato procedibile a querela di parte, la Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. L'Imputata è stata comunque condannata al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: addio condanna per furto in Cassazione
L'Imputato, condannato nei precedenti gradi di giudizio per furto aggravato dall'esposizione dei beni alla pubblica fede, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la vittima ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, se ritualmente accettata e presentata in pendenza del ricorso tempestivo, estingue il reato. Tale causa di estinzione prevale su eventuali inammissibilità del ricorso e cancella anche le statuizioni civili. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo a carico dell'Imputato solo le spese del procedimento.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese da pagare
Un cittadino, precedentemente condannato in sede di merito per il reato di minaccia, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la vittima ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione di legittimità, estingue definitivamente il reato. Tale estinzione prevale sulle cause di inammissibilità del ricorso e cancella anche le statuizioni civili di condanna al risarcimento. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: la condanna svanisce ma restano le spese
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di diffamazione aggravata. Durante la pendenza del ricorso davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputata stessa presso una stazione dei Carabinieri. La Suprema Corte ha rilevato che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva e ritualmente accettata, estingue il reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputata querelata, come previsto dalla legge.
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Remissione di querela: come cancella la condanna in Cassazione
L'Imputato, condannato nei precedenti gradi di giudizio per frode assicurativa, ha proposto ricorso per Cassazione. Il ricorso mirava esclusivamente a far valere la remissione di querela, regolarmente accettata, avvenuta dopo la sentenza d'appello ma prima della scadenza dei termini per l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che la remissione di querela estingue il reato anche in questa fase. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del processo a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
L'Imputata era stata condannata per il reato di lesioni personali colpose. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'imputata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato, prevalendo anche su eventuali profili di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, revocando sia le statuizioni civili sia la sospensione della patente di guida, e ha rimesso gli atti al Prefetto per le valutazioni di sua competenza in merito alla sanzione amministrativa.
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Remissione tacita di querela: il silenzio della vittima salva il ladro
Il Ricorrente era stato condannato per il furto di concime ai danni di un consorzio di bonifica. Nel frattempo, in un processo separato contro un complice, la vittima non si era presentata a testimoniare, determinando una remissione tacita di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che la remissione tacita di querela si estende automaticamente a tutti i coimputati che non l'abbiano espressamente rifiutata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna, dichiarando il reato estinto. L'imputato ottiene così la cancellazione della condanna, pur dovendo pagare le spese del procedimento come previsto dalla legge in caso di remissione.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
Tre imputati, condannati nei precedenti gradi di giudizio per furto aggravato, hanno proposto ricorso per Cassazione contestando la regolarità delle notifiche. Prima dell'udienza, il loro difensore ha depositato gli atti con cui le persone offese hanno manifestato la volontà di revocare la denuncia. La Suprema Corte ha preso atto di questa decisione, dichiarando l'estinzione dei reati per remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna della Corte d'appello, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati stessi, come previsto dalla legge in caso di accettazione della revoca.
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Frode informatica: prestare la carta costa la condanna
Un uomo ha ceduto le proprie carte prepagate e il proprio conto corrente a un complice in cambio di denaro. Il complice ha utilizzato questi strumenti per incassare i proventi di truffe online e di una frode informatica ai danni di un'azienda e di privati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'uomo per concorso in frode informatica. I giudici hanno stabilito che mettere a disposizione conti e carte, senza bloccarli o denunciare anomalie, costituisce un contributo consapevole al reato. Non rileva il fatto che l'imputato non abbia materialmente violato i sistemi informatici o intascato direttamente i profitti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Remissione di querela: l’ex direttore in pensione non può revocarla
Un uomo, condannato per furto all'interno di un negozio, ha proposto ricorso sostenendo che l'ex direttore del punto vendita avesse rinunciato alla punizione durante un'udienza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il direttore, essendo andato in pensione, non aveva più il potere di effettuare la remissione di querela per conto dell'attività commerciale. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che la frase pronunciata dall'ex dipendente non costituiva una chiara e inequivocabile volontà di rinunciare all'azione penale. Di conseguenza, la condanna per furto è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: stop al processo ma spese agli imputati
Tre imputati hanno proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di condanna della Corte d'appello. Durante il giudizio di legittimità, la persona offesa ha presentato una formale remissione di querela, che è stata regolarmente accettata dai ricorrenti. La Suprema Corte ha rilevato la presenza di tutti i requisiti di legge per l'estinzione del reato. Di conseguenza, i giudici hanno disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Le spese del procedimento penale sono state poste a carico degli imputati querelati, come previsto dalla legge processuale.
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Remissione di querela: stop alla condanna per truffa contrattuale
Due soggetti erano stati condannati nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa contrattuale in concorso. Gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione evidenziando l'avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi, stabilendo che la remissione di querela, accettata formalmente tramite procuratore speciale, determina l'estinzione del reato ai sensi dell'articolo 150 del codice penale. I giudici hanno chiarito che l'effetto estintivo della remissione si estende automaticamente a tutti i soggetti che hanno concorso nel reato, anche se la revoca è stata indirizzata formalmente verso uno solo di essi. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dei querelati.
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Truffa telematica: la remissione di querela cancella la condanna
L'Imputato era accusato di truffa telematica consumata e tentata, aggravata dalla minorata difesa, per aver venduto beni a distanza ingannando le vittime, e di sostituzione di persona per aver usato un falso nome e documenti altrui. Dopo l'entrata in vigore della riforma che qualifica la truffa a distanza come reato procedibile a querela, la vittima ha revocato la denuncia. La Corte di Cassazione ha chiarito che la remissione della querela estingue i reati di truffa, applicando la legge sopravvenuta più favorevole. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna per le truffe, confermando però la responsabilità per la sostituzione di persona e rinviando alla Corte d'appello solo per rideterminare la pena residua.
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Remissione di querela: come cancella la condanna per furto
L'Imputato era stato condannato per tre furti pluriaggravati. Successivamente alla sentenza d'appello, le vittime hanno deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso in Cassazione per far valere la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che è possibile ricorrere al solo fine di depositare la revoca della querela intervenuta dopo la condanna ma prima della scadenza dei termini di impugnazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato, in mancanza di un accordo diverso con le vittime.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per furto. Tuttavia, prima della scadenza del termine per presentare il ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha effettuato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è pienamente ammissibile anche se proposto al solo scopo di far valere la remissione di querela avvenuta dopo la sentenza d'appello. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Le spese del processo sono state poste a carico dell'Imputato, in assenza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per furto viene cancellata
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per il reato di furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo effetto prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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