La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti che lamentava la configurazione di un atto abnorme. Il giudice di primo grado aveva disposto la rinnovazione della notifica del decreto di giudizio immediato per tradurlo nella lingua madre dell'imputato, nonostante quest'ultimo avesse già richiesto il rito abbreviato. La Suprema Corte ha stabilito che tale regressione procedurale, pur essendo irrituale, non costituisce un atto abnorme poiché non ha determinato una stasi del procedimento né ha impedito alla difesa di reiterare la richiesta di rito speciale. Inoltre, è stata confermata la non retroattività della disciplina sull'improcedibilità per i reati commessi prima del 2020.
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