La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'azienda italiana a cui l'Agenzia delle Entrate contestava delle Cessioni intracomunitarie fittizie. L'azienda sosteneva di aver venduto merce a una società britannica e di aver agito in buona fede, fidandosi di un intermediario. Tuttavia, l'amministrazione fiscale, grazie a un report delle autorità inglesi, ha dimostrato che la società britannica non aveva mai ricevuto la merce né avuto rapporti con l'azienda italiana. La Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che la buona fede non è sufficiente. L'imprenditore ha l'obbligo di adottare tutte le misure ragionevoli per verificare la realtà dell'operazione e l'affidabilità del cliente, non potendo limitarsi a raccogliere documenti formali. La prova della fisica uscita della merce dal territorio nazionale è un requisito fondamentale e rigoroso.
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