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Reclamo

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1063 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cram-down fiscale: il diritto di opposizione è sacro
Una società chiede l'omologazione forzosa (cram-down fiscale) di un concordato preventivo nonostante il voto contrario dell'Agenzia delle Entrate. Il Tribunale omologa senza avviare una formale procedura di opposizione. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la mancata notifica al creditore dissenziente per consentirgli di opporsi formalmente viola il diritto al contraddittorio e causa la nullità assoluta del decreto di omologazione.
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Reclamo giudice delegato: 8 o 10 giorni? Analisi
La Corte di Cassazione esamina un caso cruciale sul termine per il reclamo al giudice delegato quando agisce in sostituzione del comitato dei creditori. Una banca si era opposta a un accordo che cancellava la sua ipoteca. La questione centrale è se applicare il termine di 8 giorni (atti del comitato) o 10 giorni (atti del giudice). Data l'incertezza e la rilevanza della questione, la Corte ha rinviato il caso a un'udienza pubblica per una decisione definitiva.
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Reclamo fallimentare: quando l’appello è tardivo
Una società propone ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha confermato la sua dichiarazione di fallimento. I motivi del ricorso, tra cui l'incompetenza territoriale del tribunale e l'omessa notifica, vengono rigettati. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando la tardività delle eccezioni procedurali, che dovevano essere sollevate nel primo grado di giudizio, e l'infondatezza delle altre censure. La decisione ribadisce l'importanza del rispetto dei termini perentori nel reclamo fallimentare.
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Accantonamento crediti tributari: è sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di accantonamento dei crediti tributari contestati in un concordato preventivo è inderogabile. La richiesta di una definizione agevolata da parte del debitore non implica una rinuncia al reclamo da parte dell'Amministrazione Finanziaria, né fa venir meno la necessità di mettere da parte le somme necessarie a garantire il pagamento di tali crediti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato l'opposizione dell'ente fiscale, ritenendo erroneamente che la procedura di definizione agevolata avesse superato le censure mosse. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Liquidazione Giudiziale: è legittima l’apertura?
La Corte d'Appello conferma l'apertura della Liquidazione Giudiziale nei confronti di una società cooperativa. L'appello presentato dagli eredi del liquidatore è stato respinto poiché, nonostante alcuni pagamenti parziali a un creditore, lo stato di insolvenza della società era palese a causa di un debito fiscale superiore a 1,5 milioni di euro. La Corte ha stabilito che un debito così ingente è un indicatore inequivocabile di insolvenza che giustifica la procedura.
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Competenza reclamo successioni: decide la Corte d’Appello
In una causa ereditaria, un erede ha reclamato un provvedimento del Giudice delle Successioni. Il Tribunale, prima di entrare nel merito, ha affrontato la questione della competenza reclamo successioni. Stabilendo, in linea con la Cassazione, che il reclamo contro i decreti emessi in camera di consiglio dal Tribunale, anche monocratico, spetta alla Corte d'Appello, ha dichiarato la propria incompetenza, applicando il principio della translatio iudicii per la prosecuzione del giudizio.
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Cessazione materia contendere: accordo e fine del processo
L'Ordinanza del 06.03.2025 (R.G. n. 61-1/2025) analizza un caso di reclamo contro un licenziamento per inidoneità alla mansione. Le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo, risolvendo ogni aspetto della lite. Di conseguenza, il Collegio ha dichiarato la cessazione materia del contendere, decidendo di non provvedere sull'istanza cautelare.
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Onere prova liquidazione giudiziale: chi deve provare
Una società ha impugnato la propria liquidazione giudiziale, sostenendo un difetto di notifica e la sua qualifica di "impresa minore". La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando la validità della notifica e ribadendo che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale, per quanto riguarda i requisiti dimensionali dell'impresa minore, ricade esclusivamente sul debitore. In assenza di tale prova, la liquidazione è stata confermata.
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Assegno mantenimento figlia maggiorenne: quando si riduce
La Corte d'Appello di Roma ha parzialmente riformato un decreto di primo grado, confermando la revoca dell'assegno divorzile per l'ex moglie, data la sua comprovata capacità lavorativa, ma modificando la decisione sull'assegno di mantenimento per la figlia maggiorenne. Pur lavorando, la figlia venticinquenne con un contratto part-time e precario non è stata ritenuta economicamente autonoma. Di conseguenza, la Corte ha disposto una riduzione dell'assegno paterno a 250,00 euro mensili, anziché la sua totale revoca, sottolineando che un'autonomia parziale o 'in divenire' non estingue l'obbligo di mantenimento.
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Nomina revisore legale: il decreto del Tribunale revocato
La Corte d'Appello di Trieste ha revocato un decreto del Tribunale che nominava un sindaco unico per una società. La decisione si basa sul fatto che la società, seppur in ritardo, aveva già provveduto autonomamente alla nomina del revisore legale prima che il provvedimento giudiziale diventasse definitivo. Questo caso sottolinea l'importanza dell'adempimento tempestivo degli obblighi societari per evitare l'intervento del Tribunale.
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Omologa concordato minore: quando va revocata?
La Corte d'Appello ha revocato l'omologa di un concordato minore perché il piano di rientro del debito era stato modificato in modo sostanziale senza essere sottoposto a una nuova votazione da parte dei creditori. La decisione sottolinea che qualsiasi modifica significativa, come l'aumento del debito totale e l'allungamento dei tempi di pagamento, richiede un nuovo consenso, a tutela del principio del contraddittorio e dei diritti del ceto creditorio.
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Errore materiale CTU: appello accolto, iscrizione ok
Un professionista si vede negata la conferma d'iscrizione all'albo CTU per un punteggio insufficiente, causato da un errore materiale nella compilazione della scheda di valutazione. La Corte d'Appello accoglie il reclamo, ritenendo irragionevole negare l'iscrizione per un errore facilmente emendabile e confermando che il requisito di competenza speciale è posseduto.
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Actio Interrogatoria: Termine per Accettare Eredità
Un'Amministrazione dello Stato ha richiesto una proroga del termine per accettare un'eredità, fissato tramite actio interrogatoria, lamentando la nullità della notifica. Il Tribunale di Milano ha respinto il reclamo, chiarendo che tale procedimento rientra nella giurisdizione volontaria e non può decidere questioni contenziose, che devono essere trattate in una causa separata. La decisione sottolinea i limiti procedurali dell'actio interrogatoria, il cui unico scopo è fissare un termine per l'accettazione.
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Sequestro conservativo: rigettato il reclamo sul credito
Il caso riguarda la richiesta di sequestro conservativo avanzata da un ricorrente per un credito derivante dalla mancata cointestazione di un immobile acquistato con fondi che lo includevano. Il Tribunale ha rigettato il reclamo, confermando il diniego del sequestro conservativo. Le motivazioni principali si basano sull'inammissibilità del sequestro su beni specifici e sulla mancata prova di un adeguato periculum in mora, nonostante la presunta cessione del credito da parte del debitore e la presenza di altri coobbligati.
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Legittimazione attiva creditore: prova e cessione
Un debitore si oppone a un'esecuzione forzata, contestando la legittimazione attiva del creditore per mancata prova della cessione del credito. Il giudice di primo grado sospende la procedura. In sede di reclamo, il Tribunale di Pescara ribalta la decisione, affermando che la prova della cessione può essere fornita con ogni mezzo, anche presuntivo. La combinazione di avviso in Gazzetta Ufficiale, dichiarazione del cedente e possesso del titolo è stata ritenuta sufficiente per dimostrare la titolarità del credito e quindi la legittimazione attiva del creditore.
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Compensazione spese legali: il dovere di comunicazione
Una società fa causa alla propria banca per il blocco ingiustificato del conto. Sebbene la banca avesse già risolto il problema prima del ricorso, non aveva informato la cliente. Il Tribunale, in sede di reclamo, ha stabilito la compensazione spese legali, attribuendo alla banca la responsabilità del contenzioso a causa della sua scarsa collaborazione e diligenza.
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Azione possessoria: la distinzione tra fase sommaria e merito
In una causa per la tutela di una servitù di passaggio, il Tribunale ha chiarito un importante principio procedurale. Una parte convenuta sosteneva che la decisione parziale emessa nella fase cautelare (reclamo) dovesse limitare il successivo giudizio di merito. Il giudice ha respinto questa tesi, affermando l'autonomia tra la fase sommaria, volta a dare una tutela immediata, e quella di merito, destinata all'accertamento pieno del diritto. Pertanto, l'azione possessoria prosegue per un'analisi completa delle prove, senza essere vincolata dall'esito della fase iniziale.
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Start-up innovativa: registro non prova i requisiti
Una società qualificata come start-up innovativa si è vista respingere il reclamo per l'ammissione alla liquidazione controllata. La Corte d'Appello di Milano, pur riconoscendo la tempestività della domanda, ha negato l'accesso alla procedura perché l'azienda non ha fornito prove concrete della sua natura innovativa (spese in R&S, brevetti, personale qualificato). La decisione sottolinea che la sola iscrizione formale nel registro speciale delle imprese non è sufficiente a dimostrare i requisiti sostanziali richiesti dalla legge.
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Liquidazione giudiziale: quando si considera attiva?
La Corte d'Appello di Genova ha confermato la sentenza di liquidazione giudiziale di una società che si opponeva sostenendo di essere inattiva da anni e di non aver ricevuto la notifica del procedimento sulla propria PEC. La Corte ha stabilito che, finché una società è iscritta come 'attiva' nel Registro delle Imprese, ha il dovere di controllare la propria PEC, che costituisce canale di notifica valido. Inoltre, la 'cancellazione di fatto' per inattività non ha valore legale; rileva solo la cancellazione formale dal registro. L'onere di provare di non superare le soglie di debito per la liquidazione giudiziale ricade sull'imprenditore.
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Impresa minore: come evitare la liquidazione giudiziale
Una società, inizialmente sottoposta a liquidazione giudiziale sulla base dei dati fiscali, ha ottenuto la revoca del provvedimento in appello. La Corte ha stabilito che per definire una 'impresa minore', esente dalla procedura, si devono considerare i 'ricavi lordi' risultanti dal bilancio civilistico e non i dati aggregati della dichiarazione dei redditi (ISA). La sentenza sottolinea l'importanza della corretta interpretazione dei requisiti dimensionali e la prevalenza del bilancio regolarmente tenuto sulle dichiarazioni fiscali ai fini della procedura concorsuale.
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