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Reclamo Ex Art. 35-Bis Ord. Pen.

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Uno strumento legale che permette al detenuto di rivolgersi a un giudice (il Magistrato di Sorveglianza) per lamentare una violazione concreta e attuale di un suo diritto da parte dell'amministrazione del carcere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reclamo del detenuto: quando la protesta diventa inammissibile
Il Detenuto, sottoposto al regime di massima sicurezza, ha presentato diversi ricorsi contro il rigetto di svariati reclami riguardanti le sue condizioni di vita in carcere. Tra le lamentele figuravano il divieto di telefonate ai familiari, l'uso del vetro divisorio durante i colloqui con il difensore e la censura sulla corrispondenza. Il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato inammissibili tutte le istanze per carenza di interesse o perché si trattava di semplici ripetizioni di richieste già respinte. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso principale. La Suprema Corte ha stabilito che il reclamo del detenuto non può essere accolto se mancano argomentazioni specifiche o se i provvedimenti contestati non creano un reale pregiudizio ai diritti fondamentali del ricorrente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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TV in cella: il diritto all’informazione del detenuto non è assoluto
Un detenuto in regime speciale chiedeva di poter vedere alcuni canali televisivi nazionali aggiuntivi. L'Amministrazione Penitenziaria si opponeva. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione, stabilendo un principio fondamentale: la scelta dei canali TV non è un diritto soggettivo del singolo. Rientra invece nel potere organizzativo del carcere. Il **diritto all'informazione del detenuto** è garantito dall'accesso a una programmazione varia, ma le modalità pratiche, come la selezione dei canali, sono affidate alla discrezionalità dell'istituto per ragioni di sicurezza e gestione. Di conseguenza, il reclamo del detenuto è stato respinto e la decisione del tribunale precedente annullata.
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Reclamo Sanzione Disciplinare: Errore del Detenuto, Cassazione Nega
Un detenuto riceve una sanzione disciplinare (ammonizione) e presenta un reclamo al Magistrato di Sorveglianza, che lo dichiara inammissibile. L'uomo ricorre in Cassazione, sollevando per la prima volta un nuovo motivo: la norma applicata sarebbe errata perché la sua condotta non era rivolta contro le persone protette (altri detenuti, operatori). La Corte Suprema respinge il ricorso. Il principio sancito è che non si possono introdurre nuove contestazioni legali in Cassazione se non sono state presentate nel primo reclamo. Il reclamo sanzione disciplinare deve contenere fin da subito tutti i motivi di contestazione.
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Diritti dei detenuti: no alle pinzette in metallo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime speciale (41-bis) che richiedeva l'uso di pinzette in metallo anziché in plastica. La Corte ha stabilito che il divieto è una legittima misura di sicurezza che non lede i diritti dei detenuti, in quanto non configura un pregiudizio attuale e grave al diritto alla salute o all'igiene, ma riguarda un mero interesse estetico.
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Colloqui senza vetro: la Cassazione e il 41-bis
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto in regime 41-bis che chiedeva di effettuare colloqui senza vetro con un parente anziano. La Corte ha stabilito che, sebbene il vetro divisorio non sia imposto per legge, il suo utilizzo è una misura idonea a prevenire il passaggio di oggetti, scopo primario del regime speciale. La deroga è possibile solo in casi eccezionali, che non sono stati ravvisati nelle generiche condizioni di salute e nell'età avanzata del parente.
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