LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reclamo Cautelare

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un mezzo di impugnazione rapido per contestare un provvedimento provvisorio e urgente (cautelare) emesso da un giudice. La decisione viene riesaminata da un collegio di giudici dello stesso tribunale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reclamo cautelare: stop al ricorso in Cassazione sullo sfratto
Una parte esecutata si oppone a una procedura di rilascio di un immobile e richiede la sospensione dell'esecuzione. Dopo il rifiuto del giudice monocratico, l'occupante presenta un reclamo cautelare al tribunale collegiale, chiedendo anche la reimmissione nel possesso dell'immobile ormai sgomberato. Il tribunale collegiale rigetta il reclamo. L'esecutata impugna quindi l'ordinanza collegiale dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso totalmente inammissibile. I giudici confermano che i provvedimenti collegiali emessi all'esito di un reclamo cautelare non possono essere impugnati con ricorso per cassazione, neppure straordinario, a prescindere dai vizi o dalle nullità denunciate. L'occupante perde la causa e subisce il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Sospensione della procedura esecutiva: no al ricorso diretto
Un cittadino ha contestato la chiusura di un'asta immobiliare e la successiva distribuzione del denaro tra i creditori. L'uomo ha proposto opposizione formale chiedendo la sospensione della procedura esecutiva. Il giudice ha respinto la richiesta di blocco e il Tribunale ha confermato l'inammissibilità del reclamo. L'interessato si è quindi rivolto alla Corte di Cassazione tramite ricorso straordinario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I magistrati hanno stabilito che l'ordinanza emessa sul reclamo cautelare non è un atto definitivo né decisorio. La parte conserva il diritto di tutelarsi avviando la causa ordinaria di merito per esaminare a fondo la validità dell'intero procedimento.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo: stop al ricorso in Cassazione
Due società commerciali hanno presentato un ricorso per accertamento tecnico preventivo contro il fornitore elettrico, lamentando gravi guasti ai macchinari causati da sbalzi di tensione nell'immobile aziendale. Il Tribunale ha respinto la richiesta per assenza di presupposti di urgenza, condannando le istanti a rimborsare le spese legali. Le imprese hanno impugnato direttamente il provvedimento di rigetto davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'addebito delle spese di lite. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'ordinanza che nega la perizia preventiva e decide sulle spese non può essere impugnata in Cassazione, ma deve essere contestata unicamente tramite reclamo al collegio dei magistrati del medesimo Tribunale.
Continua »
Spese nel reclamo cautelare: stop al ricorso in Cassazione
Una società di leasing ottiene un provvedimento d'urgenza per il rilascio di un immobile nei confronti di un'impresa costruttrice. Durante l'attuazione, alcuni occupanti eccepiscono l'esistenza di un contratto di locazione. Il tribunale dispone l'esecuzione e, in sede di reclamo cautelare, limita il rilascio alla sola impresa costruttrice, condannando quest'ultima alle spese legali del procedimento. L'impresa costruttrice propone ricorso straordinario per Cassazione contro la decisione sulle sole spese di lite. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici stabiliscono che l'ordinanza emessa a seguito di reclamo cautelare è priva dei requisiti di definitività e decisorietà, impedendo l'impugnazione in sede di legittimità anche se limitata alla sola regolamentazione delle spese processuali.
Continua »
Divisione endoesecutiva: no al ricorso contro il reclamo
Una banca creditrice ha pignorato la quota del cinquanta per cento di un immobile e ha avviato la divisione endoesecutiva. Il debitore comproprietario ha chiesto la sospensione della vendita per omessa notifica dei provvedimenti del giudice. Il tribunale ha respinto l'istanza. Successivamente, il collegio ha dichiarato improcedibile il reclamo del debitore perché quest'ultimo non ha notificato l'atto alla banca creditrice procedente. Il debitore ha quindi proposto ricorso per cassazione per violazione delle regole sull'integrazione del contraddittorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'ordinanza collegiale che decide sul reclamo cautelare non è definitiva né decisoria. Le parti possono ancora iniziare il giudizio ordinario di opposizione. Il debitore ha perso il ricorso ed è stato condannato al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: contestare le spese costa caro
Il Creditore ha notificato un precetto di pagamento a due Debitori basandosi su un provvedimento cautelare che li condannava alle spese e al risarcimento per lite temeraria. I Debitori hanno proposto un'opposizione all'esecuzione contestando l'importo delle spese e la condanna stessa. I giudici di merito hanno rigettato l'opposizione, ritenendo che il titolo esecutivo giudiziale non potesse essere ridiscusso in quella sede. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che la contestazione sull'esistenza del diritto alla condanna va sollevata nel giudizio di merito e non tramite opposizione all'esecuzione. Inoltre, la contestazione sulle cifre non era specifica. Di conseguenza, i Debitori hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese processuali.
Continua »
Sequestro giudiziario: quando il ricorso in Cassazione è inutile
Un socio fittizio ha impugnato la cessione simulata di quote societarie, ottenendo un sequestro giudiziario sulle azioni. Successivamente, ha richiesto l'attuazione della misura cautelare per ottenere la consegna dei titoli dal terzo detentore. La Corte d'appello ha respinto la richiesta poiché il capitale sociale era stato azzerato e ricostituito senza che il socio sottoscrivesse nuove azioni, facendo così venir meno l'oggetto della misura. Il socio ha proposto ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: i provvedimenti che regolano l'attuazione del sequestro giudiziario non hanno carattere decisorio o definitivo, essendo puramente strumentali. Contro di essi è ammesso solo il reclamo cautelare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Pignoramento bloccato: serve l’opposizione agli atti esecutivi
Una società creditrice ha avviato un pignoramento presso terzi contro un debitore. Il terzo pignorato ha reso dichiarazione negativa e il giudice dell'esecuzione ha sospeso la procedura. La società ha proposto reclamo cautelare, ma il Tribunale lo ha dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, chiarendo che le decisioni del collegio sul reclamo non sono impugnabili in sede di legittimità. La Corte ha precisato che il rimedio corretto contro la sospensione non è il reclamo, bensì l'opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'articolo 617 c.p.c., trattandosi di un atto ordinario di gestione del processo esecutivo e non di una misura cautelare.
Continua »
Doppio precetto e titolo esecutivo autonomo: ko del debitore
I Creditori hanno notificato due atti di precetto al Debitore per recuperare le spese legali di una causa possessoria. Il primo precetto si basava su un'ordinanza di reclamo cautelare, il secondo sulla sentenza di merito. Il Debitore ha proposto opposizione, sostenendo che l'ordinanza non costituisse un titolo esecutivo autonomo e che vi fosse una duplicazione delle somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'ordinanza sulle spese emessa in sede di reclamo cautelare costituisce un titolo esecutivo autonomo rispetto alla sentenza di merito. Di conseguenza, i creditori potevano legittimamente intimare due distinti precetti. Il Debitore è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Reclamo Acque Pubbliche: Tribunale Ordinario vince su Giudice Speciale
Un'azienda balneare ottiene un provvedimento d'urgenza dal Tribunale ordinario per fermare lo sversamento di acque industriali in mare. La società responsabile dello sversamento impugna l'ordine davanti al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche (TRAP), che si dichiara incompetente. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile il ricorso, stabilisce un principio fondamentale sulla competenza reclamo cautelare acque pubbliche: il reclamo contro un'ordinanza cautelare va proposto al collegio dello stesso Tribunale ordinario che l'ha emessa, e non al giudice specializzato (TRAP). La competenza del TRAP riguarda l'appello contro la sentenza di merito, non il reclamo contro i provvedimenti provvisori.
Continua »
Compenso avvocato: diligenza e dovere d’informazione
La Corte di Cassazione conferma la riduzione del compenso di un avvocato, stabilendo che spetta al professionista dimostrare di aver adempiuto al proprio dovere di informazione sui rischi della causa. L'ordinanza chiarisce che il semplice conferimento della procura non è sufficiente a provare il consenso informato del cliente. La decisione affronta anche i criteri di determinazione del valore della causa in presenza di domande riconvenzionali.
Continua »
Reclamo cautelare: quando la Corte d’Appello è incompetente
La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile un reclamo cautelare presentato contro una decisione del Tribunale. Il caso chiarisce che il rimedio del reclamo contro provvedimenti cautelari, inclusi quelli che negano la revoca, va proposto a un diverso giudice dello stesso grado (es. il collegio del medesimo Tribunale) e non al giudice superiore, salvo rare eccezioni. La decisione riafferma un principio fondamentale sulla competenza funzionale nei procedimenti cautelari.
Continua »
Inammissibilità ricorso: requisiti di specificità
Un lavoratore ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato inappellabile la decisione su un reclamo cautelare. La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, sottolineando che i motivi devono essere specifici e pertinenti alla ratio decidendi della sentenza impugnata, non generiche violazioni di legge. La mancanza dei requisiti di specificità ha reso il ricorso inammissibile.
Continua »
Reclamo cautelare: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di reclamo cautelare. La Corte ha ribadito che tali provvedimenti, non avendo carattere definitivo e decisorio, non possono essere impugnati con ricorso straordinario, confermando un principio consolidato.
Continua »