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Recidiva — Anno 2025

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1581 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva

Provvedimenti

Recidiva e prescrizione: quando non si può contestare
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per diffamazione, stabilendo che la questione sulla corretta applicazione della recidiva e prescrizione del reato non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Se non contestata in appello, la recidiva allunga i termini di prescrizione, rendendo il reato non estinto.
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Concorso in contrabbando: la chiave della cantina
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due coniugi condannati per contrabbando. La Corte ha ritenuto logica e corretta la motivazione dei giudici di merito nel configurare il concorso in contrabbando a carico della moglie, basandosi sul fatto che avesse le chiavi della cantina dove erano custoditi oltre 30 kg di merce illecita. L'ingente quantitativo ha inoltre giustificato l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Vincite da gioco e reddito: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per non aver dichiarato significative vincite da gioco nella domanda per il reddito di cittadinanza. La Corte ha ribadito che tali somme fanno parte del reddito familiare e la loro omissione integra il reato, respingendo la difesa basata sull'ignoranza della legge e le contestazioni sulla recidiva.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per violazione del diritto d'autore. L'impugnazione è stata respinta perché i motivi erano generici, basati su una rilettura dei fatti e introducevano questioni nuove, non sollevate in appello. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva facoltativa: obbligo di motivazione specifica
La Corte di Cassazione ha analizzato due ricorsi per rapina aggravata. Un ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali e motivi generici. L'altro è stato accolto, annullando la sentenza con rinvio, perché il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato l'applicazione della recidiva facoltativa, omettendo di considerare il percorso riabilitativo e il tempo trascorso dal precedente reato dell'imputato.
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Rapina impropria: quando si consuma il reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39973/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per rapina impropria aggravata. Si è stabilito che per la consumazione del reato è sufficiente la sottrazione del bene, anche se di breve durata e sotto il controllo della vittima o della polizia, non essendo necessaria l'acquisizione di un possesso autonomo e stabile.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto. I motivi, relativi alla recidiva e alla pena, sono stati giudicati manifestamente infondati, poiché la recidiva era stata disapplicata e la pena adeguatamente motivata. Tale decisione ha precluso anche la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Riconoscimento fotografico: quando è prova valida
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La Corte conferma che il riconoscimento fotografico, se certo e corroborato da altri elementi, costituisce una prova piena. Viene inoltre ribadita l'ampia discrezionalità del giudice di merito nella determinazione della pena, specialmente in presenza di numerosi precedenti penali.
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Circostanze attenuanti generiche: la decisione della Corte
Un soggetto condannato per tentato furto aggravato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando una pena eccessiva e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La negazione delle attenuanti è stata giustificata dall'assenza di elementi positivi valutabili, dalla personalità aggressiva dell'imputato e dai suoi numerosi precedenti penali, che delineavano una spiccata capacità a delinquere.
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Furto in abitazione: ricorso inammissibile per genericità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per furto in abitazione. I motivi sono stati giudicati manifestamente infondati e generici, in quanto riproponevano questioni già correttamente decise nei gradi di merito. La Corte ha ribadito che nel furto in abitazione si considera anche il danno morale e che la recidiva si valuta non solo sulla base dei precedenti, ma anche sulla propensione a delinquere dell'imputato, giustificando così il diniego di pene alternative.
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Recidiva e giudicato: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la valutazione della recidiva, in un caso di ricettazione e violazione del diritto d'autore. La Corte ha stabilito che, essendosi formato un giudicato parziale sulla responsabilità, non può più essere dichiarata la prescrizione del reato. L'analisi della recidiva e giudicato ha confermato la pericolosità sociale dell'imputato, basata su 22 precedenti specifici.
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Falsa dichiarazione per gratuito patrocinio: il dolo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per una falsa dichiarazione per gratuito patrocinio. La Corte conferma che per questo reato è sufficiente il dolo eventuale, consistente nell'accettare il rischio di non dichiarare redditi rilevanti, come quelli di un familiare convivente. È stato inoltre ritenuto legittimo il diniego delle pene sostitutive basato sui precedenti penali, indicativi di una persistente propensione a delinquere.
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Ricorso inammissibile: no al 131-bis in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato per furto aggravato. La decisione chiarisce che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere richiesta per la prima volta in sede di legittimità. Inoltre, la Corte conferma che la valutazione della recidiva e della congruità della pena spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione, se non per vizi logici manifesti.
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Furto aggravato supermercato: videosorveglianza ok
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato in un supermercato. Si è stabilito che la presenza di sistemi di videosorveglianza e di personale di vigilanza non esclude l'aggravante dell'esposizione a pubblica fede se il controllo sulla merce non è costante e continuativo, ma solo occasionale. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della valutazione sulla recidiva, basata sui numerosi precedenti penali dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono reiterativi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di cinque imputati condannati per furti aggravati in appartamento. La decisione si fonda principalmente sul carattere meramente reiterativo dei motivi di appello, che non contestavano specificamente le motivazioni della sentenza impugnata. Il caso evidenzia l'importanza di formulare un ricorso che critichi puntualmente la decisione precedente, anziché limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni. La Corte ha confermato la correttezza delle valutazioni dei giudici di merito riguardo al mancato riconoscimento di attenuanti, alla valutazione della recidiva e al diniego di pene sostitutive, basate sulla pericolosità sociale degli imputati.
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Concorso in spaccio: il ruolo attivo esclude attenuanti
Un soggetto condannato per concorso in spaccio e detenzione di 3 kg di eroina ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il suo contributo fosse stato minimo. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato una partecipazione attiva e consapevole dell'imputato alle trattative e all'organizzazione del traffico, giustificando così il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, l'applicazione della recidiva e la severità della pena.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono nuovi?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile di un'imputata condannata per furto in abitazione. La sentenza sottolinea un principio fondamentale: non è possibile sollevare in Cassazione motivi di impugnazione non presentati in appello. Il caso in esame riguardava questioni sulla prescrizione legata alla recidiva, sulla valutazione delle prove e sul diniego di una pena sostitutiva. La Corte ha respinto ogni doglianza, confermando le decisioni dei giudici di merito e ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Diritto di critica: la notizia falsa non è scusabile
Un giornalista viene condannato per diffamazione a causa di un articolo che insinuava la corruzione di un direttore pubblico. La Corte di Cassazione conferma la condanna, stabilendo che il diritto di critica deve sempre fondarsi su un nucleo di fatti veritieri. Poiché l'affermazione centrale dell'articolo – l'aggiudicazione di un appalto a un bar specifico per influenza del direttore – si è rivelata falsa, la critica è stata ritenuta illegittima.
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Bilanciamento circostanze: la Cassazione chiarisce
Un'imputata ricorre in Cassazione per la mancata riduzione di pena nonostante il riconoscimento di un'attenuante. La Corte chiarisce il meccanismo del bilanciamento circostanze con la recidiva, ritenuto implicito nella decisione d'appello, e rigetta il ricorso.
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Concorso di circostanze aggravanti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39743/2025, ha annullato con rinvio la condanna di un imputato per un errore nel calcolo della pena relativo al concorso di circostanze aggravanti. La Corte ha stabilito che in presenza di più aggravanti ad effetto speciale, come la recidiva, si applica solo la pena per la circostanza più grave, aumentabile fino a un terzo, e non un cumulo materiale degli aumenti. Gli appelli degli altri due coimputati sono stati dichiarati inammissibili.
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