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Recidiva — Anno 2025

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1581 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva

Provvedimenti

Lieve entità droga: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non riconoscere l'ipotesi di 'lieve entità droga', a causa della presenza di due diversi tipi di stupefacenti, dell'elevato principio attivo e della suddivisione in dosi. È stata inoltre confermata la valutazione sulla pericolosità sociale legata alla recidiva specifica.
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Circostanze attenuanti: no alla prevalenza sulla recidiva
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche come prevalenti sulla recidiva. La Corte ribadisce che tale valutazione è una prerogativa discrezionale del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o arbitraria, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Lieve entità: Cassazione rigetta i ricorsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per spaccio. La richiesta di riqualificazione del reato in fatto di lieve entità è stata respinta, poiché la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito che ha evidenziato la professionalità dell'attività illecita, escludendo la minima offensività.
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Recidiva contestata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. I motivi, incentrati su attenuanti, esclusione della recidiva contestata e pene sostitutive, sono stati giudicati generici e ripetitivi. La Corte ha ribadito i principi sulla valutazione della pericolosità sociale ai fini della recidiva, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Misure alternative: no con carichi pendenti
Un soggetto condannato per reati fiscali e bancarotta fraudolenta si è visto negare la misura alternativa dell'affidamento in prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che, ai fini della concessione di misure alternative a chi si trova in stato di libertà, il Tribunale di Sorveglianza può legittimamente basare la sua valutazione prognostica negativa sui carichi pendenti e sulle informazioni di polizia. Tale valutazione non viola la presunzione di non colpevolezza, in quanto non accerta una responsabilità per i nuovi fatti, ma serve a giudicare l'affidabilità del condannato e il rischio di recidiva.
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Ricorso inammissibile: motivi e decisioni Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando tutti i motivi di appello: dall'errata richiesta di rinvio per astensione dell'avvocato, alla contestazione sulla competenza territoriale e sulla valutazione delle prove, fino all'applicazione della recidiva. La Corte ribadisce che il diritto alla libertà personale dell'imputato in custodia cautelare prevale sul diritto di astensione del difensore.
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Rinnovazione istruttoria in appello: quando è negata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura. La sentenza chiarisce i limiti della rinnovazione istruttoria in appello nel rito abbreviato, ritenendola non necessaria di fronte a prove schiaccianti come le intercettazioni. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della valutazione delle aggravanti, inclusa la recidiva, basata sul contesto criminale e sulla biografia dell'imputato.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per ricettazione. La sentenza sottolinea che i motivi non possono essere una mera ripetizione di quelli d'appello né possono richiedere una nuova valutazione dei fatti, come l'interpretazione di intercettazioni. Il ricorso è stato respinto perché generico e teso a ottenere un terzo grado di giudizio sul merito, non consentito in sede di legittimità.
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Recidiva: quando è sintomo di pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato previsto dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. La Corte ha confermato la corretta valutazione della recidiva da parte dei giudici di merito, i quali hanno ritenuto la reiterazione del reato un sintomo effettivo di maggiore pericolosità sociale, giustificando così il mancato giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche e il diniego della seconda sospensione condizionale della pena.
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Inammissibilità ricorso: recidiva e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità ricorso presentato da alcuni imputati, confermando la decisione della Corte d'Appello. La pronuncia sottolinea come la recidiva e la pericolosità sociale del reo, manifestata dalla commissione di un nuovo delitto a scopo di lucro, precludano un giudizio di bilanciamento favorevole delle circostanze. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Dolo e tossicodipendenza: la Cassazione conferma
Un individuo, condannato per estorsione e maltrattamenti contro la propria madre, ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che le sue azioni fossero il risultato della sua tossicodipendenza e quindi prive di dolo. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la coesistenza di dolo e tossicodipendenza è possibile. La Corte ha ribadito che la dipendenza non annulla la responsabilità penale, a meno che non elimini completamente la capacità di intendere e di volere. La valutazione dei fatti e della credibilità dei testimoni da parte dei giudici di merito è stata considerata logica e coerente, e quindi non soggetta a revisione in sede di legittimità.
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Aggravante della crudeltà: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato omicidio, rapina e altri reati. Il ricorso dell'imputato è stato rigettato, con la Corte che ha ribadito la sussistenza dell'aggravante della crudeltà anche in presenza di un'azione impulsiva. È stato dato rilievo alla particolare ferocia dell'aggressione, avvenuta davanti ai figli minori della coppia, la cui sofferenza ha contribuito a qualificare la condotta come crudele.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'impugnazione era basata su un presunto vizio di motivazione relativo alla recidiva, un motivo non previsto dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., che elenca tassativamente i casi in cui è ammesso il ricorso patteggiamento. La Corte ha ribadito che questioni come la valutazione della recidiva, se incluse nell'accordo tra le parti, non possono essere oggetto di ricorso in Cassazione.
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Prescrizione reato: la recidiva aumenta i tempi?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cui si contestava l'avvenuta prescrizione reato. La Corte chiarisce che la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, agendo come circostanza aggravante a effetto speciale, estende significativamente il termine di prescrizione, il quale non era ancora maturato al momento della sentenza d'appello. La decisione sottolinea l'importanza di un corretto calcolo dei termini, che deve tenere conto di tutte le aggravanti contestate.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione che reiterava pedissequamente i motivi già presentati e respinti dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che l'impugnazione deve contenere una critica argomentata della sentenza di secondo grado e non una mera riproposizione delle stesse difese. L'ordinanza chiarisce anche i criteri per la negazione delle attenuanti generiche e la carenza di interesse a impugnare la recidiva quando questa non incide sulla pena.
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Ricorso per cassazione inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati. La decisione ribadisce principi fondamentali del processo penale: il divieto per la Suprema Corte di riesaminare i fatti, l'impossibilità di sollevare per la prima volta in Cassazione questioni non dedotte in appello e la necessità che i motivi di ricorso siano specifici e non meramente ripetitivi. Questo caso chiarisce i rigidi paletti che rendono un ricorso per cassazione inammissibile, confermando la natura del giudizio di legittimità come puro controllo sulla corretta applicazione della legge.
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Appello penale specifico: la Cassazione corregge
Un imputato, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per genericità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che un appello penale specifico, che si confronta criticamente con la sentenza di primo grado, non può essere respinto per inammissibilità solo perché i motivi appaiono infondati al giudice. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un esame nel merito.
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Esercizio arbitrario ragioni: quando è estorsione?
Un individuo, agendo per recuperare un debito per conto terzi con modalità intimidatorie legate alla criminalità organizzata, è stato condannato per tentata estorsione. L'imputato ha sostenuto che il reato fosse un semplice 'esercizio arbitrario delle proprie ragioni'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la qualificazione di estorsione. La Corte ha chiarito che quando l'azione mira ad accrescere il prestigio di un'associazione mafiosa, si configura il reato di estorsione, poiché sussiste un interesse ulteriore e personale che va oltre il mero recupero del credito.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la recidiva
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, in particolare riguardo alla corretta valutazione della recidiva basata su precedenti condanne per rapina e altri reati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro.
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Ricorso inammissibile: manifesta infondatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi, relativi alla mancata esclusione della recidiva e alla determinazione della pena, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha confermato la correttezza della motivazione del giudice di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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