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Recidiva Reiterata

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1008 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile ricettazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per ricettazione. L'ordinanza chiarisce che la Suprema Corte non può riesaminare i fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. Inoltre, la richiesta di prescrizione è stata respinta a causa della recidiva reiterata contestata all'imputata. Questo caso conferma i rigorosi limiti del giudizio di legittimità e i criteri per la prova del reato di ricettazione.
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Concorso in bancarotta: il ruolo dell’extraneus
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto 'extraneus' condannato per concorso in bancarotta fraudolenta. Il ricorrente aveva aiutato il titolare di un'impresa individuale, poi fallita, a distrarre due autoveicoli per estinguere propri debiti personali. La Corte ha ribadito che il concorso in bancarotta è configurabile per chi, pur esterno all'impresa, contribuisce consapevolmente a depauperare il patrimonio aziendale. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e perché le censure sulla recidiva erano infondate.
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Recidiva reiterata: stop alle attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che il divieto di prevalenza delle attenuanti, stabilito dall'art. 69 c.p., non è incostituzionale, e ha dichiarato il secondo motivo inammissibile per carenza di interesse, poiché le attenuanti erano già state concesse in primo grado.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che i motivi di appello non possono essere una semplice riproposizione di argomenti già vagliati. La Corte ha ribadito il divieto legale di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, come stabilito dall'art. 69 del codice penale, rendendo il ricorso manifestamente infondato su questo punto.
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Bilanciamento tra circostanze: la discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il bilanciamento tra circostanze. Si è ribadito che la valutazione del giudice di merito sull'equivalenza tra l'attenuante del danno di lieve entità e l'aggravante della recidiva reiterata è una scelta discrezionale, non censurabile in sede di legittimità se la motivazione non è palesemente illogica o arbitraria.
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Prescrizione e recidiva: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che la recidiva reiterata, in quanto circostanza aggravante a effetto speciale, estende i termini di prescrizione. Poiché il reato non era prescritto al momento della sentenza d'appello, e il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, l'inammissibilità ha impedito di considerare la prescrizione maturata successivamente. Il caso evidenzia l'importanza del corretto calcolo dei termini in presenza di recidiva.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e non dedotti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione e falsificazione di documenti. Il rigetto si fonda su due motivi principali: la mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e la proposizione di una nuova questione, relativa alla recidiva, mai sollevata in precedenza. Questa decisione sottolinea l'importanza della specificità e della corretta progressione dei motivi di gravame nei diversi gradi di giudizio, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile per genericità e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sulla genericità di un motivo d'appello, che non specificava le censure in modo adeguato, e sulla manifesta infondatezza della richiesta di prescrizione, resa inapplicabile dalla recidiva reiterata dell'imputato.
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Recidiva reiterata: quando la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per rapina e lesioni. I giudici hanno accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che la recidiva reiterata era stata applicata illegittimamente, poiché al momento dei fatti esisteva una sola condanna definitiva precedente e non due. Inoltre, è stato corretto il criterio per individuare il reato più grave ai fini del calcolo della pena, che deve basarsi sulla pena edittale astratta e non sulle conseguenze concrete del reato.
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Recidiva reiterata e prescrizione: no al ne bis in idem
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che la recidiva reiterata ha un doppio effetto sul calcolo della prescrizione. Aumenta sia il termine base sia quello massimo in caso di atti interruttivi, senza violare il principio del 'ne bis in idem'.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti, incentrato sulla contestazione della recidiva reiterata. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente motivato la maggiore pericolosità sociale dell'imputato sulla base di una condanna precedente per associazione a delinquere, divenuta definitiva solo il giorno prima del nuovo reato.
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Recidiva e prescrizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8171/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che il calcolo della recidiva e prescrizione deve tenere conto della recidiva reiterata sia per il termine base sia per quello massimo, senza che ciò violi il principio del 'ne bis in idem'.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della recidiva reiterata. La decisione si fonda sulla progressione criminale dell'imputato, che ha commesso un nuovo reato pochi giorni dopo aver scontato una pena per un reato simile, dimostrando una marcata pericolosità sociale e rendendo le censure semplici doglianze di fatto.
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Prescrizione e recidiva: quando il ricorso è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta prescrizione di un reato. La decisione chiarisce che la presenza di una recidiva reiterata, anche se considerata equivalente alle attenuanti generiche, impedisce la maturazione dei termini di prescrizione, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: no alla non punibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che la condizione di recidiva reiterata, aggravata da precedenti condanne, è incompatibile con il beneficio della non punibilità per particolare tenuità del fatto previsto dall'art. 131 bis c.p. Tale condizione, infatti, denota una maggiore riprovevolezza della condotta che osta all'applicazione della norma di favore.
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Recidiva reiterata: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6649/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto aggravato. La Corte ha ribadito che per l'applicazione della recidiva reiterata è sufficiente la presenza di precedenti condanne definitive al momento del nuovo reato, senza necessità di una precedente dichiarazione formale. Tale principio è stato ritenuto fondamentale anche per negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e nel giudizio di bilanciamento delle circostanze.
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Identificazione tardiva: vale per la condanna?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato contestava la sua identificazione tardiva, avvenuta a sette anni dai fatti, e l'intervenuta prescrizione. La Corte ha stabilito che l'identificazione in dibattimento è valida se il ragionamento del giudice è logico e supportato da altri indizi. Ha inoltre chiarito che la recidiva reiterata ha esteso il termine di prescrizione, non ancora maturato al momento della decisione.
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Truffa online: vendita finta e reato consumato
Un individuo è stato condannato per truffa online dopo aver venduto un computer su una nota piattaforma, incassato il prezzo ma mai spedito il bene. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha specificato che le rassicurazioni date all'acquirente e la successiva irreperibilità dell'imputato costituiscono il "raggiro" necessario per integrare il reato, distinguendolo da un semplice inadempimento contrattuale civile. È stata anche respinta la richiesta di applicazione dell'attenuante per danno di lieve entità.
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Recidiva reiterata: no prevalenza attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello di non considerare prevalenti le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Suprema Corte ha ribadito che, in base all'art. 69, comma 4, del codice penale, è legalmente preclusa la possibilità di concedere la prevalenza delle attenuanti in presenza di una recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione aggravata da recidiva reiterata. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato che la presenza della recidiva reiterata estende i termini di prescrizione, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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