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Recidiva Reiterata

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1008 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recidiva reiterata: limiti al bilanciamento delle pene
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato prevalere delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 69, comma 4, del codice penale, esiste un divieto espresso di prevalenza delle attenuanti quando è contestata la recidiva reiterata. La decisione sottolinea come la motivazione fornita dai giudici di merito fosse logica e coerente con il quadro normativo vigente, portando alla condanna del ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: come cambia la prescrizione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato che invocava l'estinzione del reato per prescrizione. I giudici hanno stabilito che la recidiva reiterata, qualificata come circostanza aggravante ad effetto speciale, determina un aumento significativo sia del termine base di prescrizione sia della sua proroga massima in caso di atti interruttivi. Di conseguenza, il calcolo dei tempi operato dalla difesa è risultato errato, portando alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Recidiva reiterata: effetti su prescrizione e pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni personali e violenza privata a carico di un soggetto, dichiarando inammissibile il ricorso. Il punto centrale della controversia riguarda l'applicazione della recidiva reiterata, che ha esteso i termini di prescrizione impedendo l'estinzione del reato prima della sentenza di appello. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove e il diniego delle attenuanti generiche, se congruamente motivati dalla natura violenta della condotta e dai precedenti penali, non sono sindacabili in sede di legittimità.
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Recidiva reiterata: limiti al calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della **recidiva reiterata** in relazione al calcolo della pena per reati uniti dal vincolo della continuazione. Il ricorso, presentato dalla Procura Generale, contestava il mancato rispetto dell'aumento minimo di un terzo della pena previsto dall'art. 81, comma 4, c.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale limite minimo di aumento si applica esclusivamente se l'imputato è stato riconosciuto recidivo reiterato con una sentenza definitiva emessa prima della commissione dei nuovi reati. Nel caso in esame, tale presupposto temporale e giuridico non era soddisfatto.
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Recidiva reiterata: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro la sentenza d'appello che applicava la recidiva reiterata. La Suprema Corte ha evidenziato come le contestazioni sulla dosimetria della pena e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche fossero prive di specificità. In particolare, la condotta del ricorrente, caratterizzata da precedenti penali specifici e da un episodio di evasione dagli arresti domiciliari, ha legittimato il rigetto delle istanze difensive, rendendo la motivazione della corte territoriale logica e coerente con i principi di diritto.
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Recidiva reiterata: i chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'applicazione della recidiva reiterata nei confronti di un imputato che contestava l'aggravante poiché non era mai stato formalmente dichiarato recidivo semplice in precedenza. I giudici hanno stabilito che, ai fini dell'applicazione della recidiva reiterata, è sufficiente che il soggetto risulti gravato da più sentenze definitive al momento del fatto, purché tali precedenti siano espressione di una maggiore pericolosità sociale adeguatamente motivata, rendendo superflua una preventiva dichiarazione formale di recidiva.
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Recidiva reiterata: limiti alle attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla recidiva reiterata e specifica contestata. La Suprema Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito, evidenziando come l'ordinamento preveda un divieto di prevalenza delle attenuanti in presenza di recidiva reiterata ex art. 99 c.p. Inoltre, è stato accertato che la pena era già stata determinata nel minimo edittale, rendendo infondata ogni doglianza sulla sua eccessività.
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Recidiva reiterata: quando si applica l’aggravante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di un soggetto, ribadendo i criteri per l'applicazione della recidiva reiterata. La difesa sosteneva che tale aggravante non potesse essere applicata in assenza di una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice in sentenze passate in giudicato. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno chiarito che, ai fini del riconoscimento della recidiva reiterata, è sufficiente che l'imputato risulti gravato da più condanne definitive che dimostrino una maggiore pericolosità sociale al momento del nuovo reato, senza necessità di un previo accertamento giudiziale della recidiva semplice.
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Recidiva reiterata e bilanciamento attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 69 c.p., esiste un divieto espresso di prevalenza delle attenuanti quando è contestata la recidiva reiterata specifica. La decisione conferma la legittimità del giudizio di bilanciamento operato dai giudici di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Metodo mafioso e condanna per estorsione aggravata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un imputato che aveva imposto la fornitura di calcestruzzo evocando l'influenza di un clan locale. La sentenza chiarisce che l'aggravante del metodo mafioso scatta quando la minaccia è funzionale a creare un particolare stato di assoggettamento nella vittima, richiamando la forza intimidatrice tipica delle organizzazioni criminali. Inoltre, la Corte ha ribadito che la recidiva reiterata è applicabile in presenza di precedenti condanne definitive, indipendentemente da una pregressa dichiarazione formale di recidiva semplice.
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Recidiva reiterata e calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, il quale eccepiva l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha chiarito che la recidiva reiterata, operando come circostanza ad effetto speciale, incide direttamente sul calcolo dei termini prescrizionali. Nel caso di specie, l'applicazione della recidiva reiterata ha esteso il termine massimo di prescrizione a sedici anni e otto mesi, rendendo il reato ancora perseguibile e il ricorso inammissibile.
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Recidiva reiterata: calcolo aumento pena continuazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di condanna per rapine e lesioni personali. Il fulcro della controversia riguarda l'applicazione della recidiva reiterata nel calcolo della pena per il reato continuato. Il giudice di merito aveva applicato un aumento per la continuazione inferiore al limite legale di un terzo della pena base, violando l'art. 81, comma 4, c.p. La Suprema Corte ha ribadito che tale limite è obbligatorio anche quando la recidiva è bilanciata in equivalenza con le attenuanti generiche, procedendo alla rideterminatione diretta della sanzione.
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Recidiva reiterata: guida alla sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, rigettando il ricorso incentrato sulla **Recidiva reiterata**. I giudici hanno stabilito che i precedenti penali per furto e ricettazione dimostrano una pericolosità sociale che giustifica l'aumento della pena e l'allungamento dei termini di prescrizione. È stato inoltre negato il beneficio della sospensione condizionale poiché già concesso in precedenza per due volte, rendendo il ricorso inammissibile.
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Recidiva reiterata: calcolo pena e continuazione.
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del calcolo della pena in presenza di contestazioni errate riguardanti la recidiva reiterata. Nel caso in esame, il Procuratore Generale aveva impugnato una sentenza di condanna per tentato furto, sostenendo che l'aumento per la continuazione dei reati fosse inferiore al minimo legale previsto per i casi di recidiva reiterata. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'imputato era in realtà un recidivo infraquinquennale e che la contestazione originaria di recidiva reiterata era frutto di un errore materiale. Di conseguenza, non trovava applicazione l'obbligo di aumento minimo di un terzo della pena base.
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Recidiva reiterata: quando la pena aumenta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'applicazione della recidiva reiterata per reati legati agli stupefacenti. I giudici hanno confermato che la reiterazione di condotte criminose specifiche dimostra una maggiore pericolosità sociale e una colpevolezza accentuata. La decisione sottolinea che il percorso criminale costante giustifica l'aggravamento della pena, escludendo vizi logici nella sentenza di merito e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata e blocco della prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha stabilito che la Recidiva reiterata, accertata nei gradi di merito, determina un aumento dei termini prescrizionali, impedendo l'estinzione dell'illecito. È stata inoltre confermata la validità della prova sull'elemento soggettivo del reato, supportata da una motivazione logica e coerente fornita dai giudici di merito.
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Recidiva reiterata e divieto di attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La difesa contestava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla **recidiva reiterata**. Gli Ermellini hanno ribadito che, ai sensi della normativa vigente, esiste un divieto assoluto di prevalenza delle circostanze attenuanti quando sussiste una recidiva specifica e reiterata, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del ricorso.
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Recidiva reiterata: chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per resistenza a pubblico ufficiale, confermando l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la condotta aggressiva non è giustificata da controlli preventivi legittimi ex art. 103 d.P.R. 309/1990 e che la recidiva reiterata non richiede che le condanne precedenti fossero già aggravate, basandosi sulla pericolosità sociale del reo.
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Emissione di fatture false: la recidiva blocca la prescrizione
Un imprenditore, già condannato a un anno di reclusione per l'emissione di fatture false finalizzata a far evadere l'IVA a terzi, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imprenditore sosteneva la mancata valutazione di cause di non punibilità e l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per la sua genericità. I giudici hanno sottolineato che la condizione di 'recidivo reiterato' dell'imputato aveva allungato i termini della prescrizione, rendendo la sua argomentazione infondata. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imprenditore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Recidiva reiterata: limiti e bilanciamento attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per reati contro il patrimonio, rigettando il ricorso basato sulla contestazione del bilanciamento tra attenuanti e recidiva reiterata. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di una doppia conforme, la motivazione può essere sintetica e integrativa. È stata inoltre confermata l'esclusione delle pene sostitutive, poiché i numerosi precedenti penali del soggetto rendono negativa la prognosi sulla sua rieducazione e sul rischio di nuovi reati.
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