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Recidiva Reiterata — Anno 2025

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121 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Recidiva reiterata: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per danneggiamento seguito da incendio. Il motivo del ricorso, incentrato sulla contestazione della recidiva reiterata, è stato giudicato manifestamente infondato e generico, poiché non specificava le ragioni per cui la recidiva dovesse essere esclusa. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla spiccata inclinazione a delinquere dell'imputato, basata sui suoi precedenti penali.
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Ricorso inammissibile: motivazioni generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto. I motivi sono due: il calcolo errato della prescrizione, che non teneva conto dell'aumento per la recidiva reiterata, e la genericità dei motivi di appello, che si limitavano a ripetere doglianze già respinte in secondo grado senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Recidiva reiterata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La decisione si fonda sulla condizione di recidiva reiterata della ricorrente, che, secondo i giudici, impedisce sia la decorrenza della prescrizione nei termini auspicati dalla difesa, sia la possibilità di far prevalere le circostanze attenuanti generiche sulle aggravanti, come previsto dall'art. 69 c.p. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e generico.
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Recidiva reiterata: come cambia la prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione. Il giudice di merito aveva omesso di considerare l'impatto della recidiva reiterata, un'aggravante che estende significativamente i termini per l'estinzione del reato. La Corte ha chiarito che tale recidiva, essendo una circostanza a effetto speciale, porta il termine di prescrizione a dieci anni, non ancora decorsi nel caso di specie, rinviando gli atti alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la valutazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'appello era generico e non si confrontava adeguatamente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva giustamente considerato la continuità dei reati commessi contro la persona e il patrimonio come un ostacolo all'esclusione della recidiva e alla prevalenza delle attenuanti generiche.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva reiterata. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del motivo, poiché il ricorrente non si è confrontato adeguatamente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva correttamente valutato la sua perdurante inclinazione a delinquere secondo i criteri di legge.
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Occultamento scritture contabili: quando si prescrive?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento scritture contabili. La Corte ha ribadito che tale reato è di natura permanente e il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento della distruzione dei documenti, ma dalla conclusione dell'accertamento fiscale, confermando così la condanna inflitta in appello.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato in merito al bilanciamento delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che la valutazione di tali circostanze è discrezionale e che, per legge, non possono prevalere sulla recidiva reiterata. Il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente da durata, distanza o motivazioni, integra il reato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Sanzione sostitutiva: recidiva e indigenza la negano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva l'applicazione di una sanzione sostitutiva. La decisione è stata motivata dalla recidiva reiterata del ricorrente e dalla prognosi negativa sulla sua capacità di pagare una sanzione pecuniaria a causa della sua presunta indigenza, confermando così il corretto esercizio del potere discrezionale del giudice di merito.
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Recidiva reiterata: stop a nuovi benefici penitenziari
Un soggetto, già condannato con l'aggravante della recidiva reiterata e che aveva già usufruito di misure alternative, ha presentato una nuova istanza per benefici simili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la preclusione prevista dalla legge. La sentenza chiarisce che il divieto opera quando il nuovo reato, anch'esso aggravato da recidiva reiterata, viene commesso dopo aver già sperimentato una precedente misura alternativa. La richiesta di semilibertà è stata inoltre respinta per mancanza di un progetto lavorativo.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale, consistita nel rientrare a casa oltre l'orario consentito. La Corte ha ritenuto le censure infondate, confermando la sussistenza del reato e la correttezza della valutazione sulla recidiva e sul diniego delle attenuanti generiche.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
Un individuo condannato per furto ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione della recidiva reiterata e sollevando l'incostituzionalità del divieto di prevalenza delle attenuanti generiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sostenendo che il giudice di merito aveva adeguatamente motivato la pericolosità sociale attuale dell'imputato. Ha inoltre ribadito la legittimità costituzionale della norma che impedisce alle attenuanti generiche di prevalere sulla recidiva reiterata, in quanto non crea una manifesta sproporzione della pena.
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Aumento pena reato continuato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che ricalcolava una pena in sede esecutiva. Il caso riguarda l'errata applicazione dell'aumento pena reato continuato in presenza di recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'aumento minimo di un terzo si applica al cumulo totale delle pene per i reati satellite, non a ciascuna singolarmente. Tale errore aveva inoltre violato il divieto di 'reformatio in peius', avendo comportato una pena superiore a quella inflitta in sede di cognizione.
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Recidiva reiterata: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per la violazione delle misure di prevenzione, confermando l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione non deve basarsi solo sui precedenti, ma sulla condotta complessiva del reo. La sistematica violazione degli obblighi imposti, anche se relativa a reati minori, dimostra un'accresciuta pericolosità sociale e un'insensibilità alle sanzioni che giustificano un aggravamento della pena.
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Recidiva reiterata: quando si applica l’aggravante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione dell'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse ben motivata, basandosi sull'elevato numero di precedenti specifici e sulla continuità criminale, che dimostrano un'inclinazione al delitto e una crescente pericolosità sociale del soggetto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. I motivi, relativi alla mancata concessione di attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena, sono stati ritenuti in parte manifestamente infondati e in parte non proposti nel precedente grado di giudizio, rendendo così il ricorso inammissibile.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è generico?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 453/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata esclusione della recidiva reiterata. Il ricorso è stato giudicato generico perché non contestava specificamente le motivazioni delle sentenze di merito sulla gravità del reato e sulla pericolosità sociale del soggetto, limitandosi a una valutazione alternativa dei fatti. La Corte ha ribadito che per la recidiva reiterata è sufficiente la presenza di precedenti condanne definitive che esprimano una maggiore pericolosità, adeguatamente motivata dal giudice.
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Aumento pena continuazione: limiti per recidivi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un errore nel calcolo dell'aumento pena continuazione. Per un imputato recidivo, l'aumento non può essere inferiore a un terzo della pena stabilita per il reato più grave. La sentenza è stata annullata con rinvio per la corretta rideterminazione della pena, confermando però la responsabilità penale dell'imputato.
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Recidiva Reiterata: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 28/11/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando un principio cardine del diritto penale: le circostanze attenuanti generiche non possono prevalere sull'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha inoltre ribadito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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