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Recidiva Reiterata — Anno 2025

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121 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: errato calcolo prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il ricorrente, gravato da recidiva reiterata, ha calcolato erroneamente il termine di prescrizione. La Corte ha chiarito che, a causa del doppio aumento previsto per la recidiva, il reato non era ancora prescritto al momento della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Tentata estorsione: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentata estorsione. I giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti, già correttamente esaminati nei gradi di merito. Inoltre, è stata rigettata la questione sulla prescrizione, confermando la corretta applicazione dell'aggravante della recidiva reiterata.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa su due motivi: la richiesta non era stata avanzata nel precedente grado di giudizio (appello) e, in ogni caso, la presenza di una recidiva reiterata osta al riconoscimento del beneficio.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497-bis c.p.). La Corte ha stabilito che il ricorso era basato su una richiesta di riesame dei fatti, compito non spettante alla Cassazione, e che l'eccezione di prescrizione era palesemente infondata, confermando così il principio per cui il ricorso inammissibile non può vertere sul merito della causa.
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Ricorso inammissibile: recidiva e limiti del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per i reati di cui agli artt. 477 e 482 c.p. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge. Inoltre, ha confermato che la recidiva reiterata incide legittimamente sul calcolo della prescrizione senza violare il principio del 'ne bis in idem'. Di conseguenza, l'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: valutazione concreta del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che applicava l'aumento di pena per recidiva reiterata basandosi unicamente sul casellario giudiziale. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice deve effettuare una valutazione concreta e specifica della pericolosità del reo, considerando la natura dei reati, la distanza temporale e l'omogeneità dei comportamenti, non potendosi limitare a un mero automatismo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sul punto.
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Attenuante lieve entità: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30651/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. L'imputato chiedeva l'applicazione della nuova attenuante lieve entità introdotta dalla Corte Costituzionale, ma il suo ricorso è stato ritenuto generico per non aver fornito argomenti specifici a sostegno della minima offensività del fatto, stabilendo così un importante principio sull'onere della prova.
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Prescrizione reato evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per evasione, dichiarando il reato estinto. Il caso chiarisce il corretto calcolo della prescrizione del reato di evasione in presenza dell'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'aumento di pena va calcolato sul massimo edittale del reato base (tre anni) e non sul termine minimo di prescrizione (sei anni), anticipando così la data di estinzione del reato e rendendo la condanna d'appello illegittima.
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Recidiva reiterata: la valutazione del giudice
Un uomo condannato per spaccio di stupefacenti ricorre in Cassazione lamentando l'applicazione automatica della recidiva reiterata. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che la decisione dei giudici di merito era correttamente motivata. La motivazione si basava sulla lunga e progressiva carriera criminale dell'imputato, indice di una spiccata pericolosità sociale e di un profondo inserimento nel narcotraffico, giustificando così l'aggravamento della pena.
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Ricorso inammissibile: narcotest e recidiva reiterata
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. I motivi, incentrati sulla validità probatoria del cosiddetto 'narcotest' e sul bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva reiterata, sono stati giudicati manifestamente infondati. L'ordinanza conferma la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione, a cui era stata applicata la recidiva reiterata. Il motivo dell'inammissibilità risiede nel fatto che l'appellante ha contestato il numero dei suoi precedenti penali per la prima volta in Cassazione, senza sollevare la questione nei gradi di merito e senza allegare la documentazione necessaria, come il certificato penale. La Corte ha ribadito che il ricorso deve essere specifico e autosufficiente, non potendo introdurre questioni di fatto nuove in sede di legittimità.
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Droga parlata: condanna senza sequestro è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per detenzione a fini di spaccio di un ingente quantitativo di marijuana (circa 300 kg). Il caso si basa sul principio della "droga parlata", poiché la condanna è fondata principalmente su prove derivanti da intercettazioni telefoniche, senza che la sostanza stupefacente sia mai stata sequestrata. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso relativi alla competenza territoriale e alla mancanza di prove materiali, stabilendo che la ricostruzione dei fatti basata su intercettazioni, se corroborata da altri elementi investigativi (come servizi di osservazione e tracciamenti GPS), è sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza e a provare l'aggravante dell'ingente quantità.
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Pena illegale: Cassazione corregge calcolo errato
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per resistenza e ricettazione a causa di una pena illegale. Pur respingendo l'eccezione di prescrizione, i giudici hanno rilevato un errore nel calcolo della sanzione: era stata applicata una multa per un reato che prevede solo la reclusione e l'aumento per la continuazione era stato calcolato in modo errato. La Corte ha quindi ricalcolato direttamente la pena.
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Valutazione recidiva: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza per evasione e false attestazioni. La decisione si basa sull'impossibilità di riesaminare in sede di legittimità la valutazione recidiva e il bilanciamento con le attenuanti generiche, considerate valutazioni di merito del giudice, se non palesemente illogiche o arbitrarie.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per resistenza. La Corte ha ritenuto che i motivi dell'appello fossero una mera ripetizione di argomentazioni già respinte, oltre a considerare manifestamente infondata la questione sulla prescrizione a causa della recidiva reiterata contestata all'imputato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e reato di resistenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di resistenza. La decisione si fonda sulla natura meramente ripetitiva e generica dei motivi di appello, che non introducevano nuovi profili di diritto ma si limitavano a contestare valutazioni di merito già adeguatamente motivate dalla Corte d'Appello. Il ricorso è stato respinto, confermando la condanna e le sanzioni accessorie.
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Reato di evasione: prova e motivazione della condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione basata sulla localizzazione del cellulare dell'imputato, ritenuta prova sufficiente del suo allontanamento dal domicilio. La Corte chiarisce che l'assoluzione da un reato connesso (incendio) per insufficienza di prove non inficia la colpevolezza per l'evasione, data la diversa natura delle due fattispecie e delle prove necessarie per accertarle.
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Attenuanti generiche: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per evasione dai domiciliari. Pur confermando la colpevolezza dell'imputato, la Corte ha rilevato che i giudici d'appello avevano omesso di valutare la richiesta di applicazione delle attenuanti generiche, ritenendola erroneamente rinunciata. La sentenza è stata quindi annullata su questo specifico punto, con rinvio a un'altra sezione della Corte d'appello per una nuova valutazione.
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Recidiva reiterata: quando si applica l’aggravante?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione dell'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che, per contestare tale aggravante, non è necessaria una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice, ma è sufficiente la presenza di più condanne definitive precedenti che dimostrino una maggiore pericolosità sociale, adeguatamente motivata dal giudice.
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Differenza rapina e furto: la Cassazione decide
Un uomo, condannato per rapina, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di riqualificare il reato in furto con strappo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, cogliendo l'occasione per ribadire la netta differenza tra rapina e furto con strappo. La distinzione cruciale risiede nella direzione della violenza: se è esercitata sulla persona per vincere la sua resistenza si configura la rapina, altrimenti si tratta di furto.
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