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Recidiva Reiterata — Anno 2024

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163 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Recidiva Reiterata: Limiti Aumento Pena Continuazione
La Cassazione annulla un'ordinanza che aveva applicato l'aumento minimo di pena per la continuazione tra reati, basandosi sulla recidiva reiterata. La Corte ha chiarito che tale aumento si applica solo se la recidiva reiterata è stata accertata con una sentenza definitiva precedente alla commissione dei reati. Il giudice di merito non aveva effettuato questa verifica.
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Recidiva reiterata: quando è sintomo di pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il riconoscimento della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale non può basarsi solo sulla gravità dei fatti, ma deve considerare concretamente come la condotta passata indichi una persistente inclinazione al delitto, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Recidiva reiterata e spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'ipotesi di minore gravità del fatto e ritenendo correttamente applicata l'aggravante della recidiva reiterata. La decisione si fonda sulla vastità dell'attività illecita, assimilabile a una 'centrale dello spaccio', e sulla manifesta pericolosità sociale del reo, già inserito in circuiti criminali e recidivo per reati della stessa indole.
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Detenzione illecita stupefacenti: esame in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un ricorso contro una condanna per detenzione illecita stupefacenti. Il caso riguarda la detenzione in concorso di 15 grammi di cocaina, con l'aggravante della recidiva reiterata, già confermata dalla Corte d'Appello.
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Bilanciamento circostanze e recidiva: il no della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27249/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta incostituzionalità del divieto di prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che la norma sul bilanciamento circostanze non è sproporzionata, ma valorizza la componente soggettiva del reato, confermando un orientamento consolidato.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la recidiva
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le argomentazioni non erano state presentate in appello. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la decisione precedente sul bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva.
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Bilanciamento circostanze attenuanti e recidiva: analisi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, incentrato sulla richiesta di prevalenza delle attenuanti generiche. Il caso verte sul divieto di prevalenza delle attenuanti sulla recidiva qualificata. La Corte conferma la decisione, evidenziando che la questione di costituzionalità era immotivata e che il corretto bilanciamento circostanze attenuanti considera anche la personalità negativa del soggetto.
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Recidiva reiterata: ricorso inammissibile per aspecificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. Il motivo principale è la genericità dell'impugnazione sulla recidiva reiterata, che la Corte d'Appello aveva già adeguatamente motivato sulla base di precedenti condanne per reati a scopo di lucro, commessi a breve distanza temporale.
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Strage politica: la lieve entità del fatto attenua la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte di assise di appello che aveva riconosciuto l'attenuante del fatto di lieve entità in un caso di strage politica. Il caso riguardava un attentato con ordigni esplosivi presso una scuola allievi carabinieri. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore generale, stabilendo che la valutazione della 'lieve entità' deve considerare il fatto nel suo complesso, inclusa l'effettiva offensività verso la sicurezza dello Stato, che nel caso di specie è stata ritenuta modesta. Di conseguenza, è stata confermata la riduzione della pena per gli imputati, nonostante la gravità del reato contestato.
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Autoriciclaggio: Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione per delinquere e autoriciclaggio. La Corte ha stabilito che la modifica dell'imputazione non era sostanziale, che il reato presupposto era sufficientemente provato e che la consumazione dell'autoriciclaggio non era inficiata dalle tempistiche del reato tributario. Rigettata anche la questione sul bilanciamento delle circostanze.
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Recidiva reiterata: no prevalenza attenuanti comuni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva di far prevalere un'attenuante comune sulla recidiva reiterata. La Corte ha confermato la legittimità del divieto di prevalenza stabilito dalla legge, ritenendo non fondata la questione di costituzionalità sollevata. La decisione sottolinea come la norma valorizzi la componente soggettiva del reato, legata alla ripetuta commissione di illeciti.
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Divieto di prevalenza: Cassazione su recidiva e attenuanti
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di evasione in cui l'imputato, con numerosi precedenti penali, contestava il divieto di prevalenza della circostanza attenuante della 'costituzione in carcere' sulla recidiva reiterata. La Corte, pur non ritenendo la questione di costituzionalità manifestamente infondata, ha rigettato il ricorso. La decisione si basa sul fatto che il giudice di merito aveva già fornito una motivazione adeguata e autonoma per considerare le circostanze equivalenti, basandosi sulla specifica pericolosità del soggetto. Pertanto, un'eventuale dichiarazione di incostituzionalità della norma non avrebbe cambiato l'esito del giudizio, rendendo la questione irrilevante nel caso specifico.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'aumento di pena per recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito, sebbene sintetica, era corretta in quanto basata non su un automatismo, ma su un'analisi concreta del legame tra il reato attuale e i precedenti, indicativo di una persistente pericolosità sociale.
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Recidiva reiterata: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito sull'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ribadisce che il giudice deve effettuare una valutazione concreta per determinare se il nuovo reato sia sintomo di una maggiore pericolosità sociale, non limitandosi a un mero riscontro formale dei precedenti. Anche il diniego delle attenuanti generiche, basato sui medesimi elementi, è stato ritenuto legittimo.
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Cessione di stupefacenti: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due soggetti accusati di aver organizzato l'importazione di un ingente carico di cocaina. La sentenza stabilisce un principio chiave sulla cessione di stupefacenti: il reato è da considerarsi consumato con il solo accordo tra le parti, anche se la droga non viene materialmente consegnata e le prove si basano principalmente su intercettazioni (cd. 'droga parlata').
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Attenuanti generiche: quando i precedenti le negano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. L'imputato lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando come la concessione di tale beneficio non sia automatica. La valutazione negativa basata sui precedenti penali, la recidiva e la pericolosità sociale dell'imputato è stata ritenuta una motivazione sufficiente e logica per negare le attenuanti generiche, rientrando nel potere discrezionale del giudice.
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Concorso in furto aggravato: prova e destrezza
Un uomo viene condannato per la sua presunta complicità in un furto di portafoglio, con il ruolo di 'palo'. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23581/2024, ha annullato la condanna per **concorso in furto aggravato**. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito illogica e carente, sia riguardo la prova della complicità, sia sull'applicazione dell'aggravante della destrezza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Recidiva reiterata e attenuanti: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. L'imputato lamentava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Corte ha confermato che, ai sensi dell'art. 69 cod. pen., la recidiva reiterata osta alla prevalenza delle circostanze attenuanti, che possono al massimo essere considerate equivalenti. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna alle spese.
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Aumento di pena: i limiti per la recidiva reiterata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22964/2024, ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale relativo al calcolo dell'aumento di pena in un caso di reato continuato. La Corte ha stabilito che l'aumento minimo di un terzo per la recidiva reiterata si applica solo se la condanna per tale recidiva è definitiva e antecedente alla commissione dei reati unificati. In assenza di tale presupposto, il giudice dell'esecuzione mantiene la sua discrezionalità nel quantificare la pena, come correttamente avvenuto nel caso di specie.
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Cumulo Pene e Permessi: Calcolo per la Concessione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto che si è visto negare un permesso premio. Sebbene la Corte abbia rilevato un errore di calcolo da parte del Tribunale di Sorveglianza sulla pena da espiare, ha comunque rigettato il ricorso. La decisione si fonda sul principio che, in caso di cumulo pene per reati commessi in tempi diversi, i periodi di detenzione già sofferti devono essere imputati cronologicamente e non possono essere attribuiti a pene per reati successivi. Il ricorrente non ha fornito prova sufficiente di aver scontato la frazione di pena richiesta per i reati ostativi secondo questo criterio.
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