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Recidiva Reiterata, Specifica E Infraquinquennale

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma aggravata di recidiva che si verifica quando un soggetto, già condannato per un reato e ricaduto in un altro (reiterata), commette un nuovo delitto della stessa indole (specifica) entro cinque anni dalla condanna precedente (infraquinquennale). Comporta un aumento di pena e incide sulla prescrizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso Penale Inammissibile: Condanna per Furto in Abitazione Confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da due imputati, già condannati per furto in abitazione. I ricorsi contestavano la sentenza della Corte d'Appello di Catania. Uno degli imputati ha presentato un ricorso generico, riproponendo argomenti già valutati. L'altro imputato ha basato il suo ricorso su semplici contestazioni di fatto, senza indicare precise ragioni di diritto. La Cassazione ha ritenuto entrambi i ricorsi inammissibili, confermando le condanne precedenti e condannando gli imputati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Rapina e Ricettazione: Negate le Circostanze Attenuanti Generiche
Un Lavoratore è stato condannato per rapina e ricettazione. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e una presunta errata determinazione della pena. La Corte d'Appello aveva già confermato la condanna. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le contestazioni fossero solo una ripetizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti. La Corte ha ribadito che la valutazione delle circostanze attenuanti generiche e la graduazione della pena rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Bancarotta Fraudolenta: Amministratrice di Fatto Condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta e bancarotta documentale semplice a carico di un'amministratrice di fatto. L'imputata, liquidatrice di un'azienda fallita, aveva distratto 720.000 euro verso una società collegata, simulando la cessione di un contratto di leasing immobiliare senza giustificazione commerciale. La difesa ha tentato di contestare la qualifica di amministratrice di fatto e l'intenzionalità del reato, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancanza di specificità e per aver riproposto argomenti già esaminati. La sentenza ribadisce la responsabilità dell'imputata per la bancarotta fraudolenta.
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Minaccia aggravata: Cassazione conferma condanna e inammissibilità ricorso
Un Lavoratore è stato condannato per minaccia aggravata, avendo brandito un coltello contro un altro soggetto. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, riconoscendo la recidiva. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'errata valutazione delle circostanze che hanno portato alla minaccia aggravata. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile riesaminare i fatti in sede di legittimità, specialmente in presenza di una "doppia conforme". Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Tentato Omicidio: Intenzione Provata Anche Senza Lesioni Gravi
Un Individuo è stato condannato per tentato omicidio e altri reati, avendo tentato di colpire con un coltello alcuni Agenti di Polizia dopo averli insultati e aizzato il suo cane. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ritenendo provato il dolo omicidiario (intenzione di uccidere) per l'uso dell'arma e le zone vitali colpite. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'Individuo inammissibile, confermando la correttezza della valutazione dei giudici precedenti. L'Individuo dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Detenzione di stupefacenti: ricorso respinto e condanna definitiva
Una persona, già condannata per detenzione di stupefacenti con l'aggravante della recidiva, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L'imputata contestava sia la valutazione delle prove sia l'entità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le lamentele erano un tentativo di ridiscutere i fatti, operazione non consentita in sede di legittimità. I giudici hanno ritenuto la motivazione della sentenza precedente logica e sufficiente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Prescrizione e recidiva: quando il reato non si estingue
Un individuo ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato per decorrenza dei termini. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale dell'imputato costituisce un'aggravante a effetto speciale che estende notevolmente i termini di prescrizione. L'analisi del rapporto tra prescrizione e recidiva ha quindi portato a dichiarare il ricorso inammissibile, con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'applicazione della recidiva reiterata e la conseguente mancata prescrizione del reato. La decisione si fonda sulla genericità del motivo di ricorso, che non si confrontava specificamente con le argomentazioni della sentenza di appello. Il caso evidenzia come l'applicazione della recidiva reiterata possa impedire l'estinzione del reato per decorso del tempo.
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Spaccio lieve entità: quando non si applica
Un soggetto condannato per numerose cessioni di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento dell'ipotesi di spaccio lieve entità e dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la sistematicità dell'attività (oltre 1100 cessioni), il cospicuo numero di acquirenti e il profitto complessivo di oltre 55.000 euro sono elementi che escludono la configurabilità dello spaccio lieve entità, rendendo irrilevante la modesta quantità delle singole dosi.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la corretta applicazione della recidiva reiterata. I motivi del ricorso sono stati giudicati meramente riproduttivi di censure già esaminate e respinte. La Corte ha sottolineato come la storia criminale della ricorrente e un precedente beneficio di non punibilità per un reato simile dimostrassero un'accresciuta pericolosità, giustificando la decisione impugnata.
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Prescrizione riciclaggio: la Cassazione e la recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per riciclaggio, il quale sosteneva l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha stabilito che la tesi era manifestamente infondata, poiché il calcolo dei termini per la prescrizione del riciclaggio doveva tenere conto dell'aumento derivante dalla contestata recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto al momento della sentenza d'appello.
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