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Recidiva Reiterata E Infraquinquennale

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma aggravata di recidiva che si verifica quando un soggetto, già condannato per un reato, ne commette un altro entro cinque anni dalla precedente condanna, dimostrando una persistente inclinazione a delinquere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione della sorveglianza speciale: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un imputato per il reato di violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il ricorrente sosteneva che i giudici di merito avrebbero dovuto rivalutare la sua pericolosità sociale a causa del periodo di detenzione sofferto, contestando anche l'applicazione della recidiva reiterata. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile: la carcerazione subita era stata di breve durata e non giustificava un nuovo esame della pericolosità. Inoltre, la condotta ripetuta nel violare le prescrizioni dimostra una marcata propensione a delinquere e un consapevole disprezzo per le autorità. L'imputato deve quindi scontare la pena confermata e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: cellulare e recidiva in carcere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati dalla Corte d'Appello, uno dei quali per l'utilizzo di un telefono cellulare in carcere. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile in quanto manifestamente infondato, confermando la valutazione del giudice di merito sulla responsabilità, sull'applicazione della recidiva aggravata e sul diniego delle attenuanti generiche, basato sui numerosi precedenti penali. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto esclusa per recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla gravità della violazione, ovvero il considerevole tempo trascorso fuori dalla misura custodiale, e sull'abitualità del comportamento criminale del soggetto, desunta da un precedente episodio di evasione e da plurimi precedenti penali attestanti una recidiva reiterata. Tali elementi, secondo la Corte, ostano a una valutazione del fatto in termini di particolare tenuità.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari, a cui era stata negata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Nonostante si trattasse di un singolo episodio, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito, che hanno escluso la tenuità in ragione della grave modalità della condotta, indice di una totale indifferenza verso le prescrizioni dell'autorità giudiziaria.
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Pena reato continuato: come si calcola la sanzione?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto continuato. La Corte ha ribadito i criteri per la determinazione della pena reato continuato, specificando che il giudice non è tenuto a una motivazione dettagliata per aumenti di pena di esigua entità. Inoltre, ha sottolineato che i motivi di appello devono essere sollevati nell'atto di impugnazione e non tardivamente nelle conclusioni scritte.
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Prescrizione reati fiscali: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per omessa dichiarazione fiscale, fornendo chiarimenti cruciali sul calcolo della prescrizione reati fiscali. La Corte ha stabilito che il termine massimo di 10 anni, introdotto nel 2011, si applica ai fatti successivi a tale data e che i periodi di sospensione del processo allungano ulteriormente i tempi. La recidiva specifica dell'imputato è stata inoltre ritenuta un fattore determinante per confermare la congruità della pena.
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Destinazione della droga: Cassazione e motivazione
Un soggetto condannato per detenzione di cocaina ha impugnato la sentenza, sostenendo che la sostanza fosse per uso personale. La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso sulla colpevolezza, confermando che la valutazione sulla destinazione della droga deve basarsi su più indizi (quantità, reddito, ecc.). Tuttavia, ha annullato la sentenza riguardo alla pena, poiché i giudici d'appello non avevano motivato la loro decisione in risposta ai specifici rilievi della difesa sulla sua eccessività.
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Prescrizione recidiva: come si calcola? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione, chiarendo il calcolo della prescrizione recidiva. La Corte ha stabilito che l'aggravante della recidiva reiterata e infraquinquennale, essendo ad effetto speciale, estende il termine massimo di prescrizione a dieci anni, un periodo non ancora trascorso al momento della decisione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: recidiva e motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per evasione. La decisione si fonda sulla natura meramente riproduttiva dei motivi d'appello, che contestavano il bilanciamento delle circostanze e l'applicazione della recidiva. La Corte ribadisce che il giudizio di comparazione delle circostanze è una valutazione discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici o arbitrarietà. Di conseguenza, l'ordinanza conferma la piena validità del concetto di inammissibilità del ricorso in Cassazione per motivi non consentiti.
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Inammissibilità ricorso e calcolo prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati in parte generici e in parte manifestamente infondati, in particolare per quanto riguarda il calcolo della prescrizione, correttamente influenzato dalla recidiva e da un periodo di sospensione. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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