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Recidiva Facoltativa

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recidiva facoltativa: quando si applica la recidiva?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato. La sentenza analizza i criteri per l'applicazione della recidiva facoltativa, sottolineando come i precedenti penali e la nuova condotta possano rivelare una maggiore capacità a delinquere, giustificandone l'applicazione con una motivazione anche sintetica. Viene inoltre confermato l'ampio potere discrezionale del giudice nel bilanciamento delle circostanze.
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Recidiva facoltativa: quando va motivata dal giudice?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1381/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva facoltativa. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo la motivazione adeguata e immune da vizi logici. La decisione si basava sulla lunga e ininterrotta serie di precedenti penali specifici dell'imputato, commessi fin dal 1993. L'ordinanza ribadisce il principio fondamentale secondo cui il giudice ha sempre uno specifico dovere di motivazione in tema di recidiva facoltativa, sia quando la applica sia quando la esclude.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che per la recidiva facoltativa è sufficiente una motivazione sintetica, purché dimostri il legame qualificato tra i reati passati e quello attuale, evidenziando una persistente e accresciuta pericolosità del soggetto.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
Un imprenditore, condannato per bancarotta documentale, ricorre in Cassazione contestando l'applicazione della recidiva facoltativa per carenza di motivazione. La Corte Suprema rigetta il ricorso, ritenendo valida la motivazione dei giudici di merito basata sulla gravità dei fatti, i numerosi precedenti specifici e la propensione dell'imputato a gestire società decotte. La sentenza sottolinea che per la recidiva facoltativa è sufficiente una motivazione, anche sintetica, che evidenzi la continuità nel percorso criminale del reo.
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Recidiva facoltativa: quando il giudice può aumentarla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'aumento di pena per recidiva. La decisione conferma che la valutazione della recidiva facoltativa non è automatica, ma richiede una motivazione concreta del giudice sulla specifica pericolosità del reo, basata su elementi come la gravità e la vicinanza temporale dei reati commessi.
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Ricorso inammissibile post patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda su due ragioni principali: i motivi del ricorso erano totalmente estranei al caso concreto e, in ogni caso, non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge per impugnare un accordo di pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva facoltativa: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava l'applicazione della recidiva facoltativa. Secondo l'ordinanza, la motivazione del giudice, anche se sintetica, è sufficiente quando evidenzia che il reato è espressione di una maggiore propensione criminale, proseguendo un percorso delinquenziale già avviato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Fatto di lieve entità: coltivazione e recidiva
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di stupefacenti. Non è stato riconosciuto il fatto di lieve entità a causa della notevole quantità di piante e dosi ricavabili, delle modalità della condotta e della recidiva specifica, elementi che nel loro complesso indicavano una maggiore pericolosità sociale.
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Recidiva facoltativa: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, incentrato sulla contestazione della recidiva facoltativa. La decisione si fonda sul principio che la mera ripetizione di motivi già respinti in appello rende il ricorso non specifico e quindi inammissibile. La Corte ribadisce che la motivazione sulla recidiva, anche se sintetica, è valida se dimostra la pericolosità sociale del reo e la sua insensibilità ai precedenti ammonimenti giudiziari.
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