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Recidiva Facoltativa

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recidiva facoltativa: la motivazione può essere implicita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale riguardante l'applicazione della **recidiva facoltativa**. La pubblica accusa lamentava la mancanza di una motivazione espressa circa l'aggravante in sede di determinazione della pena. Tuttavia, gli Ermellini hanno stabilito che l'onere motivazionale può essere assolto anche implicitamente. Nel caso analizzato, il giudice di merito aveva fissato una pena base significativamente superiore al minimo edittale, giustificandola con il profilo criminale dell'imputato e la reiterazione di reati analoghi. Tale operazione logica dimostra l'avvenuta valutazione e applicazione della recidiva, rendendo superflua una menzione testuale specifica se il calcolo sanzionatorio risulta coerente con i precedenti penali del soggetto.
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Recidiva facoltativa: obbligo di motivazione specifica
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di tre soggetti coinvolti in attività di spaccio, focalizzandosi sulla corretta applicazione della recidiva facoltativa. La sentenza ribadisce che il giudice non può limitarsi a constatare l'esistenza di precedenti penali, ma deve motivare concretamente perché il nuovo reato dimostri una maggiore pericolosità sociale dell'imputato, annullando la decisione laddove tale analisi risulti insufficiente.
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Recidiva facoltativa: quando va applicata?
Una donna ricorre in Cassazione contro una condanna per furto, contestando l'applicazione della recidiva facoltativa per via dei precedenti datati. La Corte rigetta il ricorso, specificando che la vicinanza temporale tra la definitività dell'ultima condanna e i nuovi reati dimostra la pericolosità sociale, giustificando l'aggravante.
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Recidiva facoltativa: quando si applica? La Cassazione
Un uomo, condannato per furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'aggravante della minorata difesa e l'applicazione della recidiva facoltativa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le circostanze notturne possono concretamente integrare l'aggravante e che, ai fini della valutazione sulla pericolosità sociale per l'applicazione della recidiva facoltativa, il giudice può considerare anche precedenti giudiziari non definitivi, come un'archiviazione per particolare tenuità del fatto.
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Recidiva facoltativa: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per furto di energia elettrica. La Corte ha ritenuto infondato il motivo sulla responsabilità dell'imputato, ma ha accolto quello sulla recidiva facoltativa, specificando che il giudice deve sempre motivare in concreto perché i precedenti reati rendono l'imputato più pericoloso, non potendosi basare su un mero elenco di precedenti penali. La sentenza è stata annullata con rinvio sul punto della recidiva.
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Pene sostitutive: no senza procura speciale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per furto pluriaggravato. La decisione chiarisce che la richiesta di pene sostitutive è un atto personalissimo che richiede un consenso esplicito dell'imputato o una procura speciale al difensore. Inoltre, la Corte ribadisce i criteri per una valida motivazione sulla recidiva facoltativa, confermando che può essere anche sintetica purché evidenzi la pericolosità sociale del reo.
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Recidiva facoltativa: obbligo di motivazione specifica
La Corte di Cassazione ha analizzato due ricorsi per rapina aggravata. Un ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali e motivi generici. L'altro è stato accolto, annullando la sentenza con rinvio, perché il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato l'applicazione della recidiva facoltativa, omettendo di considerare il percorso riabilitativo e il tempo trascorso dal precedente reato dell'imputato.
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Recidiva facoltativa: quando conta una vecchia condanna?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata, confermando l'applicazione dell'aggravante della recidiva facoltativa. La Corte ha stabilito che una precedente condanna, anche se seguita da affidamento in prova con esito positivo, può essere considerata ai fini della recidiva, soprattutto se è stato applicato un indulto che non estingue gli effetti penali della condanna. La sentenza sottolinea l'importanza di una motivazione specifica da parte del giudice per giustificare l'applicazione della recidiva facoltativa, basata sulla pericolosità sociale del reo.
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Recidiva facoltativa: quando si applica secondo la Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto. La decisione si concentra sulla corretta applicazione della recidiva facoltativa, giustificata dai numerosi precedenti penali della ricorrente, e sul diniego dell'attenuante del danno di speciale tenuità, data l'entità del valore sottratto (261 euro), ritenuto non irrisorio.
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Recidiva facoltativa: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa aggravata. I motivi, incentrati su una presunta carenza di motivazione sulla recidiva facoltativa e su un'errata commisurazione della pena, sono stati giudicati generici e manifestamente infondati. La sentenza ribadisce che la motivazione sulla recidiva, anche se succinta, è valida se spiega come la condotta si inserisca in un percorso criminale preesistente, e che i motivi di ricorso non possono riguardare reati estranei al procedimento in esame.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22880/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, soffermandosi sui criteri di motivazione per la recidiva facoltativa. La Corte ha ribadito che, anche una motivazione sintetica è sufficiente se il giudice dimostra che la nuova condotta rappresenta una prosecuzione di un percorso criminale già avviato. È stata inoltre confermata la legittimità della decisione del giudice di merito sul diniego delle attenuanti generiche, se priva di illogicità manifesta.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo i criteri per la motivazione della recidiva facoltativa. La Corte ha stabilito che per giustificare l'aumento di pena è sufficiente che il giudice evidenzi, anche sinteticamente, come la condotta dell'imputato si inserisca in un percorso criminale persistente, senza la necessità di un'analisi comparativa dettagliata con i reati precedenti. La sentenza affronta anche il diniego delle attenuanti generiche e dell'attenuante del danno di speciale tenuità.
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Recidiva facoltativa: motivazione implicita basta
Un soggetto condannato per furto ha impugnato la sentenza contestando l'applicazione della recidiva facoltativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per il riconoscimento di tale aggravante non è necessaria una motivazione estesa. È sufficiente una valutazione, anche sintetica o implicita, che dimostri come il nuovo reato sia espressione di una persistente pericolosità sociale e di una prosecuzione del percorso criminale dell'imputato.
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Disciplina transitoria appello: le vecchie regole valgono?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta violazione del termine di preavviso per l'udienza d'appello. La sentenza chiarisce che, in base alla disciplina transitoria appello, per le impugnazioni depositate prima dell'entrata in vigore della Riforma Cartabia, continua ad applicarsi il vecchio termine di 20 giorni e non quello nuovo di 40. Questo in virtù del principio 'tempus regit actum'. Anche il motivo sulla recidiva è stato respinto come manifestamente infondato.
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Recidiva facoltativa: quando va motivata la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto e uso indebito di carte di credito. La Corte ha confermato che l'applicazione della recidiva facoltativa era correttamente motivata dai giudici di merito, i quali avevano evidenziato le numerose condanne precedenti per reati analoghi e la commissione dei nuovi fatti a pochi mesi dalla scarcerazione, elementi che dimostrano un'accresciuta capacità criminale e la mancanza di un effetto dissuasivo delle pene precedenti.
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Recidiva facoltativa: motivazione può essere implicita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, stabilendo che la motivazione per l'applicazione della recidiva facoltativa può essere implicita. È sufficiente che il giudice dia conto della pericolosità sociale dell'imputato e dell'intensità del suo dolo, senza una motivazione esplicita e separata. La Corte ha anche confermato che la recidiva incide sui termini di prescrizione e che per il reato di evasione è sufficiente il dolo generico.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
Un individuo condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione della recidiva facoltativa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo valida e sufficiente la motivazione del giudice di merito. Quest'ultimo aveva correttamente evidenziato come i precedenti penali dell'imputato dimostrassero una crescente propensione a delinquere, rendendo il nuovo reato una prosecuzione del suo percorso criminale. La decisione conferma che per la recidiva facoltativa è necessaria una motivazione specifica, anche se sintetica.
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Recidiva facoltativa: la motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione dell'aggravante della recidiva facoltativa. La Corte ha stabilito che per giustificare tale aggravante è sufficiente una motivazione sintetica del giudice, purché dimostri che il nuovo reato rappresenta la prosecuzione di un percorso criminale già avviato, confermando così la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Recidiva facoltativa: motivazione valida e ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la condanna con aggravante della recidiva facoltativa. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione del giudice d'appello, basata sul numero e sulla specificità dei precedenti penali, nonostante l'ultimo reato risalisse a molti anni prima, considerandoli indice di una persistente pericolosità sociale.
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Recidiva facoltativa: annullamento per errore di merito
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti, specificamente riguardo l'applicazione della recidiva facoltativa. La Corte ha stabilito che la motivazione del giudice d'appello era illegittima, poiché si basava su una presunta condotta criminale mai formalmente contestata all'imputato. L'applicazione della recidiva richiede un'analisi rigorosa del legame tra i reati e non può fondarsi su meri sospetti o fatti estranei al procedimento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
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