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Recidiva Aggravata

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una circostanza aggravante che si applica a chi commette un nuovo reato dopo una condanna definitiva, indicando una maggiore propensione a delinquere, e comporta un aumento della pena.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Attenuanti generiche e recidiva: stop ai ricorsi generici
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello, lamentando la mancata prevalenza delle attenuanti generiche a fronte della recidiva contestata. La Corte d'Appello aveva infatti disposto il giudizio di equivalenza tra le circostanze, valorizzando i gravi precedenti specifici del soggetto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, confermando che il bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva rientra nella discrezionalità del giudice di merito se supportato da una motivazione logica e coerente. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Prova indiziaria furto: Cassazione conferma condanna per furto aggravato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per concorso di furto pluriaggravato in appartamento. La condanna si basava su una robusta prova indiziaria furto, inclusi contatti telefonici con un complice vicino al luogo del reato, la loro specializzazione nei furti e il riconoscimento vocale da parte della polizia. La difesa ha contestato la validità degli indizi, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e la solidità del quadro probatorio. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione e recidiva
L'Imputato proponeva impugnazione davanti ai giudici di legittimità contestando la sentenza della Corte di Appello. La difesa lamentava una presunta carenza di motivazione in merito alla valutazione delle attenuanti e della recidiva. I giudici di merito avevano infatti disposto l'equivalenza tra le circostanze attenuanti generiche e la recidiva contestata nella forma aggravata. La Suprema Corte ha rilevato la genericità delle censure difensive e la totale assenza di un confronto critico con le argomentazioni logiche e congrue dei magistrati di secondo grado. Di conseguenza, la Corte ha sancito l'inammissibilità del ricorso per cassazione, confermando la condanna definitiva dell'Imputato e obbligandolo al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende oltre alle spese processuali.
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Particolare tenuità del fatto: precedenti penali vs. lieve spaccio
Un Lavoratore è stato condannato per detenzione di una piccola quantità di marijuana a fini di spaccio. Il Tribunale lo ha condannato a un anno di reclusione e 2.000 euro di multa. La Corte d'Appello ha ridotto la pena a otto mesi e 1.200 euro. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto fosse di particolare tenuità e che la Corte d'Appello avesse violato il divieto di reformatio in pejus. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la presenza di precedenti penali, anche se risalenti, impedisce l'applicazione della particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha escluso la violazione del divieto di reformatio in pejus, poiché la pena finale era stata comunque ridotta.
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Sorveglianza Speciale: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermato
Un Sorvegliato Speciale è stato condannato per la Violazione sorveglianza speciale, essendo stato trovato fuori casa oltre l'orario consentito. L'uomo ha fornito diverse giustificazioni, ma la Corte d'Appello le ha ritenute non provate. Inoltre, un motivo di ricorso presentato in appello, relativo all'assenza di offensività del fatto, è stato dichiarato inammissibile perché tardivo. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso del Sorvegliato Speciale, ribadendo che i motivi nuovi devono essere collegati a quelli originari e presentati entro i termini. La condanna per Violazione sorveglianza speciale è stata quindi confermata.
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Attenuanti generiche e recidiva: stop ai ricorsi
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando il bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva effettuato dalla Corte di Appello. I giudici di secondo grado avevano infatti dichiarato l'equivalenza tra le circostanze attenuanti e la recidiva aggravata, valorizzando la gravità dei precedenti penali specifici a carico dell'uomo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile a causa della genericità delle censure difensive. L'Imputato non ha sviluppato un confronto critico effettivo con la motivazione logica e coerente fornita dal giudice di merito. La Suprema Corte ha confermato la piena insindacabilità della valutazione sulla pena e ha condannato l'Imputato alle spese legali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Recidiva Aggravata: Ricorso Inammissibile per il Condannato
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un individuo condannato per un reato contro la pubblica amministrazione, confermando l'applicazione della recidiva aggravata. L'imputato aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto fondata la recidiva, basandosi su numerose condanne precedenti per reati contro il patrimonio e della stessa natura. La Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e precluso, ribadendo la correttezza della valutazione sulla maggiore pericolosità del reo. L'individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione del reato in appello: illegittimo il taglio netto
La Corte di Appello ha dichiarato estinto per prescrizione un reato di evasione durante la fase predibattimentale, senza attivare il contraddittorio tra le parti. Il Procuratore Generale ha contestato la decisione denunciando l'assenza del confronto processuale e un calcolo inesatto del tempo necessario a estinguere il reato, avendo i giudici ignorato l'aumento temporale imposto dalla recidiva reiterata e aggravata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. I giudici supremi hanno stabilito che la prescrizione del reato in appello non può essere dichiarata in modo anticipato se il calcolo risulta viziato e se viene sacrificato il diritto delle parti a discutere la vicenda in udienza. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per la celebrazione del giudizio di secondo grado.
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Prescrizione della pena: la recidiva subvalente nega lo sconto
Il Condannato ha chiesto la prescrizione della pena per vecchie condanne degli anni novanta. Il Tribunale ha respinto la richiesta a causa della presenza di una recidiva aggravata in una condanna successiva. Il Condannato ha fatto ricorso, sostenendo che tale recidiva non fosse ostativa perché dichiarata subvalente (cioè compensata dalle attenuanti) e quindi non applicata concretamente sulla pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la prescrizione della pena è esclusa dalla semplice dichiarazione di recidiva aggravata in una sentenza definitiva, anche se questa è stata ritenuta subvalente nel bilanciamento delle circostanze. Il giudice dell'esecuzione non può modificare quanto stabilito nel processo principale. Il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: condanna definitiva per furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione con recidiva aggravata a carico dell'Imputato, dichiarando l'inammissibilità del ricorso. Il ricorrente aveva contestato la decisione della Corte d'Appello lamentando vizi di motivazione sulla propria responsabilità. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che il ricorso era estremamente generico e privo dei requisiti minimi previsti dalla legge, non indicando i punti specifici della decisione da censurare. Di conseguenza, la Cassazione ha respinto il ricorso, condannando l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Danneggiamento e recidiva aggravata: condanna senza sconti
Un uomo con numerosi precedenti penali viene condannato per danneggiamento aggravato. In sua difesa, sostiene di aver agito in uno stato d'ira provocato da un torto subito dal Comune. La Corte di Cassazione, però, respinge il suo ricorso. I giudici sottolineano che la sua lunga storia criminale giustifica pienamente l'applicazione della recidiva aggravata. Questa condizione non solo impedisce sconti di pena, ma allunga anche i tempi della prescrizione, rendendo la condanna definitiva. La Corte non ha trovato alcuna prova del comportamento ingiusto del Comune, invalidando così la tesi dello stato d'ira.
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Recidiva Aggravata: Mente all’Agente, la Cassazione è inflessibile
Un uomo, già condannato in passato, viene nuovamente ritenuto colpevole per aver fornito false dichiarazioni sulla propria identità a un pubblico ufficiale. La sua pena viene aumentata per la recidiva aggravata. L'imputato presenta ricorso in Cassazione, contestando proprio l'applicazione di tale aggravante. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici precedenti. La recidiva aggravata è stata correttamente applicata perché la sequenza di reati gravi, commessi senza interruzione fin da minorenne, dimostrava una spiccata pericolosità sociale e una maggiore riprovevolezza della condotta.
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Bilanciamento attenuanti e aggravanti: ricorso generico, condanna ok
Un imputato, già condannato in passato, ha contestato la decisione dei giudici di merito sul bilanciamento attenuanti e aggravanti. La Corte di Appello aveva ritenuto equivalenti le circostanze, senza far prevalere le attenuanti sulla recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché troppo generico e privo di una critica specifica alla motivazione della sentenza precedente. Secondo la Suprema Corte, la valutazione sul bilanciamento attenuanti e aggravanti era corretta, data la gravità dei precedenti penali. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Recidiva Aggravata: Ricorso Respinto per Mancanza di Prove
Un imputato, condannato per spaccio di lieve entità con un patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della recidiva aggravata. Sosteneva di avere un solo precedente penale, ma la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza di primo grado, infatti, aveva già accertato la presenza di plurimi precedenti specifici nel quinquennio. L'imputato, nel suo ricorso, non ha fornito elementi validi per smentire tale accertamento, violando il principio di autosufficienza. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Recidiva aggravata e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il diniego delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva aggravata. La decisione sottolinea che la gravità dei precedenti penali e l'assenza di elementi favorevoli giustificano ampiamente la scelta del giudice di merito. Il ricorso è stato giudicato generico poiché non ha offerto una critica specifica alle motivazioni della sentenza impugnata, portando alla condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva aggravata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il motivo del rigetto risiede nella mancanza di specificità dell'unico motivo di appello, che contestava la sussistenza della recidiva aggravata. La Corte ha confermato la validità della motivazione del giudice di merito, basata sui gravi precedenti penali e sulla chiara inclinazione a delinquere del soggetto.
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Rinnovazione istruttoria: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. I motivi, incentrati sulla richiesta di rinnovazione istruttoria per una perizia psichiatrica e sulla contestazione della recidiva, sono stati ritenuti mere doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di appello, basata su documentazione medica datata e sull'assenza di elementi che suggerissero un'incapacità di intendere e volere.
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Recidiva aggravata: quando è legittima la conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la conferma della recidiva aggravata. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale e l'omogeneità tra il reato precedente (rapina) e quello attuale (resistenza a pubblico ufficiale), entrambi violenti, giustificano legittimamente l'aggravante, indicando una maggiore pericolosità sociale del soggetto.
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Recidiva aggravata e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione, il quale sosteneva l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha confermato che la presenza di una recidiva aggravata, specifica e infraquinquennale, giustifica un allungamento dei termini di prescrizione, impedendone il compimento. Il ricorso è stato giudicato una mera ripetizione di motivi già respinti in appello.
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Recidiva aggravata: ricorso inammissibile se ripetitivo
Con l'ordinanza n. 5004/2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva aggravata. I giudici hanno ritenuto il motivo di ricorso una semplice riproposizione di una censura già adeguatamente respinta dalla Corte d'Appello, la quale aveva correttamente giustificato l'aumento di pena sulla base dei numerosi precedenti specifici e della gravità della condotta.
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