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Rebus Sic Stantibus

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108 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Valutazione redditi genitori: obbligo per il giudice
Un atleta professionista chiede la riduzione dell'assegno di mantenimento per la figlia a causa di una contrazione dei suoi guadagni e della nascita di un secondo figlio. I tribunali di merito respingono la richiesta. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che la decisione è illegittima perché non ha operato la necessaria valutazione redditi genitori, omettendo di indagare sulla situazione economica e patrimoniale della madre. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per una nuova e completa valutazione.
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Assegno di mantenimento: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa alla modifica delle condizioni di divorzio. Il caso riguardava la determinazione dell'assegno di mantenimento per il figlio. La Suprema Corte ha stabilito che la quantificazione del contributo economico non può basarsi su un generico richiamo agli atti, ma richiede una motivazione esplicita e dettagliata che analizzi comparativamente le condizioni economiche di entrambi i genitori. Inoltre, ha ribadito che l'invito del giudice a intraprendere un percorso psicoterapeutico, anche se non obbligatorio, costituisce un'indebita ingerenza nella libertà di autodeterminazione della persona.
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Indennità di accompagnamento e assegno di mantenimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10423/2023, ha stabilito che l'erogazione dell'indennità di accompagnamento in favore del figlio disabile non costituisce una circostanza idonea a giustificare la riduzione dell'assegno di mantenimento a carico del genitore. Tale prestazione ha natura assistenziale e non reddituale, essendo finalizzata a coprire le spese straordinarie legate alla disabilità e non a sollevare i genitori dai loro obblighi di mantenimento ordinario.
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Assegno divorzile: no alla revoca per fatti noti
Un ex-marito ha chiesto la revoca dell'assegno divorzile a favore dell'ex-moglie, motivandola con la stabile convivenza di quest'ultima con un nuovo partner. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la modifica delle condizioni di divorzio è possibile solo per fatti nuovi, sopravvenuti dopo la sentenza. Poiché la convivenza era una circostanza già nota e considerata dalle parti nel loro accordo di divorzio del 2014, non può essere usata come motivazione per la revoca dell'assegno. La decisione sottolinea la stabilità degli accordi presi in sede di divorzio.
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Diritto dei nonni: l’interesse del minore prevale
In un caso di forte conflittualità familiare, i nonni e lo zio paterni si erano rivolti al tribunale per vedere i nipoti minori, ostacolati dai genitori. La Corte d'Appello aveva concesso gli incontri basandosi sulla mera assenza di pregiudizio per i bambini. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2881/2023, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il 'diritto dei nonni' non è incondizionato, ma subordinato al 'superiore interesse del minore'. Il giudice non deve solo escludere un danno, ma deve accertare in positivo il concreto beneficio che il rapporto porterebbe alla crescita del bambino, tenendo conto del contesto conflittuale e della volontà del minore stesso.
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Ammonimento ex art. 709-ter: è impugnabile?
In un caso di conflitto genitoriale, la Corte di Cassazione analizza la natura del provvedimento di ammonimento ex art. 709-ter c.p.c. La Suprema Corte stabilisce che, a differenza di precedenti orientamenti, l'ammonimento non ha natura meramente esortativa, ma afflittiva e sanzionatoria. Pertanto, possiede carattere decisorio e definitivo, rendendolo suscettibile di ricorso straordinario per cassazione. Nonostante l'ammissibilità del ricorso su questo principio, la Corte lo ha rigettato nel merito per altre ragioni.
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Ne bis in idem: nuovo sequestro con nuove prove
La Corte di Cassazione ha analizzato il principio del ne bis in idem in materia di misure cautelari reali. Con la sentenza n. 2419/2026, ha stabilito che l'emissione di un secondo decreto di sequestro probatorio, dopo l'annullamento del primo, è legittima se basata su nuovi elementi di prova. Il precedente annullamento, infatti, crea una preclusione solo "rebus sic stantibus" (a parità di condizioni), che può essere superata dalla sopravvenienza di nuovi elementi probatori, senza che ciò costituisca una violazione del divieto di duplicazione del giudizio.
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Confisca beni mafiosi: quando si supera il giudicato
La Corte di Cassazione, con la sentenza 16136/2024, ha confermato una confisca di beni mafiosi nei confronti degli eredi di un imprenditore, nonostante una precedente decisione di revoca. La Corte ha stabilito che nuovi elementi di prova, come le dichiarazioni di collaboratori di giustizia emerse successivamente, possono legittimamente superare il precedente giudicato, dimostrando la totale contaminazione mafiosa dell'attività imprenditoriale e dell'intero patrimonio.
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Istanza reiterativa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un'istanza reiterativa per il riconoscimento della continuazione tra reati. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a constatare l'identità della richiesta (petitum), ma deve compiere una valutazione approfondita per verificare se l'istanza si basi su elementi di fatto o di diritto nuovi, non esaminati in precedenza. In caso di nuovi elementi, la preclusione processuale non opera e la richiesta deve essere esaminata nel merito.
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Continuazione tra reati: Cassazione su nuovi elementi
Un condannato per omicidi e associazione mafiosa ha chiesto il riconoscimento della continuazione tra reati, presentando nuovi elementi probatori. La Corte di Cassazione, annullando una decisione di rigetto, ha stabilito che un'istanza può essere riproposta se basata su elementi nuovi, anche se preesistenti ma non valutati in precedenza. Il principio del 'ne bis in idem' in fase esecutiva non è assoluto, ma opera 'rebus sic stantibus', imponendo al giudice una nuova e completa valutazione nel merito.
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Sequestro probatorio: quando è possibile un nuovo sequestro
La Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo emettere un nuovo decreto di sequestro probatorio sugli stessi beni di un precedente provvedimento annullato, a condizione che si fondi su elementi probatori nuovi. Per 'nuovi' si intendono elementi non ancora valutati dal giudice del riesame, anche se già a disposizione del Pubblico Ministero. La Corte ha respinto il ricorso degli indagati, che lamentavano la violazione del principio del 'ne bis in idem', chiarendo che tale principio in ambito cautelare non è assoluto ma opera 'rebus sic stantibus', ovvero finché la situazione di fatto e di diritto rimane invariata.
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Confisca di prevenzione: quando resiste alla revoca?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una confisca di prevenzione disposta sulla base di due diverse categorie di pericolosità sociale non può essere revocata se una delle due viene dichiarata incostituzionale, a condizione che la motivazione per la categoria residua sia autonoma e sufficiente a sorreggere da sola il provvedimento. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando la stabilità del provvedimento ablatorio definitivo.
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Giudicato esecutivo: limiti e nuove questioni
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità, stabilendo che la preclusione del giudicato esecutivo non si applica a questioni non precedentemente dedotte. Nel caso specifico, la richiesta di rideterminare una pena a causa di un presunto errore di calcolo, basato su un provvedimento precedente non considerato, è stata ritenuta ammissibile perché introduceva un elemento nuovo non valutato in precedenza.
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Subentro del curatore: ammesso anche in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che il subentro del curatore fallimentare in un'azione revocatoria, avviata da un creditore, è un diritto potestativo esercitabile anche in appello. La Corte ha ritenuto irrilevante la precedente inerzia o la diversa posizione processuale assunta dal fallimento in primo grado. La decisione conferma inoltre la revoca di una compravendita immobiliare, basandosi su presunzioni per dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio ai creditori.
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Giudicato cautelare: quando si può riproporre la misura
La Cassazione ha respinto il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia in carcere per tentata estorsione. L'indagato lamentava la tardività delle motivazioni e la violazione del giudicato cautelare, poiché una precedente richiesta era stata parzialmente respinta. La Corte ha chiarito che il termine per la motivazione decorre dal deposito del dispositivo. Inoltre, ha stabilito che il giudicato cautelare non è assoluto e può essere superato da nuovi elementi, come le stesse dichiarazioni dell'indagato, che modificano il quadro probatorio.
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Convenzionamento medico universitario: limiti e doveri
Un professore universitario perde l'incarico direttivo in ospedale a seguito di una riorganizzazione della ASL. La Cassazione chiarisce che il convenzionamento medico universitario non costituisce un diritto assoluto del docente. L'ateneo non è responsabile per le autonome scelte organizzative dell'azienda sanitaria, dettate da esigenze di funzionalità e pubblico interesse, che prevalgono sulle aspettative individuali.
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Equa riparazione: durata processo e incapienza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26530/2024, ha stabilito che i creditori hanno diritto all'equa riparazione per l'irragionevole durata di una procedura fallimentare anche quando il curatore dichiara l'incapienza dell'attivo. Tale dichiarazione, infatti, non conclude il procedimento né elimina il pregiudizio derivante dal ritardo, pertanto il tempo ai fini del calcolo dell'indennizzo continua a decorrere fino alla chiusura formale della procedura.
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Ricorso straordinario 625-bis: no a misure di prevenzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36876/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto da terzi interessati avverso una misura di prevenzione patrimoniale (confisca). La Corte ha ribadito che il ricorso straordinario art. 625-bis cod. proc. pen. è un rimedio eccezionale riservato esclusivamente alle sentenze di condanna irrevocabili e non può essere esteso, neanche in via analogica, ai provvedimenti in materia di prevenzione, per i quali sono previsti altri strumenti di tutela come la revoca.
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Ricorso straordinario: No per la confisca di prevenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto da una terza interessata contro una confisca di prevenzione. La Corte ha chiarito che questo rimedio eccezionale è applicabile solo a sentenze di condanna penale e non a misure patrimoniali preventive, per le quali esiste l'istituto della revoca.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la 'continuazione tra reati' basandosi su una decisione favorevole ottenuta da un coimputato. La Corte ha stabilito che la valutazione del medesimo disegno criminoso è strettamente personale e non può essere estesa automaticamente. Pertanto, la decisione riguardante un altro soggetto non costituisce un 'fatto nuovo' idoneo a superare una precedente pronuncia di rigetto.
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