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Reato Reddito Di Cittadinanza

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato reddito di cittadinanza: condannata per misura cautelare
Una richiedente ha presentato domanda per ottenere il sussidio statale omettendo di comunicare di essere sottoposta a una misura cautelare personale. La legge esclude espressamente dai beneficiari chi subisce restrizioni cautelari della libertà o vanta determinate condanne. La cittadina ha contestato la condanna sostenendo l'assenza di dolo per presunta ignoranza della norma. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza del reato reddito di cittadinanza. I giudici hanno chiarito che il testo della legge è inequivocabile e non ammette scuse interpretative. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato reddito di cittadinanza e abrogazione: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato reddito di cittadinanza a carico di un soggetto che aveva omesso di dichiarare cospicue vincite da gioco online. Il ricorso, basato sulla presunta estinzione del reato a seguito dell'abrogazione della normativa, è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che la legge che ha soppresso il beneficio ha espressamente mantenuto in vigore le sanzioni per i fatti illeciti commessi in precedenza, derogando al principio della legge più favorevole.
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Reato reddito di cittadinanza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32263/2024, ha stabilito che l'abrogazione del reddito di cittadinanza non cancella il reato per chi ha omesso di comunicare variazioni patrimoniali prima del 31 dicembre 2023. La Corte ha annullato una sentenza di proscioglimento del Tribunale di Perugia, chiarendo che una norma transitoria mantiene in vigore le sanzioni penali per i fatti pregressi, derogando al principio della legge più favorevole. Il caso riguarda il reato reddito di cittadinanza e la sua ultrattività.
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Reato Reddito di Cittadinanza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il Reddito di Cittadinanza. Il ricorrente sosteneva che il reato fosse stato abrogato. La Corte ha stabilito che, nonostante l'abrogazione della misura, una specifica norma transitoria (D.L. n. 48/2023) ha garantito la continuità della sanzione penale per tutti i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023, derogando legittimamente al principio della legge più favorevole.
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Reato reddito di cittadinanza: condanna dopo l’abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato reddito di cittadinanza, per non aver comunicato vincite percepite. La Corte ha stabilito che l'abrogazione del reddito di cittadinanza dal 1° gennaio 2024 non cancella il reato per i fatti commessi in precedenza. La legge che ha soppresso il beneficio ha creato una deroga al principio della 'lex mitior' (legge più favorevole), mantenendo in vita le sanzioni penali per garantire la tutela delle risorse pubbliche erogate fino a quel momento. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
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Reato reddito di cittadinanza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44035/2024, ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che, nonostante la programmata abrogazione della misura, una specifica norma transitoria ha garantito la continuità della punibilità per le condotte illecite commesse fino al 31 dicembre 2023, escludendo l'applicazione del principio della legge più favorevole.
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