La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di specie protette a fini commerciali, nello specifico dieci esemplari di felini ibridi (gatti bengala). La Corte ha stabilito che il reato, essendo di natura permanente, non era prescritto al momento della condanna di primo grado, poiché il termine decorre dalla cessazione della condotta (il sequestro) e non dall'accertamento. Inoltre, sono state ritenute pienamente utilizzabili come prova le informazioni e gli screenshot acquisiti da un profilo social pubblico, anche senza il sequestro del dispositivo, consolidando un importante principio sull'acquisizione di prove digitali.
Continua »