LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reato Permanente

Pagina 37 di 37

728 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Detenzione illegale di armi: un reato permanente
La Corte di Cassazione conferma che la detenzione illegale di armi è un reato permanente, rigettando il ricorso di un imputato che invocava la buona fede e la prescrizione. La sentenza chiarisce che l'obbligo di denuncia è inderogabile e l'errore sulla legge penale non scusa, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Prescrizione occultamento documenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento di documenti contabili. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione occultamento documenti: trattandosi di reato permanente, il termine di 10 anni non decorre dall'annualità delle scritture, ma dal momento dell'accertamento fiscale che ne scopre la mancanza.
Continua »
Prescrizione reati tributari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di occultamento di documentazione contabile. La Corte ha stabilito che, in caso di ricorso manifestamente infondato, non è possibile dichiarare la prescrizione reati tributari maturata dopo la sentenza di secondo grado, consolidando un principio fondamentale in materia processuale.
Continua »
Reato permanente: la Cassazione sull’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. L'ordinanza chiarisce che il delitto di invasione di edifici è un reato permanente, la cui prescrizione inizia a decorrere solo al momento della cessazione della condotta illecita, ovvero quando l'immobile viene liberato. La Corte ha inoltre ribadito che subentrare a un precedente occupante abusivo costituisce un nuovo reato e che la lunga durata dell'occupazione osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Revoca liberazione anticipata: la condanna che conta
La Corte di Cassazione conferma la revoca della liberazione anticipata a un detenuto condannato per associazione a delinquere. La sentenza chiarisce che la continuazione del reato, anche durante la detenzione, dimostra il fallimento del percorso rieducativo e giustifica la revoca del beneficio, basandosi sulle valutazioni del giudice della cognizione.
Continua »
Occultamento scritture contabili: quando è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occultamento scritture contabili a carico di un imprenditore. La sentenza chiarisce che il reato è di natura permanente e che la prescrizione decorre non dall'atto di occultamento, ma dalla data dell'accertamento fiscale. I giudici hanno respinto la tesi difensiva secondo cui le scritture non fossero mai esistite, desumendone la pregressa istituzione e la successiva dolosa sottrazione da elementi indiziari, come la parziale documentazione rinvenuta e i dati emersi da controlli incrociati.
Continua »
Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni amministratori di un consorzio di bonifica, condannati per aver creato un deposito incontrollato di rifiuti. Il materiale, composto da sabbia e posidonia proveniente dal dragaggio di un canale, era stato accumulato per anni in un'area demaniale protetta. La Corte ha confermato la qualifica di rifiuto, rigettando la tesi della temporaneità e dell'urgenza, data la natura sistematica e prolungata dell'attività. Ha stabilito che il reato di deposito è permanente e cessa solo con il sequestro. La sentenza è stata parzialmente annullata con rinvio, ma è stata dichiarata l'irrevocabilità della responsabilità penale per il reato ambientale.
Continua »
Cumulo di pene: come si calcola la fine del reato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un giudice dell'esecuzione relativa al calcolo del cumulo di pene. Il caso riguardava la determinazione della data di cessazione di un reato associativo permanente. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può basarsi automaticamente sulla data dell'atto di accusa (contestazione "aperta"), ma deve verificare concretamente, sulla base degli atti processuali, il momento esatto in cui la condotta criminale è terminata. La mancata verifica di questo fatto cruciale, richiesto dal condannato, ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
Continua »