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Reato Permanente — Anno 2025

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130 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Permanente

Provvedimenti

Reato permanente: la legge applicabile e il tempo
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di reato permanente (occupazione abusiva), confermando la colpevolezza dell'imputato che aveva modificato una struttura preesistente. L'intervento è stato qualificato come un nuovo e autonomo reato, non una semplice continuazione dell'illecito altrui. Tuttavia, la Corte ha annullato la sentenza riguardo alla pena, stabilendo un principio fondamentale: se il capo d'imputazione delimita temporalmente la condotta (contestazione 'chiusa'), si deve applicare la legge in vigore in quel periodo, anche se successivamente è subentrata una norma più severa.
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Violenza assistita: quando scatta l’aggravante?
Un individuo è stato condannato per maltrattamenti contro i genitori anziani e il fratello. La pena è stata aumentata per la presenza dei nipoti minorenni durante le violenze (violenza assistita) e per la vulnerabilità delle vittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che per l'aggravante della violenza assistita non è sufficiente un singolo episodio, ma è necessario che il minore assista a condotte reiterate che possano comprometterne il sano sviluppo psicofisico. La Corte ha inoltre confermato che l'età avanzata e l'invalidità possono integrare l'aggravante della minorata difesa se creano una concreta situazione di vulnerabilità.
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Cessazione reato permanente: quando finisce il reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice che fissava la fine di un'attività criminosa associativa a una data successiva all'arresto dei suoi membri. La Corte ha stabilito che la determinazione della cessazione reato permanente spetta al giudice dell'esecuzione, che valuta le prove senza che tale valutazione di fatto possa essere riesaminata in sede di legittimità. Il ricorso dell'imputato, che proponeva una diversa interpretazione delle prove, è stato rigettato in quanto mirava a una rivalutazione del merito, non consentita in Cassazione.
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Recidiva e pena: limiti all’aumento per l’imprenditore
Un imprenditore, condannato per occultamento di documenti contabili, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la natura permanente del reato. Tuttavia, ha rilevato d'ufficio l'illegalità dell'aumento di pena applicato per la recidiva, in quanto superava il cumulo delle pene delle precedenti condanne, violando un limite inderogabile di legge. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla rideterminazione della sanzione.
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Responsabilità ente reati ambientali: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una società per responsabilità da reato ambientale, chiarendo che la natura permanente dell'illecito, come una discarica abusiva, estende la responsabilità dell'ente anche se la condotta è iniziata prima dell'entrata in vigore della specifica norma incriminatrice. La sentenza affronta la questione del 'tempus commissi delicti' per i reati ambientali e la confisca del profitto, consolidando il principio che la responsabilità ente per reati ambientali sorge finché perdura la situazione antigiuridica.
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Ne bis in idem: no per reati permanenti continuati
Un individuo, condannato per occupazione abusiva di demanio marittimo, ha visto revocata la sospensione condizionale della pena per non aver demolito le opere. Ha fatto ricorso sostenendo il principio del ne bis in idem, citando una precedente assoluzione per fatti simili. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per un reato permanente la prosecuzione della condotta in un'epoca successiva costituisce un fatto nuovo e non è coperta dal precedente giudicato.
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Concorso in associazione mafiosa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di estorsione e associazione mafiosa. Diversi soggetti erano accusati di aver partecipato o favorito un'organizzazione criminale che imponeva l'acquisto di gadget a commercianti. La Corte ha confermato diverse condanne, ma ha annullato quelle a carico di due coniugi fornitori dei gadget, stabilendo che non era stata adeguatamente provata la loro consapevolezza del fine estorsivo. Questa decisione sottolinea la necessità di dimostrare l'elemento psicologico nel reato di concorso in associazione mafiosa, distinguendo la mera fornitura di beni dalla partecipazione cosciente al piano criminale.
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Occultamento scritture contabili: quando è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di occultamento scritture contabili, rigettando il ricorso di un imprenditore. La Corte ha stabilito che tale reato è di natura permanente e l'obbligo di esibire i documenti persiste per tutta la durata della verifica fiscale, anche in presenza di presunte irregolarità nella notifica della richiesta. Il dolo specifico è stato ritenuto provato dall'ingente pretesa tributaria e dal trasferimento della sede legale all'estero.
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Occultamento scritture contabili: quando è reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un imprenditore per il reato di occultamento scritture contabili. La sentenza stabilisce che tale reato è di natura permanente e la sua consumazione si protrae fino al momento dell'accertamento fiscale, momento dal quale decorre la prescrizione. Il ricorso dell'imputato, basato su prescrizione, illogicità della motivazione e travisamento della prova, è stato dichiarato inammissibile.
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Invasione di terreni: quando il reato è permanente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni. La sentenza chiarisce la natura di reato permanente del delitto ex art. 633 c.p., che cessa solo con la condanna o con la fine dell'occupazione. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità e frammentarietà, non avendo sollevato censure specifiche e puntuali contro la decisione della Corte d'Appello.
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Reato permanente: quando si esclude la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria condannata per opere abusive realizzate entro trenta metri dal demanio marittimo. La sentenza chiarisce che, trattandosi di un reato permanente, la prescrizione non decorre finché l'opera non viene demolita o autorizzata. La Corte ha inoltre confermato che la natura permanente dell'illecito non è di per sé ostativa alla non punibilità per tenuità del fatto, ma la gravità complessiva della condotta, inclusa la sua durata e l'inerzia dell'imputata, può giustificarne l'esclusione.
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Reato di uccellagione: quando è reato permanente?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di uccellagione e detenzione di fauna protetta. La sentenza stabilisce che l'uccellagione è un reato a consumazione anticipata che può assumere carattere permanente, perdurando fino al sequestro degli strumenti di cattura. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare la provenienza lecita degli animali selvatici detenuti spetta all'imputato e non all'accusa. La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso sulla violazione del diritto di difesa, chiarendo che la data di accertamento indicata nell'imputazione non limita la contestazione all'intera durata della condotta illecita.
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Prescrizione abuso edilizio: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per illeciti edilizi. Il punto centrale era la prescrizione dell'abuso edilizio. La Corte ha ribadito che, trattandosi di un reato permanente, il termine di prescrizione non inizia fino alla cessazione completa dell'attività illecita, che comprende anche le opere di rifinitura. Nel caso specifico, un sopralluogo aveva accertato la realizzazione di nuove opere in una data successiva a quella indicata dalla difesa, spostando in avanti l'inizio della prescrizione e rendendo il ricorso infondato.
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Concorso in detenzione di stupefacenti: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per concorso in detenzione di stupefacenti, respingendo la tesi difensiva del favoreggiamento. La sentenza chiarisce che chiunque aiuti a occultare droga durante il periodo in cui la detenzione è in atto, partecipa attivamente al reato. Essendo la detenzione un reato permanente, ogni azione di supporto durante la sua commissione integra il concorso e non un reato autonomo come il favoreggiamento, che presuppone la cessazione della condotta illecita principale.
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Traffico illecito di rifiuti: reato abituale
La Cassazione conferma la condanna per tre persone per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha stabilito che si tratta di un reato abituale, chiarendo la competenza territoriale e i limiti delle autorizzazioni semplificate per la gestione dei rifiuti, confermando l'illegalità delle operazioni svolte.
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Occupazione abusiva: eredi assolti per prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva di demanio marittimo a carico degli eredi del costruttore. La Corte ha stabilito che la semplice presentazione di un ricorso al TAR contro l'ordine di demolizione non è una prova sufficiente del possesso dell'immobile. In assenza di prove concrete sulla continuazione del reato da parte degli eredi, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Liberazione anticipata reato permanente: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la liberazione anticipata a un detenuto sulla base di una nuova accusa per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che, in caso di liberazione anticipata per reato permanente, il giudice non può basarsi su automatismi ma deve condurre una valutazione concreta e specifica, verificando se la condotta illecita si sia effettivamente protratta nel periodo per cui si chiede il beneficio. Un nuovo titolo cautelare per fatti precedenti non è di per sé sufficiente a giustificare il diniego.
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Occupazione abusiva: quando non si applica il 131-bis
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di occupazione abusiva di un alloggio popolare, ritenendo inammissibile il ricorso dell'imputata. La decisione si fonda sulla lunga durata della condotta illecita, iniziata nel 2005, che ha qualificato il comportamento come abituale, escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale.
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Sequestro per contrabbando: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per contrabbando di oltre 20 milioni di euro. La sentenza chiarisce che il contrabbando è un reato permanente, permettendo l'applicazione di leggi più severe sulla confisca anche per fatti iniziati prima della loro entrata in vigore. Il sequestro è giustificato dal rischio di dispersione dei beni, desunto dall'enormità del profitto illecito e dalle modalità fraudolente della condotta.
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Prescrizione reato e sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro una sentenza di estinzione per prescrizione del reato di occupazione abusiva. È stato chiarito che il sequestro dell'area, avvenuto in precedenza, ha interrotto la permanenza del reato, rendendo corretta la decisione del tribunale sulla maturata prescrizione del reato stesso.
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