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Reato Permanente — Anno 2023

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171 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Permanente

Provvedimenti

Contestazione aperta e prescrizione: la Cassazione
Un soggetto, condannato per invasione di un immobile di edilizia popolare, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La sua tesi si basava sul fatto che l'imputazione, indicando una data specifica di accertamento, fosse una "contestazione chiusa", cristallizzando il reato a quel giorno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la formula "accertato in data X" integra una contestazione aperta. In questi casi, per i reati permanenti, la condotta si considera protratta fino alla sentenza di primo grado, data dalla quale inizia a decorrere la prescrizione. Respinte anche le doglianze sul consenso dell'assegnataria, ritenute un tentativo di rivalutare i fatti non ammissibile in sede di legittimità.
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Reato permanente: occupazione e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46082/2023, ha chiarito la natura di reato permanente dell'occupazione abusiva di immobili protratta nel tempo. Il caso riguardava un ricorso contro una condanna per tale reato. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione e non dall'inizio. Ha inoltre confermato la legittimità di subordinare la sospensione condizionale della pena al rilascio dell'immobile, quale misura per eliminare le conseguenze dannose del reato.
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Divieto di reingresso: reato anche senza espulsione coatta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reato di violazione del divieto di reingresso si configura anche se lo straniero lascia il territorio nazionale volontariamente, senza un accompagnamento coatto alla frontiera. È sufficiente essere il destinatario di un provvedimento di espulsione giudiziale. Nel caso specifico, un cittadino straniero, colpito da un ordine di espulsione emesso da un giudice in sostituzione di una pena detentiva, era rientrato in Italia dopo averla lasciata spontaneamente. La Corte ha rigettato il suo ricorso, affermando che la legge punisce il rientro non autorizzato di chiunque sia 'destinatario' di un provvedimento di espulsione, indipendentemente dalle modalità con cui si è allontanato.
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Reato permanente: quando inizia la prescrizione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per occupazione abusiva di immobile. La Corte ribadisce che si tratta di un reato permanente, la cui prescrizione non inizia a decorrere dal primo atto di occupazione, ma solo dal momento in cui la condotta illecita cessa. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già disattese in appello.
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Trasporto illecito di carburante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per trasporto illecito di carburante. Il prodotto, mascherato da olio lubrificante, era in realtà olio combustibile soggetto ad accise. Un ricorso è stato respinto per tardività, l'altro perché riproponeva questioni già decise in appello. La Corte ha confermato la natura permanente del reato, escludendo la prescrizione, e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Liberazione anticipata: reati successivi e valutazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di liberazione anticipata per un periodo di custodia cautelare. La decisione si fonda sulle successive condanne definitive per associazione di tipo mafioso a carico del richiedente. Secondo la Corte, la commissione di gravi reati dopo il periodo di detenzione in esame è un chiaro indicatore della non sincera partecipazione all'opera di rieducazione, giustificando così il diniego del beneficio.
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Reato permanente: quando si applica la nuova legge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30145/2023, ha chiarito importanti principi sul reato permanente. In un caso di maltrattamenti in famiglia, l'imputato è stato condannato applicando una legge più severa entrata in vigore durante la commissione del reato. La Corte ha stabilito che, in caso di 'contestazione aperta', il reato si considera esteso fino alla sentenza, legittimando l'applicazione della nuova normativa per le condotte successive alla sua emanazione, anche in sede di giudizio abbreviato. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
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Concorso detenzione stupefacenti: il ruolo del coniuge
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una donna per concorso in detenzione di stupefacenti insieme al marito. La sentenza stabilisce che fornire un contributo attivo alla conservazione della droga, come nascondere le chiavi di un deposito, costituisce piena partecipazione al reato (concorso detenzione stupefacenti) e non un semplice favoreggiamento, non potendo quindi beneficiare della causa di non punibilità prevista per i familiari.
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Occupazione abusiva: reato permanente e condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per occupazione abusiva di un alloggio popolare, chiarendo la natura di reato permanente. Questa qualificazione impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché la condotta illecita perdura nel tempo. La sentenza analizza anche questioni procedurali relative all'acquisizione delle prove in dibattimento, ritenendo legittima la testimonianza di un agente di polizia anche in assenza di una preventiva annotazione scritta.
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Ordine di espulsione: matrimonio non sana la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per non aver rispettato un ordine di espulsione del 2013. La Corte ha stabilito che il suo successivo matrimonio con una cittadina italiana, che ha portato all'annullamento di un secondo e distinto ordine di espulsione del 2018, non costituisce un giustificato motivo per l'inadempienza del primo. Il reato è permanente e le cause di giustificazione devono preesistere all'ordine violato.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e perché
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di terreni e fabbricati ritenuti parte del demanio marittimo. La Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale di merito era sufficiente e che il reato di occupazione abusiva, essendo permanente, giustifica il mantenimento della misura cautelare per impedire la prosecuzione dell'illecito.
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